Il miracolo… italiano del Frosinone all’esame multilingue del Como

[IL PUNTO] I giallazzurri, archiviato il pareggio di Genova, si proiettano alla sfida contro la lanciatissima squadra di Fabregas. In campo due filosofie diverse con Alvini che ha puntato su un blocco nostrano. Lo spessore del lavoro di Max aumenta di settimana in settimana: nella ossatura della squadra ci sono giocatori che nemmeno arrivano alla doppia cifra di presenze in Serie A ma giocano col piglio dei veterani

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

“Dovevamo azzannare la partita e portarla a casa”. Inequivocabile. Parole e musica sono di Massimiliano Alvini nel post-partita, uno che non fa sconti nemmeno a se stesso perché si è fatto da zero, figuriamoci ai suoi ragazzi dopo quell’1-1 al ‘Ferraris’ che costringe il Frosinone a lasciare 2 punti sul campo di un Genoa davvero bisognevole in tutto e per tutto e che andava lasciato a zero adesso.

Poi si potrà dire che i giallazzurri per alcuni tratti della gara hanno anche rischiato qualcosa, ma nell’arco di 100’ può succedere che si esponga il fianco agli avversari anche perché i 30.000 tifosi rossoblu fanno sempre un certo effetto in quello stadio che è il più inglese tra quelli italiani. E in quel caso ci ha pensato San Lorenzo Palmisani da Alatri con 2 paratissime, la prima su Baldanzi nel primo tempo (Cittadini già gravato da un’ammonizione ha lasciato sfilare Colombo) e la seconda su Vitinha nella ripresa.

Palmisani in orbita Juve

Lorenzo Palmisani (Foto: Federico Proietti © Ansa)

Palmisani (22) che nei giorni scorsi, sul quotidiano sportivo Tuttosport, è stato inserito tra i giocatori monitorati dalla Juventus per il futuro – secondo precise indicazioni di John Elkann che c’aveva visto lungo già prima della notte da incubo di Reggio Emilia – insieme a Samuele Inácio Piá (18), Cher Ndour (22), Luca Lipani (21) e Filippo Mané (21).

Intanto il portiere ciociaro difende la porta del Frosinone che è proprietario del suo cartellino e che ha respinto già le sirene al mercato estivo, è un antidivo, ha la testa fissata sulle spalle e i piedi ben piantati per terra perché proviene da una sana cultura di provincia. E soprattutto sa che deve conquistarsi tutto senza luce riflessa.

Gabriele Bracaglia (Foto © Mario Salati)

Poco di un anno fa era partito in Serie B alle spalle del titolare Sherri e solo un infortunio del portiere albanese gli aveva spianato la titolarità. E lui ci ha messo tanto del suo. Ma anche la storia di Bracaglia ha un suo perché e si allaccia curiosamente a quella diCittadini: alla vigilia della stagione 2024-’25 il difensore in prestito dall’Atalanta si fece male durante la partita di Coppa Italia col Pisa in casa, Bracaglia che era sul punto di tornare in prestito in Lega Pro, venne confermato. Anche lui ha saputo cogliere l’occasione al volo mettendoci tanto di suo.

L’ossatura della squadra-tipo di Alvini

Ghedjemis in azione (Foto © Mario Salati)

Nell’ossatura della squadra-tipo di Alvini ci sono giocatoriche nemmeno arrivano alla doppia cifra di presenze in Serie A ma non bisogna stupirsi. Questo aumenta lo spessore del lavoro che sta compiendo il tecnico di Fucecchio da un anno e mezzo: partiamo dalle 2 presenze per Cichella, 4 per lo stesso Palmisani, Bracaglia, Calò e Calvani, 8 per Fini e Ghedjemis, 9 per Kvernadze alla sua seconda rete di fila in A (e già papabile soggetto di mercato a gennaio).

Sei giocatori di proprietà su 8. Gente forgiata da Alvini, al pari di giocatori che la massima serie l’avevano già assaporata ma più da seconde linee: il riferimento va a Monterisi (28) che domenica contro il Como taglierà le 100 presenze in campionato con la maglia del Frosinone, Oyono (20), Raimondo (16),Cittadini (12).Ma anche le 3 presenze (1 in giallazzurro) del promettente Amey hanno un significato.

Giocatori esordienti che stanno dando prova di poter giocare nel campionato più difficile d’Europa sotto il profilo tattico. Come esordiente è anche l’austriaco Schmid (4), tra i neo acquisti più avanti nella condizione fisica, tecnica e tattica. Un inciso lo merita anche Masini (58), un elemento imprescindibile per la sua caratteristica di tuttocampista.

Adesso lo step successivo del Comandante Max è quello di portare a regime tutta quella pattuglia di giocatori arrivati dal mercato sontuoso della ditta Castagnini-Lambropoulos-Algoritmi & Friends. Bobcek ha già messo paura al Genoa: una ventina di minuti finali col Genoa e solo una grande parata di Bijlow gli ha negato il gol dell’1-2. Terzic (40 in A) ha fatto vedere a Reggio Emilia di valere una maglia.

Alessio Zerbin

Un giocatore invece che deve ancora metabolizzare sia lo ‘spartito’ di Alvini che il ritorno al Frosinone è proprioZerbin che pure è il veterano della massima serie (85 presenze tra Napoli, Monza, Venezia e Cremonese), con esperienze in Champions al Napoli (3) dello scudetto con Spalletti ed anche una convocazione nella nazionale maggiore sull’onda del campionato 2021-’22 in maglia giallazzurra (31 presenze e 9 reti). Zerbin, lanciato da Alvini nella mischia finale al ‘Ferraris’ ha fatto rimpiangere un Kvernadze esausto. Da lui, che sa abbinare corsa e qualità ai gol, il Frosinonesi attende tanto anche per la conoscenza della categoria.

Avversario poco Como(do) tra piano partita e report

A chiudere la porta ai complimenti ci avrà pensato Alvini sulla scorta di quella frase che avrebbe fatto felice un leone vero. L’avversario alle porte non è affatto Como(do). I lariani, indicati dalla critica già dallo scorso anno come la squadra straniera nel campionato italiano, si scopre che non sono i soli. E che in Italia si fanno solo chiacchiere quando la ferita della Nazionale ancora sanguina, appena rimarginata tutto torna esattamente come prima.

Cesc Fabregas

Undici-undicesimi di giocatori stranieri li mettono in campo anche Milan e Udinese ad esempio, la Juve ha il solo Vicario a difendere (…) l’italianità, all’Inter in genere sono 9/11 gli stranieri (ieri con l’Udinese 8/11), l’ultimo Sassuolo e l’ultimo Lecce ne avevano 8. Il Frosinone è la squadra più italiana dal 1’, con 4 stranieri in campo e tutti gli altri a scalpitare in panchina ma non durerà molto questo trend.

A proposito di Como, sul sito specializzato Cronache di Spogliatoio è uscita una interessante dichiarazione del presidente dei lariani Mirwan Suwarso (che risponde alla Proprietà indonesiana dei fratelli Hartono, 392 milioni di euro investiti nel Club dal 2023) che racconta un inedito del ‘modus operandi’ da parte di Club, Area Tecnica e Data Room in avvicinamento alla partita: “24 ore prima di ogni gara Fabregas presenta alla Proprietà il piano partita. In questo modo i proprietari possono capire meglio le dinamiche della gara. Dopo la partita Cesc redige un altro resoconto spiegando come la gara si è evoluta rispetto alle previsioni iniziali“.

“Contemporaneamente un nostro data team prepara una sua analisi indipendente sull’andamento della gara ed a fine giornata condividiamo i dati. Ad esempio quando giochiamo contro un blocco basso possiamo prevedere un XG tra 0.80 e 0.90. Se a fine partita dovessimo essere arrivati a 1.3 XG, pure se dovessimo aver pareggiato 0-0 saremmo soddisfatti perché avremmo superato le aspettative”. Come cambia il calcio. Ah, il Frosinone sicuramente non giocherà col blocco basso…