Il modo di vincere del Frosinone

Foto © Mario Salati

La difesa è un blocco di garanzia con 19 reti incassate: seconda alle spalle di quella del Benevento (11 reti subìte). Per puntare in alto è importante un maggiore contributo di gol fatti. Classifica ancora corta, campionato sempre livellato, colpa della poca continuità generale: 12 punti dividono il quart’ultimo posto dal secondo. Frosinone e Venezia, avversarie al ‘Penzo’ divise da 7 lunghezze eppure giocano per obiettivi opposti. L’applicazione mentale gioca un ruolo decisivo

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Sette punti in tre partite, oltre il doppio di quello che il Frosinone ottenne nelle prime tre giornate di campionato, quando riuscì a battere in casa solo l’Ascoli. Il successo sofferto ma voluto fortemente sull’Entella aggiunge dote ma solo questo e niente più, perché c’è solo da correre e rincorrere senza fermarsi a leggere la classifica.

Qualche recriminazione per un rigore che poteva starci (la trattenuta su Capuano sulla quale il difensore si è infortunato al setto nasale, ndr) e un altro che poteva starci ugualmente se il metro di paragone fosse stato lo stesso utilizzato nella gara di andata (tocco di Salvi su Crimi che gli era alle spalle, ndr). E per questo si può dire Frosinone bravo perché più forte degli eventi contrari.

Frosinone-Virtus Entella Foto © Mario Salati

Bravo perché forte caratterialmente. E non a caso Nesta ha detto che questa squadra sa vincere a modo suo, sa vincere esprimendo al massimo della potenzialità qualità, tattica e intensità agonistica.

Sette punti è anche la distanza che divide il Frosinone (34) a -1 dal secondo posto e il Venezia (27) che al momento ha un virtuale +1 sull’Empoli quint’ultimo, ma solo per effetto della differenza reti. E sabato al ‘Penzo’, Venezia-Frosinone è una delle finali (tutte quelle che rimangono, ndr) che Nesta aveva già annunciato all’inizio del girone di ritorno. Entrambe le squadre ci arrivano galvanizzate dai rispettivi successi. Con obiettivi differenti: il Frosinone non può perdere di vista i retrofari del Pordenone che riceverà la visita della ‘Cenerentola’ Livorno, i lagunari debbo usare i ramponi per scalare posizioni possibilmente meno a precipizio.

I giallazzurri non possono fare calcoli perché al momento pagano qualcosa sotto il profilo degli scontri diretti (con Crotone, Perugia, Spezia e Pordenone).

TANTO LIVELLAMENTO

Lo specchio di questa stagione di serie B è la classifica che, pur allungandosi leggermente, mette appena 12 punti tra il secondo posto e il quart’ultimo e 8 tra il quint’ultimo e il secondo. Vuol dire, tradotto in soldoni, poco più o poco meno di tre vittorie, cioè un’inezia.

Livellamento in basso o equilibrio? Una via di mezzo, senza dubbio. E’ un campionato che, Benevento a parte, non esprime forza brute tali da saper e poter imprimere accelerazioni. Delle 8 squadre alle spalle dei sanniti, il miglior momento è dello Spezia (5 risultati utili di fila con una gara da recuperare) che pure ha passato fasi complicate e poi del Frosinone (4). Tutte le altre hanno perso almeno due volte nelle ultime 5 gare, tranne la Salernitana che ha interrotto la mini-serie con una sconfitta alla seconda delle cinque giornate.

Frosinone-Virtus Entella, la parata di Bardi

Se il tecnico del Venezia, Alessio Dionisi parla di “continuità necessaria in questo campionato se si vuole fare bene…” esattamente come ripete Nesta, evidentemente il problema è comune a tutte le squadre. L’impressione che si ricava è che sarà così fino alla fine. Un livellamento che probabilmente tocca il discorso relativo alla qualità delle formazioni. Qualità tecnico-tattica e mentale. Perché nel calcio se al pacchetto manca uno dei prodotti, il risultato ne risente sempre.

LA DIFESA REGINETTA DELLA B

La mano di Alessandro Nesta da ex ministro della Difesa a livello mondiale. E sì perché il reparto arretrato del Frosinone sta diventando un punto di forza. Pochi se ne accorgono ma quel pacchetto è secondo nella speciale classifica alle spalle del Benevento: 11 gol hanno incassato i sanniti (di cui 4 nella gara di Pescara, ndr), 19 i giallazzurri.

E c’è da dire che 6 di quei 19 gol presi sono frutto di due sconfitte (3-0 a Pordenone e 3-1 a Perugia) e che i giallazzurri hanno perso con 2 gol di scarto solo a La Spezia (2-0). Quando il tecnico giallazzurro afferma che “nessuna squadra avversaria ci ha messo sotto” si riferisce anche alla tenuta stagna della difesa. Una crescita ed una sicurezza che comprende tutti i reparti, ma in particolar modo anche quelli che giocano meno (Krajnc, bravo a subentrare in corsa a Capuano) e chi ancora mai (Szyminski, che comunque permette di alzare il livello qualitativo degli allenamenti). E nel pacchetto vanno considerati giocatori come lo stesso Salvi (buono l’impatto nelle ultime due), Beghetto, Zampano e il neo arrivo D’Elia, oltre a Paganini momentaneamente ai box.

Frosinone-Virtus Entella Foto © Mario Salati

L’obiettivo è restare su questi standard nella fase difensiva e crescere sensibilmente con i gol fatti. Ardemagni è un valore aggiunto ad una rosa in cui Dionisi fa sentire sempre il proprio peso specifico e Ciano è uscito da un periodo complicato sotto il profilo fisico. Ed anche Citro e Novakovich dovranno sfruttare le occasioni in base alle loro caratteristiche. In mezzo al campo Tabanelli e Rohden abbinano spinta e copertura, Maiello la regia, Gori e Haas sono sempre prime scelte ma per ora alternative di livello.

LE ALTRE

Il Pordenone perde ancora (1-0 contro uno scatenato Spezia), resta al secondo posto per effetto del capitombolo del Crotone (secondo ko di fila) in casa di un redivivo Empoli (3-1 per i toscani) affidato alla cura-Marino ma è comunque meno saldo di tre settimane fa quando i ‘ramarri’ uscirono con 1 punto dal ‘Benito Stirpe’ di Frosinone. Lo sfogo del patron Lovisa non ha portato bene, perché da quella gara i friulani non hanno più mosso la classifica.

Ma riandiamo alla squadra ligure allenata da Italiano: ha una partita in meno e pronti ad essere gettati nella mischia sono i nuovi Di Gaudio e Vitale, mentre l’ex trapanese Nzola è già stato testato nella gara vinta contro la squadra di Tesser. L’Empoli a sua volta si riprende il gusto della vittoria, funzionano i neo acquisti (in gol Tutino e Henderson) mentre sulla sponda di Stroppa funziona tutto male (anche i neo arrivati) e forse ancora peggio Maxi Lopez che il tecnico toglie al 23’ della ripresa dopo averlo ‘stimolato’ a lungo.

Serie B

In classifica sale forte il Perugia che vince a Castellammare di Stabia (ma il presidente della Juve Stabia reclama due rigore e chiede subito al Var) col solito Iemmello (doppietta), sale piano ma comunque compie un passo avanti importante la Salernitana che spaventa il Benevento nella fossa dei leoni del ‘Vigorito’: 1-1 alla fine di un bel derby firmato dai gol di Djuric e Sau. Resta invece indietro il Chievo che viene sconfitto in casa dal Venezia che vince la seconda partite di fila lontano dal ‘Penzo’ e si tira fuori dalla bagarre salvezza almeno per ora. Derby deciso da un gol di Capello ma anche dai legni colpiti dalla squadra di Marcolini.

L’ANTICIPO

Ma un capitolo a parte lo merita l’anticipo di venerdi sera tra Cremonese e Pisa, una rimpatriata di tanti ex del Frosinone spalmati sulle due sponde. Termina 4-3 per i toscani, esattamente al… termine di una partita nella quale le difese non sono state impeccabili. Cremonese nei guai seri. E pure jellata perché sul 3-3 Gucher ci mette… la faccia letteralmente e involontariamente per evitare il gol di Ceravolo da un metro. E prima ancora Daniel Ciofani aveva ciccato una palla gol nitidissima. La squadra di Rastelli è a-4 dalla salvezza. I grigiorossi per ora stanno confermando la regola che non sempre la frase ‘copiosi investimenti’ si coniuga con ‘successi assicurati’.

In attesa che sulla sua panchina si sieda Roberto Stellone (non sedeva in panchina dal 23 aprile 2019, quando venne esonerato dal Palermo) che nel frattempo ha diretto il primo allenamento dei bianconeri che riabbracciano Ninkovic, l’Ascoli fa 3-0 in trasferta al Livorno contestato da sindaco e tifosi. I marchigiani risalgono la china ma sono ancora fuori dalla griglia playoff. Doppietta dell’ex canarino Trotta che non faceva gol dall’aprile 2018 in campionato. Toscani di nuovo nelle mani di Breda anche perché la gestione-Tramezzani ha portato 2 punti in 7 partite. Una Caporetto.

Lo stadio Benito Stirpe

Infine brutto scivolone casalingo del Trapani al quale non fa un buon effetto la valanga di innesti al mercato di gennaio: 3-0 del Cittadella che si riprende la scena dopo un periodo non positivo, rimanda in gol Diaw e conferma la vena dell’ottimo Proia. Ieri sera tra Pescara e Cosenza (2-1) è successo di tutto. Con Legrottaglie in panchina bis di vittorie per degli abruzzesi che rischiano il tracollo, sprecano un rigore allo scadere ma vincono sui titolo di coda e agganciano l’ultimo treno sulla rotta dei playoff. E’ la serie B signori.

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