Il “giudizio universale” di Frosinone-Pescara 2-2. Gli episodi chiave ed i protagonisti in positivo ed in negativo della gara.
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Il “giudizio universale” di Frosinone-Pescara 2-2. Gli episodi chiave ed i protagonisti in positivo ed in negativo della gara.
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PALMISANI
Pesa sul giudizio finale la grave indecisione sul raddoppio di Di Nardo quando, nella confusione totale, non copre il primo palo sulla conclusione non imprendibile del centravanti del Pescara.
Voto 5
A.OYONO
Ennesima prova insufficiente del terzino ciociaro che, ancora una volta, non riesce quasi mai a cambiare ritmo sulla sua fascia per rifornire l’attacco di cross, con appena un traversone a segno su sei tentativi. La fase difensiva non migliora il suo giudizio.
Voto 5
CITTADINI
Protagonista in negativo nell’occasione del 2 a 0 pescarese, quando è poco reattivo nel chiedere lo stop del gioco nel momento in cui il pallone era fuori dal campo. Voto 5
(Dal 36′ J.GELLI – Il migliore della retroguardia ciociara. Entra bene, seppur praticamente a freddo, in una situazione per niente semplice. Riaccende la luce e le speranze ciociare con l’illuminante lancio di settanta metri per il suo quasi omonimo Francesco Gelli, in occasione del penalty dell’1-2. Voto 6,5)
CALVANI

Fatica tantissimo a contenere il reparto offensivo biancoazzurro, con Di Nardo e Meazzi che sfuggono continuamente alla sua marcatura nella prima frazione di gioco. In pieno recupero della prima frazione è protagonista del gol, poi annullato dal Var, che avrebbe potuto accorciare ben prima le distanze. Si riscatta sul finale di match, quando la sua sponda di testa in area vale l’assist decisivo per il gol del pareggio firmato Raimondo.
Voto 5,5
MARCHIZZA
Sicuramente meglio la fase offensiva (dove prova la conclusione, seppur mai inquadrando la porta) rispetto a quella difensiva per il capitano ciociaro, che paga la poca continuità di minutaggio nel periodo post infortunio.
Voto 5
(Dal 63′ KONÈ – Entra benissimo in campo, tramutando in estrema concretezza con la solita grinta che lo contraddistingue. Si guadagna con le unghie e con i denti il calcio di punizione che vale un punto importantissimo per il Frosinone. Voto 6,5)

CICHELLA
Corre, si batte in mezzo al campo e chiude i novanta minuti di gioco con la percentuale più alta di passaggi riusciti di tutto il reparto. È sfortunato in occasione del palo, il diciassettesimo stagionale per i ciociari, dove calcia ad incrociare battendo Saio in uscita. Il pallone, però, prende una zolla del terreno di gioco dello Stirpe, non in ottime condizioni, cambia direzione e si spegne sul palo, ingannando persino lo speaker dello stadio, che aveva già lanciato il jingle del gol.
Voto 5,5

CALÒ
Si ritrova in una posizione non usuale allo scoccare del primo minuto del match, quando è chiamato a coprire il buco difensivo e non riesce a chiudere sulla conclusione vincente di Di Nardo. Da quel momento in poi cerca di riaccendere la luce di un Frosinone in difficoltà con ben 7 passaggi chiave. Nel secondo tempo, si riscatta definitivamente, segnando il pesantissimo rigore per riaprire il match.
Voto 7
KOUTSOUPIAS
Gli manca sempre l’ultima scelta, quella giusta e precisa che spesso ha portato punti pesanti al suo Frosinone. Sbaglia tanto e non riesce quasi mai ad entrare nel vivo del gioco. Il calo è fisiologico dopo un inizio di stagione con il piede sull’acceleratore, deve ritrovarsi per un finale di stagione in cui il suo apporto è fondamentale.
Voto 5
(Dal 63′ F.GELLI – Alvini lo sceglie per cercare di dare imprevedibilità al reparto offensivo, lui lo ripaga con un inserimento perfetto, lo stop al bacio e l’astuzia di coprire con il corpo il pallone per guadagnarsi un rigore importantissimo con conseguente cartellino rosso per il suo diretto marcatore. Voto 7)
KVERNADZE

È sicuramente quello più mobile e ispirato del pacchetto offensivo lanciato dal 1′ da Alvini. Ma nonostante ciò viene arginato alla perfezione dalla retroguardia pescarese, che non gli lascia quasi mai lo spazio giusto per calciare verso la porta. Apprezzabile il sacrificio e la crescita sotto il punto di vista comportamentale.
Voto 5,5
(Dal 76′ FIORI – Entra con il piglio giusto, regalando sprint e dribbling sulla sua fascia di competenza. Ha sulla testa anche il gol del potenziale vantaggio a tempo ormai scaduto, con la sua incornata che dà l’illusione del gol spegnendosi sull’esterno della rete. Voto 6)
GHEDJEMIS
Chiude il primo tempo, come tutto il Frosinone, ampiamente al di sotto delle sue potenzialità, non riuscendo quasi mai a dare quel qualcosa in più al reparto offensivo di Alvini. Nella seconda frazione prova a sprigionare tutta la sua potenza di fuoco, chiudendo il match con 6 dribbling riusciti su 8 e 4 tiri (di cui 3 nello specchio della porta).
La media tra i due tempi lo porta a raggiungere un ampia sufficenza.
Voto 6
ZILLI
Serata difficile per il centravanti ciociaro, che viene servito poco e male dai compagni, avendo, di conseguenza pochi palloni utili per provare a far male con la specialità della casa, il colpo di testa. Prova a ripulire più gioco possibile, tenendo alta la squadra e trovando due falli. Per il resto poco più.
Voto 5
(Dal 63′ RAIMONDO – Si fa trovare pronto al centro dell’area e non sbaglia il tap-in vincente sulla sponda aerea di Calvani. Un gol pesantissimo per il centravanti scuola Bologna, che torna a gonfiare la rete un mese dopo l’ultima marcatura. Un gol importantissimo che può e deve fargli ritrovare forza e fiducia. Voto 7).

ALVINI
Ci mette del suo per cambiare il volto di un match che sembrava ormai perso. Pesca dalla panchina gli uomini giusti, restituendo fiducia e benzina ad una squadra apparsa pericolosamente allo sbando.
Per come si era messo il match, riesce a strappare un punto pesantissimo per non perdere il treno delle squadre impegnate per la lotta alla promozione diretta.
Voto 7



