Il sogno italiano del “gigante” Koblar

Il giovane difensore sloveno è un’altra scommessa del nuovo corso del Frosinone. L’ex Maribor confessa di aver sempre sperato di giocare nel Bel Paese: la stagione scorsa ha sfiorato il titolo nazionale. Mancino, forte nel gioco aereo, non ha preferenze tra la retroguardia a 3 e a 4.

Alessandro Salines

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Il calcio italiano lo ha sempre ammirato in tv sognando ad occhi aperti di giocare un giorno in un club del Bel Paese. Ora che idealmente è entrato in quello schermo magico, Luka Koblar tocca il cielo con un dito. Conosco bene la Serie B e il calcio italiano perché è sempre stato il mio sogno giocare qui. Ora questo è diventato realtà”, sono le prime parole del giovane difensore centrale nel giorno della sua presentazione nel ritiro di Fiuggi.

Ventuno anni, fisico possente dall’alto dei suoi 192 centimetri, piede mancino e tanta grinta, è il terzo sloveno nella storia del Frosinone dopo l’attaccante Zlatko Dedic (65 presenze e 13 reti tra il 2007 ed il 2009) e il difensore Luka Krajnc, ancora in organico ma sul piede di partenza. Scovato nel Nk Maribor dagli osservatori giallazzurri, è un’altra scommessa del nuovo corso del Frosinone.

TESTA BASSA E PEDALARE

Luka Koblar

Koblar ha le idee chiare su quello che lo aspetta. Sa benissimo che per imporsi in Italia deve sgobbare e sacrificarsi. Rispetto alla Slovenia l’asticella si è alzata.

Le difficoltà non mancano. “Il ritmo è più alto e poi ho bisogno di migliorare la lingua per comunicare con compagni e il mister – rivela nell’intervista effettuata al Media Center con la collaborazione del team manager Manuel MilanaLa preparazione è dura ma questo è un bene senza dubbio. Servirà per esser pronti e preparati per l’inizio della nuova stagione. Devo crescere come giocatore e persona, dare il massimo negli allenamenti e nelle partite. L’obiettivo della squadra è quello di crescere passo dopo passo e vedere dove arriviamo”.

La stagione scorsa ha sfiorato con il Maribor il titolo nazionale perso all’ultima giornata nello scontro diretto in casa contro il Mura. A livello giovanile ha anche esperienza internazionale avendo giocato nella Champions Youth League. 

L’IDOLO SERGIO RAMOS

Il Frosinone sulle rive del Canterno

Il centrale sloveno ha come modello il forte difensore spagnolo in forze al Paris Saint Germain dopo la lunga militanza al Real Madrid.

Difensore moderno: unisce forza fisica, buona tecnica e senso tattico. “Mi piace giocare a sinistra perché sono mancino – si presenta così – Sono veloce, dotato di un buon sinistro e mi distinguo nei colpi di testa. Non ho preferenze a giocare nella difesa a 3 o a 4. In ogni caso devo difendere la mia porta”.

Ed ha scelto il Frosinone proprio perché in Italia la fase difensiva viene curata nei minimi dettagli. “Come ho detto all’inizio, ho sempre voluto giocare in Italia per migliorare come calciatore – chiosa Koblar – Qui si lavora molto sulla difesa e questo mi ha convinto ad accettare il trasferimento al Frosinone”. E coronare un sogno. 

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