Il sottile confine tra vittoria e sconfitta per il Frosinone Calcio

Foto © Vincenzo Paolo Gerace, Imagoeconomica

Un'altra giornata da dimenticare per gli episodi dubbi che hanno condizionato il finale. E adesso tutti gridano alla... Var! Le pause nei primi tempi stanno diventando una costante pericolosa. Ma il Frosinone per oltre un'ora ha legittimato la presenza in campo

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Repetita non sempre iuvant. La lingua latina ci viene in soccorso per dirci che l’assenza della Var – come già scritto appena 5 giorni fa su questa rubrica – sta creando problemi a catena in serie B. Il turno di Santo Stefano ha tolto ecumenicamente ad Empoli, Frosinone (il rigore non concesso per fallo su Paganini e la rete del 2-1 del Crotone con Marrone in fuorigioco) e Trapani ma anche il Cittadella nonostante la vittoria, lamenta la mancata concessione di un rigore. (leggi qui I tre verdetti parziali del campionato di Serie B).

Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B

Il presidente della Lega di serie B, avvocato Balata, ha detto che “non è giusto che la Var ci sia solo in serie A”. Il problema è dei presidenti? Sicuramente buona parte di loro – fatta eccezione per quelli di Chievo, Frosinone ed Empoli che in ogni caso le tecnologie le hanno già installate nei rispettivi impianti – non si sono opposti ad un rinvio delle intenzioni della Lega di B e del suo presidente – maturate alla fine della scorsa stagione – di introdurre la Var in questo campionato.

Il processo di adeguamento riguarda anche la classe arbitrale, come già avvenuto per la Can di A. C’è il protocollo Ifab da rispettare secondo il quale i direttori di gara hanno bisogno di un periodo definito di addestramento in gare ‘offline’, quindi non di campionato. La Lega di B aveva dato il benestare, gli arbitri non hanno eccepito anche perché la Var è un supporto importante per la loro crescita. Domanda sorge spontanea: perché allora non farlo partire già da fine luglio questo periodo di addestramento?

Come sempre in Italia molte domande non trovano risposte esaustive. E allora si continua col balletto e il rischio che il girone di ritorno diventi una battaglia ad ogni angolo.

QUELLE PAUSE DIVENTATE UNA COSTANTE PERICOLOSA

Niente alibi, però. Certe partite si possono vincere prima. La sconfitta con il Crotone da mettere subito nel cassetto dei ricordi con i rimpianti al seguito. Perché il Frosinone in campo c’è stato. Meno di 72 ore di tempo per preparare la partita di Pisa. Al ‘Romeo Anconetani’ i giallazzurri ritroveranno gli squalificati Birindelli, Gucher (ex di turno) e Marin oltre al bomber Marconi infortunati. Torneranno invece De Vitis e Benedetti ma anche l’altro ex Masucci e Belli che contro l’Ascoli erano in panchina.

Frosinone-Crotone © Foto Emiliano Grillotti

Formazione tipo per la squadra di D’Angelo. Ma come ha detto Nesta nella conferenza stampa post-gara il Frosinone dovrà migliorare l’approccio alla partita. Più che curarsi delle assenze o delle presenze in campo avverso, visto che il Crotone si presentava al ‘Benito Stirpe’ con una coperta non certo ampia. Chi ha memoria, può ricordare che il tecnico giallazzurro parlò più o meno allo stesso modo dopo la quarta amichevole, con il Lecce a Trento ad agosto.

Quei primi tempi abbondanti lasciati troppo agli avversari stanno diventando una costante pericolosa. Costringono a rincorrere, nell’arco di una partita. E pure in classifica. Un problema che dopo 17 gare rischia di venire classificato come strutturale e non episodico.

Il tecnico avversario Stroppa, a proposito dei giallazzurri, nel post-gara del giorno di Santo Stefano ha dichiarato che “il Frosinone anche quando appare sornione non nasconde la propria pericolosità…”. Sarà anche vero ma si può dare molto più.

L’INVISIBILE CRINALE TRA LA VITTORIA E LA SCONFITTA

Frosinone Ciano-Maiello dipendente? Sicuramente sono giocatori fondamentali nello scacchiere di Nesta. Con Bardi, Ariaudo e Dionisi rappresentano la famosa dorsale.

L’attaccante anche in non perfette condizioni fisiche ha confezionato tre palle gol oltre ad aver dispensato il pallone del pareggio a Paganini. Va recuperato, la pausa dopo Pisa arriva a pennello. Maiello, francobollato a uomo, ha sofferto di più nell’arco della gara ma ha dato il là all’azione dell’1-1. Dionisi – martellato a Benevento e sceso in campo stringendo i denti, si è sottoposto ad un lavoro massacrante, spaziando su 60 metri di campo senza soluzione di continuità e la rete fallita davanti a Cordaz non può essergli imputata.

Camillo Ciano, Frosinone Calcio, Foto © Mario Salati

Bardi è stato strepitoso in almeno due circostanze, compresa nell’azione del 2-1 prima del tocco definitivo di Marrone. Ariaudo doveva dividersi Simy e Vido con il compagno di reparto Krajnc, i due rossoblu si sono visto poco o niente.

Il Frosinone conti alla mano ha pagato dazio sul confronto tra i ‘quinti’ laddove il Crotone è stato più chirurgico nelle uniche due occasioni create in quella specifica situazione tattica. Ma ha giocato una partita che 7 volte su 10 può tranquillamente rischiare di vincere. Ma anche pareggiare perché la filosofia è sempre quella di muovere la classifica.

LE ALTRE

A trazione anteriore, otto vittorie e un pareggio nelle ultime 9 giornate e lo strappo definitivo è servito: al Benevento non costa caro nemmeno la mezza papera del portiere Montipò sul provvisorio vantaggio del Chievo firmato dal gioiellino Vignato (potrebbe salpare per Bologna già a fine mese, ndr) perché ci pensano due difensori, Maggio e Tuia, a regolare i conti al ‘Bentegodi’. 

Più 12 punti sul Pordenone che va in vacanza sul Golfo di Salerno dove rimedia 4 gol senza colpo ferire. Strepitoso tra i granata il fantasista Kiyine della Salernitana che mette a segno due gol, uno più bello dell’altro, e si candida come pepita d’oro sul mercato, con la Lazio interessata a lui. La squadra di Tesser sfiora il pari sull’1-0 per la Salernitana e poi crolla.

Nel gruppone dei playoff, l’Entella pareggia il derby con lo Spezia e aggancia il Frosinone a quota 26. La partita di Cosenza non ha bisogno di grandi commenti: il pari dell’Empolia 8’ dalla fine non sarebbe stato sinonimo di pareggio al triplice fischio finale ma quel gol negato è uno scippo senza passamontagna. Non ha colpe la squadra di Braglia che a grandi falcate si rimette in carreggiata ma oggi sarebbe sempre la terza retrocessa.

Il campionato di Serie B

A proposito di grandi calcate, due punti più sopra dei ‘lupi’ della Sila c’è la Juve Stabia che, dopo il ko interno col Frosinone, ha infilato una serie di risultati utili – 2 vittorie e 1 pareggio – che l’hanno portata ad uscire indenne dal campo della Cremonese: 1-1, botta e risposta tra Forte e Ceravolo. Per i grigiorossi la classifica non decolla.

Emorragia di punti in casa Livorno che perde anche con il Pescara (terzo ko di fila per Tramezzani, ndr): Galano mette a segno il gol numero 10 della sua stagione e la rete del sigillo la realizza Maniero su rigore. A Livorno qualcuno rimpiange Breda. O forse si aspetta qualcosa di pesante dal mercato, anche se 11 punti in 18 partite sono un macigno.

Trapani-Perugia fa urlare i siciliani per un rigore concesso agli umbri nel finale. Anche qui la Var avrebbe fatto la sua figura importante. Due a due il finale, gli umbri scavalcano il Frosinone di una lunghezza, i siciliani restano penultimi a quota 15. La notizia è il gol di Falcinelli su rigore (battuto djue volte), l’attaccante del Perugia rompe il lungo digiuno. Crolla ancora il Venezia, ko in casa col il Cittadella: la rete di Aramu dà solo l’illusione dopo i gol di Diaw e D’Urso per i granata di Venturini che ora sono terzi in classifica a -2 dal Pordenone. Infine ha chiuso la 18.a giornata Ascoli-Pisadecisa da un gol di Cavion.

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