Infortuni, squalifiche, equivoci: il bicchiere è mezzo vuoto, riempitelo

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Non erano fenomeni paranormali ieri, non sono brocchi integrali oggi. Tanto per mettere i puntini sulle ‘i’. E’’ semplicemente il Frosinone. Una buonissima squadra per la serie B. Che per vincere o continuare a muoversi deve saper sempre coniugare serenità (mentale) a continuità (fisica e tecnico-tattica). Quelle caratteristiche prime che i risultati negativi, anche inconsciamente, portano a diluire. Quindi, raccattiamo i pezzi dopo la sconfitta con la Salernitana e pensiamo tutti positivo. Anche perché è vero che si fa sotto una muta di cani arrabbiati (Spal e Benevento e pure il Perugia) ma è altrettanto vero che se Atene (il Frosinone) piange lacrime amare, là davanti Sparta (il Verona) non ride. Anzi il presidente Setti è davvero dell’’idea di mandare a casa Pecchia e forse richiamare Mandorlini, sotto contratto alla modica cifra di 750mila euro netti all’anno.

IN ALTO, LIVELLO PIU’ BASSO – Il campionato di serie B attuale è probabilmente di livello inferiore a quello delle ultime due stagioni. Lo dicono i numeri, che poi sono l’’espressione dei valori tecnici. Nel torneo 2014-’15 il Carpi alla giornata numero 18 era a 36 punti mentre la seconda, il Frosinone, era a 30 punti. Quindi c’’è un +1 dei canarini di oggi rispetto della stagione della promozione. Differenze ancora più nette con lo scorso anno: il Crotone alla stessa giornata era a 40 punti e il Cagliari a 37.

C’’è una curiosità che lega le due stagioni e porta a pensare che “non c’’è due senza tre”: in entrambe le ultime stagioni di B le prime due alla giornata numero 18 risultarono poi promosse direttamente. Ma adesso alla spalle del Verona non c’’è più solo il Frosinone ma anche Spal e Benevento. Mettiamo da parte le curiosità. Basta leggerle al volo e riporle.

IL BICCHIERE METTETELO DA PARTE – Dicevamo che sarebbe il caso di raccattare immediatamente i pezzi e ripartire, focalizzando l’’attenzione sul Trapani all’’ultima spiaggia e con diversi punti deboli tra i quali il portiere Guerrieri. Strizzando l’’occhio ‘ansiogeno’ ai risultati degli esami strumentali per Cocco e Paganini. E tralasciando per un po’’ il famoso ‘bicchiere mezzo pieno’ –che troppi canarini hanno preferito vedere – perché il rischio di ubriacarsi delle proprie parole c’’è sempre.

Adesso se proprio vogliamo il bicchiere è mezzo vuoto. Di punti lasciati per strada come le briciole di Pollicino. Di giocatori infortunati (Cocco e Paganini), squalificati (Soddimo), da rivalutare a breve (Bardi e Crivello), desaparecidos (Gucher e pure Mazzotta dove lo mettiamo?). Lasciamo anche da parte parole come “furto” perché la Salernitana non ha rubato niente, ha vinto sfruttando anche alcune disattenzioni del Frosinone. Che cercheremo anche di analizzare, senza per questo sostituirci al bravissimo Pasquale Marino che in conferenza stampa ha cercato di dirottare l’’obiettivo altrove ma si capiva che era imbufalito come un mantice nella savana.

RITROVATE LA MISCELA GIUSTA – E’’ comunque il calcio signore e signori, quella miscela unica fatta di pochi ingredienti ma fondamentali per l’’ottima riuscita del ‘piatto’ settimanale al ristorante del campionato: un pallone che rotola sul campo, una spolverata di fortuna, undici giocatori con bioritmi positivi, un gol in più dell’’avversario e possibilmente una difesa ermetica. Quanto al ‘rotolare’ del pallone, il Frosinone non ha avuto grandi fortune. Verissimo. La palla a volte ha… girato dalla parte sbagliata. Ma se pure la Dea Bendata si è voltata altrove, è innegabile che il motore della squadra giallazzurra soffre. E la difesa paga dazio ancora: finora solo in 4 occasioni Bardi non ha raccolto palloni alle proprie spalle.

Tanto per capire: la risalita del Benevento è figlia di una difesa ermetica, appena 11 reti incassate. Meglio ha fatto solo il Pisa (10) ma i neroazzurri segnano col biberon (7). E poi ci sono i bioritmi dei singoli giocatori che non stanno avendo un andamento sincrono per dirla in termini più scientifici che calcistici. E’’ normale. Come è normale che debbano esserci delle soluzioni a disposizione.

EQUIVOCI ED ENIGMI – Perché se il tecnico Marino (e gli stessi giocatori) ripetono come un mantra che non esistono titolari e riserve perché anche chi non gioca permette al compagno più fortunato di stare sulla corda grazie al proprio impegno, ci sorge un dubbio. Non è comprensibile come Gucher – e non vogliamo fare gli avvocati difensori dell’’austriaco che evidentemente deve metterci anche di suo – non possa rendersi utile alla causa in un momento in cui è evidentissimo che il motore del Frosinone batta pesantemente a centrocampo.

Ci sarebbe anche da capire se il ruolo di Soddimo a galleggiare tra l’’esterno e la mezz’ala non abbia esaurito l’’effetto sorpresa. Ci sarebbe da capire ancora: se Crivello (il migliore tra i suoi, sia chiaro) gioca con una gamba e mezza, bisogna forse pensare che gli appoggi a terra di Mazzotta siano allora sotto il livello di guardia?

E se alle spalle di Cocco non c’’è Volpe, allora la crescita del settore giovanile e le propaggini nella prima squadra dove sono? Una certezza assoluta: l’’assenza di Paganini (a La Spezia e in corsa sabato scorso) scopre il fianco ad un dubbio: come la mettiamo se alle spalle il giovane Csurko sembra il fratello più piccolo di Tonev? Per chiudere, due parole su Russo: si è imbrocchito o cosa?

 

La sintesi è quella dell’’ìnizio: non erano fenomeno paranormali ieri, non sono brocchi oggi. Ma bisogna darsi tutti una svegliata. Come cantava Adriano Pappalardo, ricominciamo?

 

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Foto copyright Mario Salati  per gentile concessione dell’autore

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