La commozione di Alvini: “Una gioia immensa, dedicata a mia moglie Carla”

[SALA STAMPA] Il diesse Castagnini, l'allenatore Alvini ed i protagonisti in campo hanno raccontato il trionfo. Il gruppo e l'identità hanno fatto la differenza.

Alessandro Salines

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La festa è continuata anche in sala stampa con la sfilata dei protagonisti. Ad aprire le danze il direttore sportivo Renzo Castagnini, architetto della squadra giallazzurra. Tutti i meriti sono della società che è sempre la stessa mentre i dirigenti sono cambiati in tutte le stagioni dove il Frosinone è stato promosso – ha detto il diesse – Il gruppo della stagione scorsa è stato integrato ma il valore aggiunto è stato l’allenatore che abbiamo ingaggiato. Abbiamo vinto col gioco, è stato dato ordine, i ragazzi sono stati eccezionali. Ognuno ha fatto la sua parte. Frosinone è una piazza che fa lavorare, un ambiente straordinario che non dimenticherò mai”.

Il diesse Castagnini

La dedica di Castagnini è per la famiglia che ha dovuto sacrificare. Castagnini rivela un retroscena. “Dopo le due sconfitte con Monza e Venezia, ho radunato la squadra e ho detto: se siamo ambiziosi possiamo arrivare in Serie A. E così è stato. D’altronde la squadra giocava bene”, ha chiosato il direttore visibilmente commosso.

Standing ovation per Alvini

L’esultanza dei canarini (Foto © Mario Salati)

Il tecnico Max Alvini si è presentato tra gli applausi dei giornalisti con un bandierone giallazzurro e la maglietta celebrativa. “Sono molto felice per la città e la società– ha esordito – Ho un sentimento bello, vorrei ringraziare la squadra ed il mio staff. Vittoria meritata, sono molto felice”. Poi l’irruzione dei suoi collaboratori e di alcuni giocatori che hanno innaffiato di champagne il tecnico di Fucecchio.

“Personalmente è la chiusura di un percorso di 25 anni, si è chiuso un cerchio e da domani se ne apre un altro in Serie A. Ho avuto la fortuna di lavorare in una grande società con un presidente come Maurizio Stirpe e una grande struttura. Dedico la promozione a mia moglie Carla”, ha concluso Alvini.

Calò: “Una rivincita”. Monterisi: “Noi da record”

Calò a segno su rigore (Foto © Mario Salati)

Jack Calò è stato il leader tecnico del Frosinone. Non solo per i 10 gol e i 16 assist. “E’ stata una rivincita per le decisioni prese in questi anni. A Cesena avevano detto che dovevo trovarmi un’altra squadra .Abbiamo giocato partita per partita ed il fatto di dover vincere sempre ci ha dato una grande forza mentale. Il gruppo giovane e compatto è stato il nostro segreto. Vorrei elogiare tutti i giocatori soprattutto quelli che hanno giocato meno. E’ la vittoria di tutti”.

Il centrocampista spende parole importanti per Alvini.“Il tecnico mi ha dato sempre grande fiducia. Il suo segreto? Ha saputo dare alla squadra grande spensieratezza che ci ha consentito di giocare bene e vincere le partite”. La Serie A? “Vediamo cosa riserverà il futuro, spero di poter giocare nel massimo campionato. Sarebbe una grande esperienza”.

Raimondo e Monterisi

Il difensore Calvani quasi non ci crede. “Stagione fantastica, il gruppo è stato la chiave. Tutti si sono messi a disposizione, i ragazzi che hanno giocato poco sono stati fantastici. Un campionato incredibile, ho ricevuto grande fiducia. La promozione è stata un obiettivo impensabile”. Raimondo ha timbrato la partita-promozione. Il suo undicesimo gol. “Non saprei spiegare l’emozione che provo, l’anno scorso sono retrocesso ed oggi ho conquistato la Serie A. E’ questa la bellezza del calcio”, ha affermato il centravanti. “E’ stata una stagione straordinaria, ringrazio tutti. Il futuro? Non so niente. Chissà, forse il prossimo anno sarò ancora qui”.

Capitan Monterisi parte dall’inizio. “Sin dai primi giorni avevo notato che c’era un’aria particolare, andare al campo è sempre stato bello – ha sottolineato il difensore – Abbiamo disputato una stagione straordinaria, superando il record di punti del campionato vinto con Grosso. L’umiltà ha fatto la differenza. Rispetto all’anno scorso siamo cambiati tanto. Sentivamo di poter competere con tutti. Ormai mi sento ciociaro, ovviamente non come Bracaglia e Palmisani. Ma ormai questa terra mi ha adottato”.