La pazienza necessaria alla rivoluzione di Grosso

Il pareggio di Cosenza va strettissimo ma bisogna 'ringraziare' anche l'ex Vigorito. Bisogna dare il tempo fisiologico ad una squadra cambiata sette-udicesimi rispetto ad un anno fa di coagulare anima, testa e gambe

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Undici punti dopo 8 giornate di campionato ma all’appello manca già qualcosa. Il Frosinone bello e spumeggiante ammirato in occasione delle partite con il Parma e il Brescia per ora è da qualche parte, da ritrovare. Quel Frosinone aveva fatto parlare di una squadra da promozione. Quando invece l’equilibrio è fondamentale. E non bisogna mai dimenticare che i programmi annunciati dal presidente Stirpe erano altri per la stagione in corso, soprattutto quando si conoscono benissimo le insidie che nasconde la serie B.

ANATOMIA DI UNA CLASSIFICA

Oltre quelle due gare brillanti c’erano state le vittorie di Vicenza e Como, dove i giallazzurri erano riusciti a sfruttare il potenziale offensivo quel tanto necessario per mettere in cassaforte la vittoria. Mostrando buone cose, senza dubbio. Ma anche la necessità di essere più determinati laddove si costruiscono le vittorie, in zona gol. I pareggi di Reggio Calabria (0-0) e quello di Cosenza (1-1) mantengono comunque l’imbattibilità esterna e la allungano a 6 turni compresi gli ultimi 12 della stagione precedente. E’ un dato confortante. (Leggi qui Pause, fiammate ed occasioni perse: il Frosinone è un’incompiuta).

Garritano nella sfida di Cosenza

Conti alla mano i giallazzurri possono recriminare per la sconfitta casalinga con il Cittadella e il pari di Cosenza (il 2-2 con il Brescia rientra nell’alternanza di una gara comunque spettacolare, errori a parte), dove sono tornati a fare capolino i problemi che a lungo hanno attanagliato questa squadra nelle ultime due stagioni: un tempo regalato agli avversari e la scarsa prolificità offensiva. La squadra di Grosso rischia però il minimo e di conseguenza incassa il minimo (6 gol al passivo, seconda miglior difesa della serie B a braccetto con quella della Cremonese).

Al ‘San Vito-Marulla’ a passare sotto la luce dei riflettori sono state le occasioni lasciate qualche centimetro prima della linea bianca della porta difesa da Vigorito. Che pure – bisogna essere onesti – va ringraziato per l’ingenuità che ha portato al pareggio di Novakovich. Rilancio sporcato da Boloca e ripreso da Charpentier prima del triangolo che portato alla rete ma l’errore decisivo rimane. E quando Grosso a fine gara ha parlato di “peccato mortale non aver vinto” magari per un attimo ha pensato ad un finale senza quel gol.

LA RIVOLUZIONE DI GROSSO

Non bisogna avere fretta, però. Perché il percorso tracciato non può per forza di cosa dare risultati immediati.

In estate è iniziata una vera e propria rivoluzione, sono arrivati 20 giocatori nuovi. E’ vero che diversi di questi debbono ancora far capire di che pasta sono fatti (diversi giovani e tra loro qualche straniero che deve rendersi conto per bene dove è atterrato) cercando così di mettere in discussione le scelte del tecnico.

Ma le rivoluzioni non possono mai arrestarsi a metà perché verrebbero meno le intenzioni e quindi gli effetti. Le rivoluzioni vanno avanti.

Casasola è uno dei 7 nuovi impiegati

Una considerazione va fatta, magari aiuta a comprendere: a Cosenza il Frosinone – che ha ottenuto il risultato minimo partendo da una posizione di svantaggio, grazie proprio ad una rivoluzione nei cambi – ha iniziato ed ha chiuso la partita con 7 elementi nuovi rispetto alla scorsa stagione. Bene, ci vuole del tempo per coagulare anime, teste e gambe. E ci vuole anche quel pizzico di raziocinio che deve aiutare a capire: in porta si può arrivare anche… col limitatore di velocità, magari a beneficiarne è proprio la lucidità.

Sabato a Frosinone arriva l’Ascoli. Squadra ostica, ben messa in campo. La gara di andata dello scorso anno la risolse l’ex Salvi che oggi gioca in maglia bianconera. La prima risposta da ottenere è una vittoria che manca dal 3-1 col Pisa, 35.a giornata del campionato scorso, tre punti che valsero di fatto il 70% della salvezza. Ma 15 vittorie in casa negli ultimi 3 campionati più lo scorcio di questo attuale (0) su un totale di 60 partite comprese le 3 di playoff, è un grande numero che fa riflettere.

LE ALTRE

Cinque pareggi, 2 vittorie interne e 3 fuori casa. E’ questo il bilancio dell’8.a di campionato che vede ancora in vetta il Pisa nonostante la sconfitta (2-1) in casa del Crotone che si rialza grazie alle reti del solito Mulattieri e di Zanellato ma rimane ancora in zona playout.

Sconfitta dei toscani che permette comunque di tenere a -3 la Cremonese, bloccata sul pari in casa dal Benevento che però può recriminare per la gestione della gara, i sanniti erano infatti passati a condurre con Tello ma sono stati raggiunti da un gol del baby scuola Juve, Fagioli, bravissimo a confezionarsi ed infiocchettare un’azione personale.

Il Lecce frena la sua corsa sul campo dell’Ascoli, bloccato dalle parate di Leali e dal gol del pareggio realizzato dal bulgaro Iliev. Il Brescia incassa un’altra sconfitta, questa volta sul campo del Perugia dove basta un rigore di De Luca per chiudere la pratica.

LA SECONDA META’

Lulic nella gara di domenica

Nei bassifondi sta diventando un calvario il cammino del Pordenone che perde malamente in casa con la Ternana (1-3), risultato che costa la panchina di Rastelli, la seconda di fila in casa friulana. Arriva l’usato garantito, Bruno Tedino, che ha unito il proprio nome alla promozione tra i Cadetti del Pordenone.

Non va meglio al Vicenza, sconfitto in casa (0-1) dalla Reggina che si attesta a braccetto col Perugia in zona playoff, la risolve un gol di Galabinov: stop di petto, controllo orientato e palla ad incrociare. A completare la terza sconfitta delle ultime 3 c’è il ko dell’Alessandria sul campo del Como, un remake della scorsa stagione che ha portato linfa solo ai lariani: 2-0 maturato grazie ai gol di Bellemo e Parigini che porta la squadra di Gattuso a -1 dalla Spal che non va oltre un pari soporifero con il Cittadella. Infine, altro pari alla camomilla, quello tra Parma e Monza, milioni di euro sul prato del ‘Tardini’ per uno 0-0 che ha fruttato un paio di emozioni. Maresca e Stroppa appaiati a 10 punti in attesa di tempi migliori. Come un po’ tutti d’altronde.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright