La resurrezione infinita di capitan Brighenti

Il difensore del Frosinone ha ripreso a camminare dopo l’intervento chirurgico alla caviglia sinistra. Ora la riabilitazione. Ancora una volta Nicolò si sta dimostrando più forte di tutto. La carriera scandita dagli infortuni che lo hanno costretto a fermarsi. Ha sconfitto un tumore quando aveva 20 anni. Poi due operazioni al pancreas ed una alla spalla.Ma si è sempre rialzato grazie alla tenacia, alla Fede

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Capitan Brighenti ha visto la morte in faccia più di una volta. Ha sconfitto anche un tumore e di recente il covid. È caduto spesso ma si è sempre rialzato più forte di prima grazie alla sua immensa forza di volontà, alla Fede ed all’amore per la sua famiglia. Insomma un vero e proprio capitano coraggioso.

La sua storia dovrebbe essere da esempio di come tutte le prove della vita, anche le più dure, possono essere superate grazie al carattere, alla voglia di vivere ed alla passione in questo caso per il calcio.  E figuriamoci se poteva farsi piegare da un’operazione di “ricostruzione legamentosa esterna” della caviglia sinistra.

Il post di Brighenti

Dopo un mese, il difensore giallazzurro ha ripreso a camminare come ha testimoniato lui stesso in un video postato sul suo profilo instagram. “Oggi dopo circa 30 giorni i primi passi dopo l’intervento. Che bella sensazione”, ha scritto Nicolò Brighenti, 32 anni, alla quinta stagione in giallazzurro (134 presenze e 4 gol), una promozione in Serie A.

Brighenti dunque è pronto a ripartire dopo l’ennesimo stop della sua carriera. “Più volte ho dovuto ricominciare da zero a causa dei vari incidenti che mi hanno messo in enorme difficoltà. Ma alla fine sono riuscito sempre a rimettermi in carreggiata”, ha detto in un’intervista. E così sarà anche stavolta a 32 anni. Potete scommetterci.  Il primo step lo ha superato. Ora inizierà la fase di recupero che lo dovrà riportare in campo. Servirà tempo. Forse un paio di mesi, forse meno, ma dare date è difficile perché ogni atleta reagisce diversamente.

GROSSO LO ASPETTA

Brighenti, veneto di Bussolengo, si è operato lo scorso 2 settembre dal professor Massimiliano Mosca nella clinica ortopedica “Rizzoli” di Bologna. Nicolò si è dovuto fermare dopo 61’ della prima partita di campionato pareggiata con il Parma allo “Stirpe”. Il problema alla caviglia sinistra lo assillava da tempo e non poteva andare più avanti a causa del forte dolore. E quindi si è dovuto intervenire.

L’operazione è andata bene, ringrazio il professor Mosca e la sua equipe per avermi seguito oggi in questo intervento – aveva riferito Brighenti una volta uscito dalla camera operatoria –   Non vedo l’ora di tornare a giocare e spero di farlo finalmente libero dal dolore che mi ha sempre accompagnato in questi mesi”. Il tecnico Fabio Grosso non vede l’ora di poter riabbracciare il suo capitano.

Fabio Grosso

Un giocatore navigato e duttile che può ricoprire tutti i ruoli della difesa. Uomo-spogliatoio, uno dei veterani del gruppo, molto apprezzato dai tifosi per la serietà e l’attaccamento ai colori. Il suo ritorno sarebbe molto utile in un reparto che non ha molte alternative di esperienza. “Brighenti lo aspettiamo, si è operato e verrà presto da noi per proseguire la riabilitazione”, ha sottolineato il tecnico.    

UNA CARRIERA AD OSTACOLI

Brighenti ha dovuto sempre lottare con la sfortuna sin dall’inizio della sua carriera. Dopo le giovanili al Chievo e le prime stagioni da professionista nel Mezzocorona  e nel Pergocrema, a 20 anni gli viene diagnosticato un tumore benigno al cervello. A Nicolò crolla il mondo addosso e non solo perché gli viene ritirata l’idoneità sportiva. Ma non s’arrende. Si opera, guarisce e nel 2010-2011 torna col Viareggio in C1. L’unico ricordo del male è un caschetto protettivo che indossa in campo.

Dopo 2 ottime stagioni in Toscana, a gennaio del 2012 passa al Vicenza in Serie B. Nel torneo seguente diventa titolare, segna il suo primo gol al Brescia. La sua ascesa però subisce un’altra frenata: salta 8 gare per infortunio. Ma Brighenti sa soffrire e torna più forte di prima e si consolida tra i migliori difensori della Serie B.

Tutto sembra andare a meraviglia ma Nicolò non ha fatto i conti col destino. Il 19 settembre del 2015 nel corso di Vicenza-Como subisce un incidente grave: la lacerazione del pancreas dopo uno scontro fortuito con il suo compagno, il portiere Vigorito che poi ha ritrovato al Frosinone. Brighenti viene sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’ospedale “San Bortolo” di Vicenza da parte del professor Francesco De Marchi. La sua carriera è a rischio.

BRIGHENTI E LA PASSIONE CHE GUARISCE

Brighenti contro il Venezia

E’ inevitabile che il calcio passi in secondo piano rispetto alla salute – ha confessato – E quindi alcune riflessioni vengono fatte. Gli stessi medici ti mettono di fronte all’eventualità di dover dire basta. Ma dopo i primi periodi, ho sempre ritenuto di poter riprendere a giocare. La passione per il calcio ha sempre scandito la mia vita. E quindi ho dato tutto me stesso per tornare in campo”.

Il giocatore è una roccia e si rialza ancora. Dopo la riabilitazione, diventa il capitano dei biancorossi di Pasquale Marino che lottano per il salto in Serie A. Il 29 luglio del 2016 si trasferisce al Frosinone dove ritrova Marino. Malgrado un problema alla spalla diventa il pilastro della difesa. Ma a Chiavari si ferma e deve operarsi di nuovo. La sua stagione finisce qui. Il Frosinone lo aspetta. (Leggi qui)

Purtroppo la malasorte si accanisce. Il difensore avverte un malessere, la diagnosi non lascia dubbi: cisti al pancreas. Serve un altro intervento chirurgico. Nicolò non molla e torna ancora una volta: vince il campionato di Serie B, gioca in A, sfiora di nuovo la promozione. Il resto è storia recente con l’ennesimo stop e la ripartenza.

Della serie capitani coraggiosi.

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