Frosinone, la serie A corre sull’asse Milano-Benevento (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

La Spal e il braccino corto, solo un pari, promozione rinviata: sabato a Terni. Verona-Carpi, amici alla… moda contro
Frosinone, la serie A corre sull’asse Milano-Benevento
Martedi l’elezione del presidente di Lega, Lotito lo vorrebbe subito e Stirpe è per lo slittamento. Sanniti decimati: tre squalificati e due in forse

 

 

Tutto in una settimana. Anzi, tutto tra il 9 e il 13 maggio. Sulla strana rotta Milano-Benevento. E’ su quell’asse Nord-Sud che il Frosinone si gioca la sua bella fetta di serie A. Prima sui tavoli della Lega di serie B che verrà, quindi la parte più sostanziosa sul prato verde del ‘Vigorito’ di Benevento, l’ex Santa Colomba che invita a toccare ferro. Il presidente Maurizio Stirpe lavora per non perdere la prima partita, Pasquale Marino lavora per vincere la seconda. Una legata all’altra, probabilmente. Se non dovesse giocarsi la prima sarebbe già un bel successo. Perché… perché… perchè sulla strada del Frosinone c’è ancora lui, Claudio Lotito, patron di Lazio e Salernitana.

Mentre il presidente del Benevento, Oresto Vigorito, è uno dei tre ‘saggi’ della Lega di serie B (gli altri sono Gabrielli del Cittadella e Gozzi dell’Entella). Il presidente del Frosinone non ha fatto misteri di gradire uno slittamento dell’assemblea elettiva fissata per martedi prossimo. C’è un motivo a prova di bomba: si rischia infatti di andare ad eleggere tra 48 ore un nuovo presidente di Lega (Abodi pare proiettato verso la massima carica del Credito Sportivo) e un Consiglio di Lega che tra un mese avrebbe ben 7 nuove società (Pescara, Palermo e Crotone retrocessa dalla A per ora Foggia, Venezia e Cremonese promosse dalla Lega Pro in attesa della quarta che uscirà dagli spareggi-capestro) ed altrettante squadre della attuale serie B in meno tra retrocesse (Latina) e promosse (per ora solo la Spal).

Lotito forza la mano per andare subito al voto e dalla sua parte ci sarebbero 12 società. Considerando che il Latina non ha una ‘governance’ autorizzata al voto, ne rimarrebbero 9 contrarie alla linea ‘lotitiana’. Senza considerare che in contrapposizione a Lotito, oltre ai presidente che vorrebbero rinviare tutto. c’è anche un altro candidato, Gualtieri ex Crotone. Infine c’è anche un’altra via: basterebbero 6 società assenti per far saltare il numero legale e rimandare tutto a tempi migliori.

 

BENEVENTO, OCCHIO ALLE STREGHE DECIMATE – Da Salerno a Benevento. Ambientino caldo quello sannita. Bisognerà andarci svegli. In campo e fuori. Corazzati. Reattivi. Prestando attenzione a tutto. In campo prenderanno – non è normale ma si può esserne più che certi – di mira le gambe dei giocatori giallazzurri, in prima battuta le gambe di quella lunga lista di diffidati ai quali vorranno far saltare i nervi. Il Frosinone dovrà rispondere come a Salerno, ‘bruciandoli’ possibilmente sul tempo anche perché il lato debole dei giallorossi è senza dubbio la difesa in questo finale di stagione.

Il Benevento nelle ultime 6 partite ha vinto solo il derby con l’Avellino. Confermando che il trend delle squadre di Baroni è decrescente in chiusura di campionato. Passando all’aspetto più prettamente tecnico, le squalifiche del terzino Lopez (ex Lecce, giocò la famosa finale per la promozione in B al Comunale), del difensore centrale Camporese e del centrocampista Chibsah, ex di turno, non debbono portare a sottovalutare un organico di rispetto che sarà privo anche dell’eclettico Ciciretti (stiramento, potrebbe non farcela) mentre dovranno essere verificate le condizioni del trequartista Venuti uscito dal campo per infortunio.

A due giornate dalla fine con in palio la serie A vanno fatti anche certi conti sulle assenze nel campo opposto.

 

SPAL ‘FRENATA’, VERONA E CARPI AMICI ALLA… MODA -Intanto la Spal ha avuto il braccino corto e la festa promozione per ora è rimasta in frigo, con lo champagne e la torta. Anzi, in linea teorica la Spal può ancora arrivare terza se nelle prossime due partite dovesse continuare a subire il peso del momento storico.

La Pro Vercelli con un inedito Vives nella posizione di difensore centrale stile Mascherano resiste, conquista un punto che aggiunge un mattoncino alla salvezza, gli emiliani salgono a quota 75, a +3 sul Verona e +4 sul Frosinone. Sabato trasferta a Terni per la squadra di Semplici, quindi il Bari in casa. I neroverdi per salvarsi debbono fare 6 punti tra Spal e Ascoli la settimana successiva. Quanto al Bari falcidiato dagli infortuni (Sabelli, l’ultimo, si è rotto il crociato), il flop di Colantuono potrà essere mitigato solo in un modo: provare ugualmente a vincere le prossime due per sperare magari in passo falso dello Spezia (a +3).

E poi c’è il Verona che barcolla ma non molla. Sabato c’è Verona-Carpi. Emiliani sesti ma per sperare nei playoff debbono prima battere gli scaligeri e poi sperare che il distacco tra il Frosinone e il Perugia scenda al di sotto dei 10 punti. Combinazioni e amarcord a go-go. Come il fatto che il presidente del Verona, Maurizio Setti, è carpigiano doc come il collega biancorosso Stefano Bonacini con il quale dividono una solida amicizia alla… moda (entrambi sono impegnati nel tessile, con aziende che sfiorano i 50 milioni di euro di fatturato) ed hanno diviso le fortune del Carpi per diverse stagioni. Carpigiani, come se non bastasse, anche i veronesi Siligardi e Luppi.

Tra incroci terribili (almeno sulla carta…) e rotte calde, è un finale vietato ai cardiopatici.

 

 

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