Marino: ad Ascoli un mattone per la serie A (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Il tecnico sente il momento: “Ci sarà da battagliare, leviamoci dalla mente che sarà match facile”
Marino: ad Ascoli un mattone per la serie A
“In queste 8 partite mi piace se tutti remassero dalla stessa parte”. Il tecnico blinda la formazione. Tornano Krajnc e Soddimo

 

Pasquale Marino da buon siciliano non si fida. Tantomeno di questo Ascoli che sembra in crisi, ha una difesa che proprio a tenuta stagna non è ma è pur sempre un cliente da prendere con le pinzette: «In questa fase del campionato, la fase più delicata e difficile della stagione nessuna partita va considerata abbordabile solo perché l’avversario sta denotando dei problemi. Ci sarà da battagliare e lo sappiamo bene. Andiamo ad Ascoli consapevoli della nostra forza. Siamo in un momento positivo, abbiamo sempre mosso la classifica e a loro necessitano punti. C’è stato un momento della stagione che sembravano vicini ai playoff, ultimamente non sono stati fortunati, ho visto diverse loro partite. E’ una squadra di grande qualità che schiera giocatori come Orsolini, Cacia, Bianchi, Giorgi, il giovane emergente Cassata. Cancelliamo dalla testa che potrebbe essere una partita facile. Invece bisogna affrontarla come abbiamo fatto con la Spal».

Il solito bollettino medico è quello ampiamente conosciuto: «Sono tutti convocati, tranne Matteo Ciofani oltre a Paganini, Brighenti e Besea che ha preso una botta in allenamento».

Il ‘Del Duca’ snodo per la serie A? Marino si sbilancia: «Crocevia importante, se dovessimo vincerla metteremmo un bel mattone. Anche se poi ne rimarrebbero sette di partita. Ma questa ripeto è importante».

Che Frosinone vedremo ad Ascoli? Cinico e un po’… baro? «Diciamo subito che per vincere uno non decide in partenza come giocare. Per vincere semplicemente bisogna giocare. Questa squadra ha sempre creato tanto. E secondo il mio parere – prosegue Marino – è più difficile non fare punti quando si gioca come con l’Avellino, al contrario di quanto abbiamo fatto invece a cesena. Contro gli irpini abbiamo poco da rimproverarci».

Cambi, sostituzioni, gente che può riposare? In settimana Daniel Ciofani aveva bollato elegantemente come ‘stronzate’ l’idea che questo o quel giocatore è più o meno stanco: «Dobbiamo anche dosare i cambi, il famoso turn-over. Se va alternato qualcuno bisogna leggere tanti dettagli, considerare se chi sta dietro abbia un’autonomia di 90’ per non bruciare una sostituzione. Faccio l’esempio di Kragl, ho letto che lo avrei bocciato: il ragazzo è a disposizione anche non è al top della condizione perché si è allenato poco, ha fatto in tutto una manciata di rifiniture tra la partita con la Spal e quella con l’Avellino. Quindi anche ad Ascoli se dobbiamo far ruotare qualcuno bisogna capire se alle spalle c’è un giocatore in grado di essere una alternativa in grado di tenere il campo per 90’, che dia certezze per quasi tutta la partita».

Il Frosinone gioca prima, le rivali tra domenica e lunedi. Un vantaggio? O cosa? «Ormai siamo abituati, nell’ultimo periodo quasi mai abbiamo giocato in contemporanea. L’importante è partire bene e fare una grande partita e pensare a noi stessi. Dobbiamo gestire il nostro destino».

Quanto conta la testa e quanto le gambe. Sempre Daniel Ciofani ha dichiarato che la componente mentale è prioritaria. Marino evidentemente ha fatto scuola tra i suoi: «Conta la testa, è normale. Le gambe stanno bene, lavorano con la giusta intensità e allora va gestito bene l’aspetto psicologico. Abbiamo davanti 8 partite che rappresentano il nostro futuro, il futuro del Frosinone, di Frosinone. Vanno curati i dettagli nei minimi particolari».

C’è spazio per i tifosi: «Ai tifosi abbiamo poco da dire. Il pubblico ha dimostrato lo scorso anno all’ultima partita di quella stagione di serie A di essere vicina a questa società ed alla squadra e lo ha dimostrato in questa stagione con tanti abbonamenti. Questa società  sua volta è stata sempre vicina ai tifosi: si poteva pensare di vendere i pezzi migliori all’ultimo giorno di mercato ad esempio, il presidente Maurizio Stirpe ha avuto rispetto di quei tifosi. E se siamo a lottare per andare in A, il pubblico ha avuto ruolo importante».

E c’è spazio per i media, con una spolverata di vena polemica: «Ai giornalisti non ho nulla da dire, avete la vostra idea e io la mia. Ad inizio ho visto tanto pessimismo, nessuno credeva che questa squadra fosse in grado di competere. A volte c’è stata tanta critica preventiva e allora forse ha sbagliato chi ha criticato all’inizio se siamo in corsa. Adesso che mancano 8 partite bisogna remare tutti dalla stessa parte, è in vantaggio per tutti. Un conto, l’ho sempre detto, è andare a girare su certi campi della B, altro è andare in serie A». Marino ha perfettamente ragione su taluni aspetti e non su altri, nello specifico sul fenomeno di crescita dei ‘media’ in A piuttosto che in B o in serie C: sono movimenti asincroni, indipendenti dal risultato più o meno positivo.

La provincia di Frosinone non fa trend in questo senso. Anzi, va in controtendenza e Marino deve saperlo, senza avventurarsi in percorsi minati. Lui probabilmente ignora che la promozione in A non ha creato nulla attorno al mondo dell’informazione locale, anzi probabilmente ha distrutto quel poco che ruotava come un meccanismo svizzero, accentuando il fenomeno del precariato e dell’incertezza. Quindi la favoletta che una promozione serva da volano di crescita resta favoletta e basta. La promozione in A del Frosinone è importante senza ‘se’ e senza ‘ma’ ma Marino lasci fuori dal discorso l’idea che il calcio funga da gancio-traino.

Formazione ‘niet’, il finale è sulle inseguitrici: «Bisogna anche stare attenti al Benevento se sabato dovesse riuscire a battere il Cittadella. Proiezioni non ne faccio ma credo che la sconfitta del Verona abbia abbassato la media di qualche punto».

 

 

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