Marino, nervi saldi e l’obiettivo nel mirino (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Il tecnico del Frosinone non crede a condizionamenti:
“Il tifo di Benevento è corretto. In campo dobbiamo essere cattivi”
Marino, nervi saldi e l’obiettivo nel mirino
“Tutti i ragazzi stanno bene, ci sarà tanta intensità.
I tifosi al fianco, hanno fiducia e noi vogliamo ripagarli”

 

 

Alla vigilia della partita che da dicembre era segnata con il pennarello giallo sul calendario. Alla vigilia della partita che nessuno avrebbe voluto mai immaginare decisiva. O più semplicemente alla vigilia di una partita di calcio. Undici uomini contro undici uomini. Marino è un ‘esperto’ lupo di mare. Sangue siciliano, allenatore smaliziato per le sue esperienze che lo hanno portato calcisticamente parlando dalle… Alpi alle Piramidi nel Bel Paese. «Non penso che ci saranno difficoltà particolari per noi, non credo nemmeno alle voci di un clima bollente nei nostri confronti. E’ vero che giochiamo fuori casa, è vero che i tifosi del Benevento vorranno sospingere la loro squadra ma quello sannita è un tifo corretto. E noi non possiamo farci condizionare. Dobbiamo pensare al campo ed a quello che possiamo fare. Quanto invece al presunto clima caldo in campo, mi auguro allo stesso tempo che possa favorirci. Ma debbo anche riflettere su un aspetto: contro di noi tutti danno il 200%, come d’altronde noi con gli avversari. Ma dobbiamo tenere a mente che vincendo possiamo arrivare in A. Quindi dipende anche dagli obiettivi che uno deve raggiungere».

 

Come sta vivendo la squadra giallazzurra questo momento di avvicinamento? La risposta di Marino è nei fatti delle ultime ore: tutti in ritiro per evadere dal clima cittadino, non certo dai tentacoli di una città che non ne ha nemmeno nascosti e nemmeno perché non si fida dei ragazzi. «Abbiamo tanto entusiasmo perché fino a qualche settimana sembrava che le cose non dovessero più andare per il verso giusto. E l’autostima è aumentata. Siamo padroni del nostro destino. E così abbiamo anche anticipato il ritiro stare fuori dal clima particolare che sta vivendo la città. Viviamo queste ore in maniera serena, pensando a quello che dobbiamo fare».

 

Al ‘Vigorito’ nessuna alchimia tecnica: «Mazzotta sta bene come d’altronde anche Crivello. Tutti sono pronti. Abbiamo dimostrato in queste settimane che i ragazzi stanno tutti bene fisicamente. Tra l’altro abbiamo affrontato una squadra che aveva avuto due giorni in più di riposo ma abbiamo dato ottime risposte».

 

Marino si irrigidisce per un attimo. Ed è quando rilanciano ‘de relato’ presunti dissidi all’interno dello spogliatoio in quelle settimane di difficoltà: «Questa domanda non merita nemmeno risposta. Ogni volta che le cose non vanno bene escono i luoghi comuni». Ma è giusto un attimo perché, in un momento così delicato e di massima attenzione, le domande tornano in carreggiata.

 

Da Benevento si dice che le armi per contrastare il Frosinone dovranno essere ritmo alto e velocità: «Il Benevento – dice Marino – è una squadra molto delineata, guidata da un ottimo allenatore. Dal punto di vista atattico stanno giocando sempre con Falco dietro Ceravolo. Credo che congtro di noi l’atteggiamento tattico sarà diverso. Se non gioca Ciciretti, un elemento più offensivo, ci sarà Venuti che mi risulta essere molto bravo nella fase difensiva. Dal punto di vista agonistico è innegabile che ci sarà tanta intensità. Noi dovremo essere cattivi, spietati, bravi a riprendere palla quando l’avranno loro ma anche intelligenti quando avremo noi la palla tra i piedi».

 

In campo con il sostegno di circa un migliaio di tifosi. «Ci fa piacere che credano in noi. Dopo 5 partite senza vittoria abbiamo dimostrato di non voler mollare, di voler dare il massimo e loro ci stanno ripagando con la loro vicinanza che ritengo determinante».

 

In partite del genere si getta l’occhio anche all’arbitro: «Mi aspetto un arbitraggio all’altezza. E se viene il signor La Penna significa che sta facendo molto bene in questa stagione e che rappresenta una garanzia».

 

Uno sguardo agli altri? No grazie. «In questo momento tutti guardano a noi e così preferisco anche io guardare a noi stessi. Se facciamo quello che sappiamo fare non avremo bisogno di guardare altrove».

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Foto: copyright Mario Salati, tutti i diritti riservati all’autore

 

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