«Frosinone merita la serie A con Spal e Verona» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Il ritorno di Paganini davanti ai microfoni a 5 mesi dall’infortunio:
“Sto bene, vorrei esserci ma conta solo vincere”
“Frosinone merita la serie A con Spal e Verona”
“Le altre squadre coalizzate? Dipende da noi”. Il tunnel è alle spalle:
“Ringrazio il prof Mariani, lo staff e il mio fisioterapista Emanuele”

 

 

All’insegna dell’allegria. La prima conferenza stampa di Luca Paganini a 5 mesi dall’infortunio è quasi un inno alla gioia ritrovata di un ragazzo che, nel massimo dell’esplosività tecnico-fisica dopo un anno di serie A, aveva subìto un brutto infortunio. La diagnosi pesante (rottura del legamenti del ginocchio), l’intervento, la rieducazione. Paganini ha bruciato le tappe. Il ritorno in campo con la Primavera (gol all’Inter al Comunale) quindi la convocazione per la partita di Salerno. Esattamente un girone dopo. La prima domanda per lui arriva dai canali social, è di un tifoso, Marco Baldanzi che chiede: quanto è stato importante l’amore dei tifosi e della città nel periodo post-infortunio: «Sicuramente l’appoggio di tanta gante, attraverso messaggi e social, mi è stata di grande supporto. E mi ha permesso di superare quei momenti brutti e lunghi che inevitabilmente arrivano. Grazie al lavoro di tutto lo staff siamo riusciti a vedere la fine di questo incubo. E sono felici, pronto a dare il mio contributo in campo».

 

Tutti a caccia del Frosinone. Strano? Mica tanto. Anche se la squadra di Marino è terza, c’è una ‘muta’ di cani affamati che vorrebbe accorciare dai canarini. Chiaramente per non mandare all’aria la disputa dei playoff. Ma se solo ci si fa sfiorare dall’idea che esista una coalizione contro i giallazzurri, sarebbe cosa buona e giusta riporre armi e bagagli e andare in vacanza anticipata. Bisogna credere che alla fine prevarranno i valori e non i fantasmi. «Alla fine tutti vogliono disputare i playoff – dice Paganini -. Tra noi parliamo poco o niente degli altri perché sappiamo che dipende solo da noi raggiungere l’obiettivo. L’importante è fare bene le nostre partite. E poi non devi stare a guardare quello che fanno gli altri».

 

Paganini morde il freno ma sa benissimo che certe decisioni vanno ponderate. «Fisicamente mi sento bene, e ne ho anche un riscontro quotidiamo sul campo. Noi infatti usiamo un sistema gps che calcola tutto il nostro lavoro, i livelli sono gli stessi che avevo prima dell’infortunio. Sono a completa disposizione. E il mister farà le sue scelte».

 

Ma che tipo di partita sarà al ‘Vigorito’? E soprattutto cosa potrebbe fare la differenza? «Secondo me la cosa che ci motiva è il fatto che questa è la partita decisiva della nostra stagione. E quindi l’approccio sarà fondamentale. La nostra voglia di vincere deve essere superiore alla loro. Quanto alle preoccupazioni, bisogna sempre analizzare la partita in maniera giusta, studiare tutto dell’avversario e non lasciare nulla al caso. Se vogliamo racchiudere in un concetto, c’è voglia di vincere. Quindi paure e preoccupazioni vanno messe da parte».

 

La serie B è arrivata all’epilogo. A 2 turni dalla fine questo campionato ha espresso dei valori. «Il torneo cadetto è sempre molto tirato. Ma i 10 punti di distacco attuali dalla quarta qualcosa vorranno anche dire. E cioè che le tre squadre che meritano di salire sono Spal, Verona e Frosinone. Dobbiamo però rimanere concentrati perché i cavalli si vedono all’arrivo».

 

Una strizzatina d’occhi al rientro… «La voglia c’è, quando sei davanti alla tv o in tribuna pensi che vorresti stare in campo. Ora che sono in campo, dalla panchina spero di entrare ed è normale. Ma so che alla fine l’importante è il risultato, raggiungere l’obiettivo. L’importante è vincere e festeggiare».

 

C’è anche tempo per rivisitare il film di questi cinque mesi che ormai sono alle spalle: «Il primo step coincide con la settimana dell’infortunio: stai giù mentalmente e poi quando ti fai vedere da un specialista e ti dice che devi operarti, ti crolla tutto. Poi c’è la gente che ti vuole bene, la famiglia, trovi la forza, il carattere. Dopo l’operazione c’è la riabilitazione: un percorso lunghissimo, serve tanta concentrazione, doppia terapia ogni giorno, lavoro faticoso ma necessario. Ma quando vedi che il ginocchio migliora, ti dici da solo che stai bene. E poi quando tornei in campo è un’emozione indescrivibile. Adesso è finito. Sono felicissimo anche per l’andamento della squadra, ci siamo rialzati dopo un momento particolare. E speriamo che finisca in modo migliore».

 

Ci sono anche i ringraziamenti: «Dico grazie al professor Mariani, eccellente. Ed allo staff che mi ha seguito, in particolare il mio fisioterapista Emanuele che mi è stato accanto mattina e pomeriggio, mi ha sollecitato ed aiutato nei momenti bui. Complimenti a lui. E allo staff di Villa Stuart».

 

Infine riecco il Benevento. Sembra un comprimario nell’intervista ma non può essere così: «E’ una squadra che attacca molto, ha tanta qualità davanti. Metteranno cuore e anima, faranno la ‘guerra’, sarà partita caldissima, spettacolare. E ci sarà un un grande pubblico da una parte e dall’altra». Più o meno cose scontate. Manca solo il risultato. Fate il vostro gioco. All’insegna dell’allegria, perché no?

 

 

 

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