La difesa imbarca acqua in mezzo – Le Pagelle (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Mazzotta non chiude in occasione dell’1-0 ma il cambio è tardivo. Dalla panchina non entra valore aggiunto
La difesa imbarca acqua in mezzo
Gori si danna l’anima, Maiello troppo geometrico e compassato, la qualità di Sammarco resta ingabbiata.

 

 

Bardi: incassa due gol senza colpe perché là davanti a lui i compagni di reparto hanno sbagliato, diciamo, qualcosa. Lasciandolo solo su quel cross di Viola al 92′ dal quale scaturisce la rete di Ceravolo. Voto: ng

 

Terranova: nel primo tempo, prima del provvisorio 1-0, compie due recuperi miracolosi, fermando Ceravolo a due passi da Bardi. Ma in mezzo alla difesa canarina ogni pallone che atterra è un macigno, solo i legni – e una deviazione provvidenziale del difensore siciliano – salvano l’estremo difensore dalla capitolazione anticipata. Il Benevento smette di giocare dopo il pareggio ma la difesa rimodellata dall’uscita di Ariaudo si apre definitivamente sul quinto attacco centrale in 90′ (due gol e tre legni, una media da brividi). Voto: 6

 

Ariaudo: esce e là in mezzo di scatena l’inferno. Anche se con lui la difesa aveva traballato di fronte alle fiammate dei giallorossi. Voto: 5,5

(dal 37′ st Mokulu): 8′ più 3′ di recupero a ciondolare come un ‘bandolero stanco’ al limite dell’area. Non la struscia nemmeno se gliela mettono in mezzo ai piedi. Voto: ng

 

Krajnc: sbaglia quasi tutto, anche negli appoggi più semplici a due metri, il fisico da granatiere lo aiuta ben poco in una partita nella quale bisognava mettere in campo tanto ragionamento in quella mezz’ora finale. Che una grande squadra deve vincere con la testa al cospetto di un avversario decimato.
Voto: 5

 

Fiamozzi: un primo tempo discreto, una ripresa nella quale risente del gran caldo e partecipa poco ai tentativi offensivi di una squadra che ha preferito viaggiare per vie interne. Perdere una partita senza avversario di fronte (Venuti ha spinto fino a quando ne ha avuto, Eramo idem) però è ancora più penalizzante. Voto: 5 

 

Maiello: dal suo piede parte il pallone del pareggio di Ciofani, partono palloni interessanti anche per il piede e la testa di Dionisi. Per il resto tanta, troppa geometria senza sbocchi, eccessivamente compassato. Perché questo Frosinone le difficoltà le ha trovate sia nel tentativo di divincolarsi dal lavoro senza pause di Viola e Del Pinto, veri dominatori della zona mediana ma anche ad insediarsi in pianta stabile nell’area giallorossa, quindi a supportare quella geometria ad assetto variabile del mediano napoletano. Voto: 5,5

 

Gori: avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi, ma Cragno gli ha pizzicato un pallone destinato all’incrocio. Ci prova subito dopo ma svirgola il destro. Frenato da un cartellino giallo per un tocco su Eramo che La Penna sanziona con eccessiva fiscalità, quell’ammonizione gli farà terminare anzitempo la stagione regolare. Non trascorre un sabato tranquillo perché cucire il gioco in mezzo a quel traffico intasato, con 10 in maglia giallorossa sotto la linea della palla, non è esercizio facile. Voto: 6

(dal 29′ st Soddimo): il ritorno in campo dopo un periodo a ‘bagnomaria’ inizia con un bel pallone sulla testa di Ciofani. Ma il reparto più in ‘vita’ del Benevento in questo primo sabato africano è la zona mediana e lui soffre quella dinamicità, quella rete a maglie strette che non gli permette mai di fargli trovare lo spazio necessario a liberare la fantasia. Voto: 5

 

Sammarco: un gran colpo di testa dà l’impressione del gol, Cragno ci mette ancora le dita. Poi tanta corsa e tanto cuore ma la qualità resta ingabbiata. Voto: 5,5

 

Mazzotta: mezz’ora del primo tempo che schiude la speranza, 10′ in difficoltà ma nessuno se ne rende conto. Paga tutto in occasione della rete dell’1-0, il blocco di Gyamfi gli fa perdere la rotta e la marcatura di Puscas che fino a quel momento non aveva combinato granché. Ma non stava bene. Voto: 5,5

 

Dionisi: ci prova in tutti i modi, apre un conto con Cragno che gli nega a più riprese la soddisfazione dell’1-0 e del 2-1. Sempre uomo-squadra, nel bene o nel male. Il Frosinone deve aggrapparsi a lui. Voto: 6,5

 

Ciofani: un gol, il numero 15, da ariete. Poi fa quello che può ma senza l’assistenza dei cursori dialogare palla a terra nel marasma organizzato della squadra di Baroni è complicato. Voto: 6

 

 

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