La calma di Krajnc: «Tranquilli, il derby è solo una partita da vincere»

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Il gigante sloveno del Frosinone predica calma all’ambiente: «Non ci interessa se il Latina è in crisi, pensiamo a noi»
Krajnc: «Calma e gesso, il derby è solo una partita da vincere»
Da bambino il suo idolo era del serbo Vidic: «Mi piace essere cattivo come lui…»

 

A tre giorni dal derby davanti ai taccuini siede uno dei nuovi arrivati, il difensore sloveno Luka Krajnc. Per lui già 180’ in maglia canarina, subito nella mischia alla ripresa del campionato dopo la sosta. E un bilancio in parità: la sconfitta di Chiavari e la vittoria sul Brescia. Al suo arrivo un po’ emozionato disse, il giorno della presentazione insieme a Fiamozzi e Mokulu: «Vengo per dare una mano alla difesa». A distanza di tre settimane il suo italiano è fluente. E si è scrollato di dosso anche un po’ di naturale emozione.

Dopo 2 partite, per lo sloveno che ha vissuto il derby della Lanterna in seconda fila sulla sponda rossoblu, ecco la sfida con il Latina di sabato prossimo in terra pontina. «Se ne è già parlato tra noi dopo con il Brescia: la testa di tutti è andata al derby un attimo dopo il fischio finale. Io sinceramente ho saputo quando sono arrivato qui che questa con il Latina è una partita sentitissima. Per i tifosi ancora di più ma è chiaro anche per noi protagonisti in campo. Dobbiamo prepararla come tutte le altre partite con un obiettivo dichiarato: vincere. Per tutti i nostri sostenitori e per la nostra classifica».

L’impatto con la sua nuova realtà lo descrive con un concetto stringato ma chiaro: «Meglio di quanto pensassi, sinceramente. Sono proprio contento di essere qui al Frosinone. Società molto organizzata, con un progetto chiaro: tornare in serie A. Il gruppo che ho trovato qui è fantastico».

Dopo aver metabolizzato l’esordio sfortunato con la casacca del Frosinone nel quale Krajnc si era comportato comunque anche in maniera discreta, c’è stato il bis venerdi scorso. Qualcosa attorno gli è cambiato rispetto alla settimana precedente, con l’inserimento al centro di Matteo Ciofani: «Con Matteo e Ariaudo siamo andati molto bene. Soprattutto non abbiamo preso gol (grazie a Bardi, sarebbe da dire…). Stiamo lavorando bene e siamo uniti. E poi noi là dietro dobbiamo parlare tanto in modo da aiutarci uno con l’altro».

La partita con il Brescia, soprattutto nel secondo tempo, non ha soddisfatto i ‘puristi’ e gli esteti del calcio. Krajnc va dritto al problema, per lui nessun problema atletico o tattico o di altra natura: «E’ il calcio: ci sono momenti in cui va al massimo e momenti in cui devi resistere, saper soffrire. Abbiamo sofferto tanto ma ci stiamo allenando per cercare di soffrire sempre il meno possibile. Partita dopo partita sono convinto che sarà meglio».

Il Latina lo ha visto nel posticipo serale. E si è fatta un’idea: «Squadra organizzata che ha un attacco forte. Ho visto la partita con lo Spezia. Si vede che da un momento all’altro sono in grado di poter spaccare la partita. Ma sono convinto che faremo bene, ci stiamo preparando in modo adeguato».

Krajc dall’alto del quasi metro e novanta mette in guardia anche dai facili entusiasmi che circolano nell’ambiente dei tifosi: «Ogni partita è difficile. In B è così, la conoscete bene: ognuno può vincere con chiunque. Per noi deve essere una partita come le altre. Non deve interessarci se sono in crisi o cosa altro. Il Frosinone deve andare là convinto dei propri mezzi. E poi alla fine… speriamo che vada tutto bene».

Lo sloveno fa della grinta uno dei suoi cavalli di battaglia, anche se finora si è distinto per la pulizia negli interventi: «Io sono molto grintoso, un difensore deve essere così, anche cattivo. Già da quando ero piccolo la figura che mi impressionava molto era quella di Vidic. E a lui cerco di somigliare». Uno sloveno che ha per idolo un serbo è il segno di come lo sport probabilmente riesca ancora a tenere insieme virtualmente la ex Jugoslavia, grande espressione di un calcio frazionato da una guerra fratricida.

L’impatto con il Comunale gli è piaciuto. Anzi… «L’esordio? Ero contentissimo. E poi i tifosi sono fantastici. Mi sono emozionato e poi il risultato ha fatto il resto».

Gli avversari di battere per tornare in A? «Tutti – dice Krajnc sorridendo -, dobbiamo batterli tutti senza pensare a questa o a quell’altra. E poi bisogna andare in campo senza pressioni. Convinti dei nostri mezzi. Ben sapendo che alle spalle abbiamo una grande società ed una grande tifoseria».

Il mercato si è chiuso da nemmeno 24 ore. Il Frosinone con i nuovi dà l’impressione di aver assemblato una miscela fragrante. Krajnc alza i riflettori sul Frosinone che ha giocato la prima parte della stagione: «Qui prima del mio arrivo hanno dimostrato di essere ad altissimo livello. Io, come dissi, sono venuto per dare un aiuto. Come tutti i nuovi che sono arrivati qui».

Si sente un centrale di difesa. Ma per raggiungere l’obiettivo si mette a disposizione: «Io ho giocato sempre da centrale di sinistra. Ma se il mister decide di mettermi esterno non faccio problemi. Ma credo che da quella parte siamo molto ben coperti. C’è gente che ha molta più gamba di me. E poi io sono utile in mezzo, bisogna essere cattivi, grintosi». A cominciare da sabato. Un derby da vincere. Anche con la ‘cattiveria’ di Luka Krajnc, il Vidic del Frosinone. Senza eccedere però…

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