La doppia chance del Frosinone (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

A Ferrara il clou: i canarini vogliono la 100.a vittoria in B e riprendersi la vetta. Torna Terranova. Dubbio Ciofani?
La doppia chance per del Frosinone
Curiosità: nelle ultime 11 stagioni, le prime 2 a 11 turni dalla fine poi promosse 9 volte

 

Una corsa a Ferrara per tenere alti i giri al motore. Il Frosinone sale in Emilia anche per cercare la vittoria numero 100 della sua storia in questa serie B sempre più divisa in mini-cicli. E se alla mezzanotte scatta l’ora legale, domenica inizia un mese esatto che deciderà promozione diretta e griglia playoff: dalla sfida contro la capolista fino al 29 aprile a Salerno. Otto partite, un ‘tour de force’ infernale, cinque fuori e tre in casa. L’equilibrio e la sostanza della squadra di Marino possono svettare una spanna sulle altre. Ma ci sarà da battagliare, senza quartiere. Cuore in mano, gambe in spalla, nervi saldi, colpo in canna e mirino lucidato.

Tutti accreditano il Frosinone come la vera corazzata della serie Cadetta ma bisogna fare attenzione e restare concentrati sul pezzo. A cominciare dalla sfida di Ferrara, che in dialetto del luogo si legge Fràra. Piccola e simpatica curiosità che lega al centrocampista e capitano di tante battaglie con la maglia del Frosinone. Che pagherebbe di tasca sua per farsi ricordare anche da quelle parti. Aleggerà profumo di serie sul ‘Mazza’, non ci sono dubbi. Il Frosinone sale per la prima volta da quelle parti, a due passi dalla favolosa Rocca degli Estensi. In settimana luci soffuse ma l’intento è di dare scacco alla regina del campionato ed effettuare il controsorpasso.

 

IL PASTICCIO DELL’AGIBILITA’ – Il ‘Paolo Mazza’ – impianto ‘testato’ per 7.500 spettatori – si scopre insufficiente per ospitare un incontro di cartello. Anzi, parzialmente inagibile per effetto della chiusura di una parte del settore locale. In sostanza nel Paese delle deroghe ne servirebbe una che alla fine è arrivata e mette sul piatto altri 800 posti (il massimo) per i tifosi di casa. Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare. Perché si scopre che pur di imbarcare tutti in serie B, probabilmente si è chiuso un occhio su determinati parametri. A Frosinone, quando la società giallazzurra varcò per la prima volta la porta della serie B nel lontano 2007, chiesero anche di contare le mattonelle presenti negli spogliatoi.

E cammin facendo la società giallazzurra ha sempre adeguato gli standard alle prescrizioni che arrivavano da controllori che per effetto del principio dei vasi comunicanti si controllavano da soli. La serie A ha elevato ancora l’agibilità del Comunale che sta per andare in pensione. Al ‘Mazza’ (ma anche in altri impianti della serie B) la pensione doveva essere già assegnata da tempo. Il vecchio e vituperato Comunale è Wembley a confronto di certi impianti.

 

UN MESE SENZA RESPIRO – Abbiamo parlato di mese infinito. Un grande vecchio del calcio italiano, Eugenio Fascetti, diceva che “in serie B bisognava stare a fari spenti fino a febbraio-marzo”. A cavallo tra l’inverno e la primavera che adesso pare sbocciata. Quella massima l’hanno sposata tutti quelli che in questa serie B così lunga e pazza hanno avuto la fortuna di giocarsi qualcosa di importante.

Il Frosinone non è stato certo a fari spenti in questi mesi. Ha dominato la scena ma c’è da credere che Pasquale Marino abbia fatto immagazzinare carburante per questo gran finale da giocare senza risparmiare una goccia di sudore. Anche la Spal non è stata a guardare. Da neopromossa si è calata subito nel ruolo, il mercato di gennaio ha aggiunto quella pennellata (Floccari) che costringe però ad rendersi necessario il grande salto agli estensi per motivi di bilancio. O la va o la spacca per gli emiliani.

 

LE ALTRE DI SERIE B – Un’occhiata altrove. Il Cittadella ha battuto 1-0 lo Spezia e si è portato a +2 dai liguri rientrando nel lotto che conta. Il Benevento in caduta libera sconfitto in casa (1-3, doppietta di Coronado e firma di Curiale) dal Trapani. Che compie un bel balzo in avanti per la salvezza diretta. I sanniti di Baroni restano a 48 potrebbero trovarsi scavalcati da Perugia e Bari.

Il Verona che spera di recuperare almeno uno tra Pazzini (problema al collo) e Ganz (noie muscolari) ospita un Pisa che annaspa per effetto della penalizzazione. Ma che guarda con attenzione alla penalizzazione che potrebbe cadere tra capo e collo del Latina (si parla tra i 4 e gli 8 punti).  Carpi-Perugia forse è l’ultima spiaggia per gli emiliani di rientrare con titolo nella lotta playoff. In questa settimana è arrivato anche il ko pesante di Jelenic. I grifoni senza lo squalificato Belmonte vogliono continuare a salire e puntano forte di Di Carmine che ha allungato nel frattempo fino al 2019.

‘Si salvi chi può’ in Latina-Pro Vercelli, Vicenza-Brescia e in Ternana-Avellino. Gli irpini attendono sempre di capire il loro futuro dal processo calcioscomesse che si terrà il prossimo 7 aprile. Le sentenze sono attese già per il 10. Mentre è interessante adesso capire come si comporterà la Salernitana (ospita l’Ascoli). Dopo il blitz di Chiavari ha tirato tre sospiri di sollievo e potrebbe incidere sia nella lotta salvezza che in quella per la promozione. Interessanti anche Entella-Cesena e Bari-Novara.

 

GLI EMILIANI – Il cammino della squadra biancoazzurra è strepitoso. Dodici risultati utili di fila, imbattuta in casa, l’ultima sconfitta la ricorda sul campo della Pro Vercelli. Nel girone di andata. E sul proprio terreno Lazzari & soci hanno perso solo con il Verona, nella gara di andata.

I canarini all’andata vinsero 2-1, in quella Spal non c’era – esattamente come oggi – il portiere Meret (al suo posto un incerto Braduani poi ceduto in Lega Pro) convocato con la nazionale maggiore. Corsi e ricorsi storici. Chissà. Tra i pali c’è Marchegiani junior, scuola-Roma e papà opinionista interessato su Sky. Frosinone off-limits anche per il difensore Bonifazi che era in panchina al Comunale e sarà out anche questa volta per chiamato con l’under 21 di Di Biagio. Semplici dovrebbe dare spazio in difesa ad uno tra Giani e Gasparetto, per il resto stesso modulo (3-5-2) e identica formazione che ha passeggiato a Carpi.

 

CIOFANI AGO DELLA BILANCIA – In due settimane – prima il Vicenza e ora la Spal – ha fatto il pieno di amarcord da restare senza fiato. Il vice di Marino, Walter Mezzini, come riporta il sito ufficiale del club emiliano, sarà premiato prima della partita per i suoi trascorsi da giocatore con la maglia della Spal dove ottenne due promozioni dalla C2 alla serie B agli inizi degli Anni Novanta.

Quanto alla formazione, il via libera a Terranova apre al suo spostamento nella posizione di Krajnc. E alla conferma come centrale destro di Russo che tanto bene ha fatto con il Vicenza. Marino – che non va dimenticato deve rinunciare da mesi a Paganini e Brighenti – ha perso all’ultimo istante Kragl e non ha a disposizione Matteo Ciofani e Krajnc. Assenze ben più pesanti di quelle del collega sponda emiliana. Confermato per dieci-undicesimi l’impianto della scorsa settimana. Marino potrebbe tenersi in caldo la carta-Gori, con Soddimo a ruotare al fianco di Dionisi nel ruolo di punta d’appoggio in modo da dare un po’ di respiro a Daniel Ciofani. Una maniera alternativa anche per tenere un uomo – il tecchienese appunto – nella zona intermedia del campo dove Floccari sciorina numeri interessanti.

 

NUMERI A CONFRONTO – Il Frosinone che fa gol solo con i titolari e mai con i subentrati cerca di sfatare questo tabù. E sempre la squadra di Marino dovrà prestare attenzione al primo quarto d’ora e ai minuti finali del primo tempo. La Spal in quelle due fasce fa spesso gol: 11 gol nel primo caso e 15 nel secondo. Semplici invece ha mandato in gol 14 giocatori. Domenica al ‘Mazza’ si confrontano due squadre che effettuano meno sostituzioni: 84 per Marino, 88 per Semplici sulle 93 a disposizione dopo 31 giornate. Infine Spal e Frosinone insieme dovranno toccare ferro. Perché da quando la serie Cadetta è a 22 squadre, quindi dal 2004-05, solo in due delle undici occasioni le prime due formazioni in classifica a 11 turni dalla fine poi non sono salite in A direttamente.

 

 

 

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