Frosinone, più furbizia. E togli il carico di nervosimo dalla valigia

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

L’Analisi / Gli sforzi immensi della società debbono trovare risposte. Gli arbitri? Anche loro vanno studiati
Frosinone, più furbizia. E togli il carico di nervosismo dalla valigia
Bisogna saper perdere per ripartire subito. Marino bravo a dirottare l’obiettivo ma quei 3′ di di recupero li farà rivedere a…vita

 

Bisogna saper perdere. Senza abbandonare mai il lume della ragione e il raziocinio. Bisogna saper perdere senza mai farsi prendere dai dolori di pancia. Bisogna saper perdere senza mai abbandonare l’obiettivo finale, che non è una ‘battaglia’, pur se persa in maniera sanguinosa, ma la ‘guerra’. E bisogna saper perdere – nella fattispecie partita, primo e secondo posto – senza cercare alibi più di quanti non siano stati i veri demeriti di un Frosinone che, come esimente dalla sua parte ha solo il fatto di aver giocato oltre un’ora in inferiorità numerica. Ma su questo aspetto sarà interessante tornarci. Perché non può mai passare il concetto del ‘medico compassionevole che fece la piaga purulenta’. A proposito dell’espulsione di Maiello, tanto per intenderci.

 

CHI GLIELO DICE A MAIELLO CHE… – Un concetto invece va ribadito, ‘ab initio’: Pasquale Marino è stato bravissimo a fine gara a dirottare gli strali sulla direzione del signor Pinzani di Empoli. Perché sarebbe stato facilissimo spostare i fari sugli errori in serie che hanno portato alla sconfitta. Ma il tecnico canarino sa benissimo anche che il Frosinone non può nascondersi più. E sa altrettanto bene che Maiello ha sbagliato, prima dell’espulsione, quando ha preso un giallo gratis, indispettendo Pinzani. A Maiello – gran giocatore ma ancora fuori dal meccanismo – va detto che semplicemente non si può e… basta. Che il Frosinone è la squadra da battere, ora più che mai. Forse più dello stesso Verona che ha un motore che batte in testa. Ed è per questo che la squadra giallazzurra deve cercare di mantenere sempre i nervi saldi, al posto giusto.

 

QUEL NERVOSISMO LONTANO DA CASA – Qualcosa invece nelle ultime settimane è cambiato. E sempre in trasferta. Da quella di La Spezia (4 ammoniti e un espulso) a quella di Vercelli (3 ammoniti e 1 espulso) per finire a sabato scorso (5 ammoniti e 1 espulso). I giallazzurri sono diventati meno furbi ed anche maggiormente irascibili. E un arbitro percepisce tutto ciò. Ed usa il suo metro. Anche se il numero degli ammoniti di Virtus Entella – Frosinone per i canarini sono stati gli stessi (5) della gara di andata, con la differenza dell’espulsione in più e parecchi cartellini gialli in meno per i liguri.

 

GRANDI SFORZI DEL CLUB PER UNA GRANDE SQUADRA – Giusto o sbagliato che sia il comportamento del direttore di gara bisogna tornare ad adeguarsi con la forza e la malizia della grande squadra. Perché il Frosinone, nonostante i due schiaffi in faccia ripetuti a Vercelli e Chiavari, resta una grande squadra. Ma deve dimostrarlo sul campo, dal 1′ all’ultimo secondo del recupero. Ora più che mai dopo gli sforzi immani compiuti dalla società per mettere a disposizione 4 acquisti, con il quinto (Cojocaru) e forse anche il sesto (Pavlovic) in arrivo. Deve dunque dimostrarlo sul campo senza dare mai niente per scontato, Scrollandosi di dosso la presunzione della squadra con le ‘stigmate’, con poteri divinatori.

 

STUDIATEVI GLI ARBITRI – Un passaggio, e perché no, lo merita anche il signor Pinzani di Empoli che conferma in ogni caso di non avere un grande rapporto con le maglie giallazzurre del Frosinone: prima della sfida di Chiavari, i canarini avevano incrociato il fischietto empolese in 10 occasioni, vincendo appena 2 volte e curiosamente contro due emiliane, il Bologna (2 maggio 2015, successo che spianò la strada alla promozione in A) e con la Spal (2-1 in questa stagione). Per il resto solo sconfitte (4) e pareggi (4). E poi c’è la curiosità che porta a pensare sempre male: quel cartellino rosso comminato da un arbitro di Empoli al neo giallazzurro Maiello, che nella prima parte della stagione aveva militato proprio nella formazione toscana. Si dice che è meglio prevenire che curare e allora la prossima volta sarebbe il caso far tesoro dei precedenti. Gli arbitri lo fanno. E perché non debbono farlo anche le squadre?

 

BISOGNA SAPER PERDERE, PER VINCERE – Domanda sorge spontanea: come si può perdere tutto il piatto nei minuti di recupero? Può solo l’inferiorità numerica incidere sul risultato? Sicuramente Marino obbligherà i suoi a rivedere la partita alla noia e i 3’ dal 91′ al 94′ almeno due giorni di fila. Ma quando sei in difficoltà e con un uomo in meno ma hai il piatto in mano, c’è solo un modo per ‘sfangarla’: farti furbo. In tanti non lo sono stati. Purtroppo per loro e per il Frosinone. Ma bisogna saper perdere. Per ricominciare a vincere da subito.

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