Frosinone recrimina e urla (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Al Comunale l’Avellino strappa il pari (1-1): al gol di Dionisi replica Castaldo. E Marini non concede un rigore netto
FROSINONE RECRIMINA E URLA
Primo tempo dominato dai canarini che non raddoppiano. Novellino cambia pelle e la ripresa è di marca irpina

 

FROSINONE (3-5-2): Bardi; Russo, Ariaudo (1′ st Krajnc), Terranova; Fiamozzi, Maiello, Gori, Sammarco (39′ st Kragl), Mazzotta (24′ st Crivello); Ciofani D., Dionisi.

A disposizione: Zappino, Besea, Frara, Volpe, Mokulu, Pryyma.

Allenatore: Marino.

AVELLINO (4-4-1-1): Radunovic; Gonzalez (24′ st Belloni), Migliorini, Djimsiti, Perrotta; Laverone, Moretti (30′ pt Castaldo), Omeonga, D’Angelo; Bidaoui, Eusepi (34′ st Verde).

A disposizione: Lezzerini, Verde, Castaldo, Soumarè, Solerio, Jidayi, Gavazzi, Camarà.

Allenatore: Novellino.

Arbitro: Valerio Marini della sezione di Roma 1; assisenti Francesco Fiore della sezione di Barletta e Domenico Rocca della sezione di Vibo Valentia. Quarto ufficiale Antonio Di Martino di Teramo.

Marcatore: 15′ pt Dionisi, 35′ st Castaldo.

Note: spettatori: 1.707 paganti (di cui 1.107 ospiti); abbonati 505; incasso loro euro 25.470,28; quota abbonati euro 34.589,00; spettatori totali: 6.722, incasso totale euro 60.059,28 angoli: 7-3 per il Frosinone; ammoniti: al 22′ st Terranova, 34′ st Fiamozzi, 41′ st Bidaoui; espulso: Novellino al 40′ st; recuperi: 1′ pt; 3′ st.

 

FROSINONE – Un tempo a testa e nel finale di secondo arbitro protagonista in negativo nel momento topico, chiaramente a svantaggio del Frosinone che si vede negare almeno un rigore netto. Ne esce un pareggio, il Frosinone non scatta in classifica e si porta a +3 dal duo di inseguitrici Spal e Verona, in casa rispettivamente con Spezia e Novara. Il Frosinone deve recriminare sulla imprecisione e sul calo generalizzato che c’è stato nella ripresa. L’Avellino ha saputo approfittare. Ma resta l’errore madornale del direttore di gara che fa il paio con quello di venerdi sera a Cesena.

 

IN CAMPO – Tra i giallazzurri non ci sono Soddimo per squalifica e Matteo Ciofani che non ha ancora recuperato dal problema al piede occorsogli con il Cittadella. Le novità nella formazione iniziale sono tre: Mazzotta al posto di Crivello, Gori rileva Soddimo e va a posizionarsi davanti la difesa, Russo in difesa che rileva Krajnc. Gli altri otto-undicesimi sono gli stessi che hanno impattato all’ultimo respiro a Cesena.

Fiamozzi cursore a destra, Maiello nella posizione di mezz’ala per dare geometria dalla cintola in su con Sammarco omologo da interno sinistro, Terranova posizionato da centrale difensivo di sinistra e Ariaudo sulla plancia di comando al centro del pacchetto arretrato davanti a Bardi. In avanti Dionisi e Ciofani in fila indiana o uno accanto all’altro a seconda delle situazioni.

Novellino stravolge le intenzioni emerse alla vigilia. E si copre con un 4-4-1-1 più di facciata che di sostanza. L’ex Verde resta in panchina. Davanti a Radunovic la difesa a quattro è composta da Gonzales e Perrotta terzini, lo svizzero Djimisiti e Migliorini centrali. In mezzo al campo- appiedato l’ex bresciano Paghera – Laverone (con qualche noia fisica) e D’Angelo rispettivamente sulla catena di destra e di sinistra, il rientrante Moretti al fianco di Omeonga. In attacco – out Ardemagni per squalifica – il match-winner della gara con la Spal, l’ex perugino Eusepi è il terminale offensivo in coppia con Bidaoui, ex Latina.

 

A TESTA BASSA ARRIVA IL VANTAGGIO – Prima del calcio d’avvio il ricordo struggente del povero Emanuele Morganti, il ragazzo di Tecchiena trucidato da mani assassine, silenzi e omertà. Il conterraneo Miko Gori depone un fascio di fiori sotto la Curva Nord, nel settore dove il ragazzo seguiva le gare interne. Il tempo per riorganizzare le idee, scrollarsi di dosso la commozione e il Frosinone a testa bassa già una frazione di secondo dopo il fischio d’avvio. Azione in velocità al 1′, Gori per Dionisi, tocco per Daniel Ciofani e la difesa ospite si salva.

Dieci secondi dopo è Fiamozzi che taglia l’area irpina, il tocco dentro è liberato da Migliorini in scivolata. La pressione giallazzurra è senza soluzione di continuità, l’Avellino pare già alle corde. Dionisi al 3′ entra in slalom speciale in area, ancora Migliorini salva, mettendosi con il corpo tra lui e l’uscita bassa di Radunovic. Al 5′ azione manovrata a sinistra, Dionisi di sinistra fa gridare al gol, Radunovic con la punta delle dita spedisce in angolo. L’Avellino mette la testa fuori per la prima volta al 9′ e conquista una punizione ai 25 metri, Sammarco libera sul tiro-cross di Moretti, poi il Frosinone si rifugia in angolo. Sul giro-palla Eusepi tocca fuori per Moretti, la botta è deviata da Sammarco.

I campani riorganizzano le idee attorno a Moretti, il metronomo di casa che però va a due cilindri. La partita è sempre interessante. Perché il Frosinone dalla cintola in su quando accelera mette paura. E al 15′ passa in tre tocchi: gran lancio dalle retrovie di Ariaudo per lo scatto senza palla di Mazzotta che aggira l’uruguagio Gonzales, tocca a seguire sbagliando probabilmente il controllo ma ne esce fuori un assist al bacio per Dionisi che arriva di gran carriera sul binario centrale e di testa insacca a colpo sicuro. Nel frattempo grande spettacolo sugli spalti, le Curve tifano ‘per’ e mai ‘contro’ e il Monday night del Comunale presenta un colpo d’occhio ammaliante. Con i giallazzurri avanti di una rete dopo un quarto d’ora a spron battuto.

 

DOMINIO E BRIVIDO – Gori fa il Maiello della situazione che a sua volta fa il Soddimo e Sammarco cerca di essere quello di qualche settimana fa. Mazzotta a sinistra e Fiamozzi a destra si propongono con buona continuità.

Al 23′ il Frosinone fa l’elastico come i ciclisti: chiama fuori l’Avellino con un palleggio estenuante, poi affonda la lama a destra con Fiamozzi e Djimisiti si salva mettendo il piedone sulla palla destinata al tap-in di uno tra Dionisi e Ciofani. E’ armonico il movimento della squadra di Marino che in fase di costruzione non spreca ma ragiona. Alla mezz’ora Novellino decide che per provare a non morire prima del tempo bisogna schierare l’artiglieria pesante, Castaldo rileva così l’acciaccato Moretti. Laverone passa a sinistra, D’Angelo va al centro e Bidaoui va a destra.

Un attimo prima del cambio Dionisi dal limite cerca il destro ad effetto. La palla gira ma non si abbassa di quei 10 centimetri che l’avrebbe resa imprendibile. Il 2-0 potrebbe essere cosa fatta al 31′. Maiello non ci crede a due passi da Radunovic, il tocco di destro è deviato da l portiere. Un minuto dopo Dionisi serve nel corridoio centrale Fiamozzi, salva tutto Djimisiti. Palla in angolo. E’ un bel Frosinone e la ricerca del raddoppio è continua anche perché l’Avellino sembra non abbia intenzione di mutare atteggiamento con il 4-4-2. Fino al lampo del 41′ quando Maiello cincischia in mezzo al campo. In area giallazzurra arriva un pallone avvelenato che rimpalla sulla testa di Castaldo e poi all’altezza dell’area piccola, la sfera pare destinata al tap-in del neo-entrato ma Bardi salva con un balzo felino prodigioso, andando a ribattere il tiro dell’attaccante irpino.

E’ un campanello d’allarme della battaglia che riserverà la ripresa.

 

AVELLINO DIVERSO, FROSINONE ATTENDISTA – Il Frosinone torna in campo senza Ariaudo, la botta alla spalla nel primo tempo ne consiglia la sostituzione. Dentro Krajnc, con Terranova che va a fare il centrale. Bella intuizione di Dionisi per Fiamozzi, il laterale contrastato in angolo.

La partita si fa maschia, ne fa le spese D’Angelo che in uscita cade male sul contrasto di Fiamozzi, poi Krajnc rompe la manovra irpina e la squadra di Marino riprende a tessere la tela. E va al tiro con Dionisi al 9′ dopo un gran break in velocità di Sammarco ma il destro dell’attaccante è alto. Non trova sorte migliore Ciofani 2′ dopo, la rasoiata di destro è larga, L’Avellino non disdegna la punzecchiata al 12′, Laverone trova spazio, Gori esce tardi, imbucata per Castaldo che svirgola da buona posizione. Partita viva e più equilibrata del primo tempo.

Lo spettacolo vero è sempre tra le due Curve che si esaltano tra cori, bandiere e sciarpate. L’Avellino spinge e conquista due angoli di fila, Frosinone ben raccolto e compatto sotto la linea della palla ma anche meno spumeggiante del primo tempo. Al 20′ Dionisi ‘self made man’: conquista un fallo, va al tiro, la sfera rimpalla verso Fiamozzi che carica il destro, palla un metro fuori dalla parte opposta.

La partita correttissima viene rotta dall’ammonizione di Terranova costretto ad affondare Castaldo sulla progressione centrale all’altezza dei 16 metri. Novellino alza il baricentro, al 24′ dentro Belloni per Gonzalez. Marino costretto ad avvicendare Mazzotta con Crivello. Tra Dionisi e la bomba su punizione è un fatto personale, l’attaccante trova una punizione ai 25 metri, Radunovic para nell’angoletto basso alla sua destra una traiettoria che si abbassa all’improvviso.

E’ l’Avellino a fare la partita. Ed è l’Avellino a pareggiare al 35′: punizione da sinistra, la difesa rimpalla, la sfera esce per Castaldo che di destro incrocia sul secondo palo e fa 1-1. Ammutolisce trequarti di Comunale, esplode la Sud.

Marino si gioca la carta-Kragl, al 39′ il match si accende: traversa di Terranova a portiere battuto e Dionisi atterrato da D’Angelo al momento del tiro a porta vuota. E’ rigore ma non per il signor Marini di Roma. La partita si fa bollente. Bidaoui finisce sul tabellino degli ammoniti e la punizione tirata da Kragl la sfera fiora il palo alla sinistra di Radunovic.

Il finale è convluso, il Frosinone recrimina ancora per un tocco sugli stinchi di Daniel Ciofani in area ma per Marini è tutto regolare. Fino al triplice fischio finale che sancisce un pareggio che rinvia il salto in alto e sul quale dopo 45′ nessuno avrebbe scommesso un cent bucato. Il Frosinone deve recriminare ma anche riflettere.

 

 

 

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