Arbitro e sfortuna, gli indiziati di Marino (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Il tecnico elogia la squadra: “Non posso dire nulla sulla prestazione. Ora dobbiamo andare a riprenderci i punti persi”
Arbitro e sfortuna, gli indiziati di Marino
“Ditemi cosa ha fatto l’Avellino? Con Marini il precedente contro la Ternana, in casa. Rigore su Dionisi nettissimo”

 

FROSINONE – La sensazione di aver lasciato due punti è più forte di quella che si lega alla famosa prestazione. Perché nel calcio, anzi soprattutto quando il traguardo si avvicina, i punti presi o persi fanno differenza. Anche ben oltre la posizione di vocale a consonante. Pasquale Marino vorrebbe attaccare, alla fine si accontenta anche lui di un pareggio verbale.

Il Frosinone a due facce lo ha convinto. E sicuramente ci sta tutto che un tecnico sia convinto della prestazione della propria squadra. Ma un Frosinone che nel ‘lato A’ gioca, passa in vantaggio e spreca tante occasioni per fretta e imprecisione e nel ‘lato B’ specula sul vantaggio acquisito abbassando il baricentro e l’intensità della giocate, allora pensiamo che tutto questo non possa andare bene nemmeno al tecnico. “E’ il calcio – dice il tecnico giallazzurro – noi abbiamo giocato per trovare gli spazi, per cercare di aprire la difesa avversaria. Ed è successo che quando ci liberavamo e trovavamo lo spazio abbiamo avuto diverse occasioni e siamo stati subissati di tanti falli. L’Avellino ha creato poco, tranne che nel finale del primo tempo e nel finale di gara quando ha saputo sfruttare una maggiore fisicità. Loro d’altronde hanno tanti uomini di struttura”.

Marino però alza il tiro. Sulla sfortuna e sull’arbitro Marini di Roma. Uno che al Frosinone non porta bene: “Non siamo stati fortunati, ad esempio sulla traversa colpita e poi per quel rigore netto che non si può non concedere. Con questo arbitro non abbiamo evidentemente un grande rapporto: contro la Ternana qui al Comunale concesse un rigore a loro favore che nemmeno si aspettavano“.

Torna a spingere sul tasto della prestazione generale: “L’Avellino ditemi cosa ha fatto in fase offensiva? Non siamo stati fortunati, lo dico e lo ripeto. C’è stato un divario netto, la partita l’avremmo potuta chiudere già nel primo tempo, colpa di qualche centimetro se non è stato così. Ed ora ci troviamo a recriminare per un pareggio”.

Divario netto ma al triplice fischio finale contano i punti: appena uno. E due in altrettante partite. Verona e Spal sognano l’aggancio. E il Frosinone deve aspettare alla finestra. Marino alza una barriera a difesa della squadra, prima ancora che arrivasse un attacco da qualche parte: “Sono due punti persi, senza dubbio – prosegue Marino – ma non posso dire nulla sulla prestazione. Ditemi chi ha fatto male oggi? A volte leggo giudizi sui giocatori che non sono vicini alla realtà. Ma contano le mie di pagelle. Credo che questa squadra abbia fatto tutto quello che doveva fare. Ed è mancato solo il risultato”.

Ripercussioni per questi due pareggi? Marino torna ad essere ironico ma giusto per un attimo: “Io mi auguro di no, non ho certo la sfera di vetro. Se giocavamo al di sotto delle nostre possibilità magari ci poteva anche stare il rammarico. Ma se dobbiamo essere equilibrati nei giudizi, allora dico che questa squadra oggi ha fatto benissimo”.

Anche le sostituzioni non hanno aiutato il Frosinone. O meglio la tempistica degli avvicendamenti: “Con i due cambi forzati non siamo stati fortunati. Ho sceltgo di mettere Kragl perché mettere le tre punte poteva essere anche rischioso. Kragl ci serviva per cercare di sfruttare le sua capacità balistiche. Non potevamo perdere questo punto che comunque ci permette di muovere la classifica in vetta. Ripeto, è stata una partita sfortunata”.

Preoccupato? Marino cancella l’idea: “Sapevamo che la lotta sarebbe stata dura. E andremo avanti, dobbiamo reagire e recuperare fuori casa i punti persi in casa”.

Poi la chiusura è ancora su quell’episodio da rigore: “Il fallo su Dionisi è stato netto, assurdo non dare un rigore del genere mentre l’attaccante sta per fare gol praticamente a porta vuota. Non so proprio cosa servirebbe per concedere un rigore. Mi hanno detto che c’era anche un fallo su Fiamozzi (e non Ciofani, ndr) ma in tv ho rivisto solo il primo e io dico che c’era e basta”.

 

 

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