Nello spartito di Marino pazienza ed equilibrio (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

 

 

Dieci minuti più o meno in completa scioltezza, diversi da quelli che anticiparono la trasferta di Trapani. Anche una lezioncina tattica sul 3-5-2 inteso nella maniera giusta, al di là di come poi si traduce effettivamente sul campo. Miracolo di una vittoria esterna, miracolo di una classifica sempre di altissimo profilo, miracolo del Santo Natale. Pasquale Marino descrive il buon momento della squadra nelle parole iniziali della conferenza stampa di venerdì mattina: «Mi aspetto che la squadra faccia bene, oltre ogni altro aspetto. Abbiamo ottenuto bella vittoria a Trapani che ci ha fatto lavorare bene, con morale sicuramente più alto rispetto alla settimana precedente quando eravamo reduci dalla sconfitta interna».

Il tecnico canarino si lascia andare anche a commenti di tipo filosofico: «I forti non sono quelli che non cadono mai ma quelli che cadono e si rialzano. Noi siamo riusciti a rialzarci in fretta dopo il ko in casa e questo ci aiuta a preparare bene la gara col Benevento».

Un avversario da prendere con le molle. Esattamente lo stesso tipo di avversario che il Frosinone, che poi vinse il campionato, si trovò di fronte al Comunale nella stagione 2013-’14 alla 10.a giornata (0-0). «E’’ una matricola solo sulla carta – – prosegue Marino -, una società che acquista gente come Falco, Ceravolo, Buzzegoli solo per citarne alcuni significa che ha ambizione diverse rispetto ad una salvezza tranquilla».

E poi è lui stesso che mette il carico sulla sfida di sabato, quasi a voler lanciare il guanto di sfida prima ai suoi ragazzi e poi agli avversari: «Partita importante che vale il doppio perché è un’’avversaria terza in classifica. Non so che tipo di partita sarà ma so che ci siamo preparati bene. Attenti e concentrati negli allenamenti. Mi aspetto una buona prestazione».

Uno dei dilemmi è la presenza di Soddimo o di Kragl. O magari di entrambi come fa capire Marino dal tipo di risposta: «Soddimo e Kragl partono alla pari. Stiamo riflettendo su questo aspetto. In tutte le squadre in ogni caso la cosa migliore è saper coniugare forza e fantasia. Quando non hai possesso palla serve più forza, quindi anche intensità per cercare di recuperare la palla e ripartire; allo stesso tempo quando il possesso palla è della tua squadra devi avere la fantasia giusta per cercare i varchi. Anche perché davanti abbiamo la migliore difesa quindi serve maggior fantasia».

Ancora tasto della formazione. E Marino lascia aperte le strada e tutte le soluzioni: «Cocco non è disponibile, Bardi è pienamente recupero. Per quanto riguarda il campo ci potranno essere sia conferme tattiche, che variazioni nei singoli che cambiamenti nell’’assetto. Tutto è possibile. Il 3-5-2? Un modulo che permette densità ed ampia copertura, non è affatto un modulo che scopre il fianco». La notte porterà consiglio. O magari è vero che Marino ha già deciso ma non dirà mai la formazione nemmeno sotto tortura.

Tra Natale (che deve arrivare) e Capodanno è tempo anche di bilanci. Il Frosinone soddisfa Marino? O meglio: la classifica quanto è reale e quanto premia il lavoro dei giallazzurri? «Ci speravo – – continua l’’allenatore siciliano – di avere questa buona classifica, tutti insieme speravamo di stare dalla parte sinistra. Come siamo partiti non va dimenticato che c’’era da metabolizzare una retrocessione. Non è stato facile. I ragazzi si sono trovati a sognare dalla Lega Pro alla serie A. E poi hanno compiuto quel passettino indietro. Non è stato semplice anche per le metodologie di lavoro che sono cambiate. Rimpiango qualche punto perso per strada. Con la Salernitana ad esempio non meritavamo di perdere, con Ternana e Pisa siamo in credito. In altre occasioni è andata anche bene ma un bilancio mi porta a dire che ci manca qualche punto».

L’’elogio dell’’avversario è sincero. Almeno quanto la voglia di batterlo: «Hanno giocatori di qualità là davanti. Se confermano Ceravolo, Falco, Ciciretti e Cissè hanno un potenziale di quattro attaccanti che coniugano la facilità di saltare l’’uomo alla fantasia. Ceravolo è un punta dinamica, che sa attaccare gli spazi, a venire tra le linee, sa dare profondità. Partita difficile e non metto le mani avanti. Bisogna fare una grande prestazione».

La ricetta di Marino per vincere? Lui preferisce dettare quello che dovrà fare il Frosinone e ciò che non bisognerà fare assolutamente: «In tutte le partite non bisogna mai demordere, quindi giocare con la massima pazienza. Attaccare con equilibrio senza mai lasciare campo agli avversari in maniera scriteriata. Con i giocatori che hanno non bisogna mai lasciare spazio alle ripartenze, sarebbe un suicidio».

 

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