Marino: «I tifosi ci aiuteranno a cancellare quei 3′ terribili»

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Il tecnico del Frosinone predica serenità: “Usando la testa, senza frenesia, possiamo venire a capo del Brescia”
Marino: “I tifosi ci aiuteranno a cancellare quei 3′ terribili”
Gioca Fiamozzi dal 1′. Gori recuperato ma ancora in dubbio. E ammette: “Qualcosa cambierà”

 

FROSINONE – Poco meno di un quarto d’ora di conferenza stampa. Per chiarire qualche aspetto sulla formazione, per ribadire alcuni concetti che vorrà vedere applicati in campo già dal 1” (secondo) di gioco. Pasquale Marino non ci sta più a lasciare sul campo punti come a Chiavari. Lo fa capire nel corso della conferenza con frasi mirate. Intanto prima di sottoporsi al fuoco di fila delle domande dei cronisti ‘pizzica’ anche con la giusta ironia il custode del Comunale o chi per lui, perché la temperatura nella sala stampa è come quella esterna: “Fa freddo qua dentro, è congelatore…”. Le domande arrivano in caduta un attimo dopo.

A Chiavari esordio di Krajnc, Maiello e in corsa quello di Mokulu. E con il Brescia spazio anche a Fiamozzi? “Contro il Brescia esordisce probabilmente anche Fiamozzi” si limita a dire. Ma conti alla mano l’ex genoano ha già la maglia da titolare addosso. Come è certo che ci sarà anche Gori ma non si sa bene dove, se in campo o in panchina: “Si è allenato con noi solo una volta dopo oltre un asettimana, è a disposizione. Sta bene, ha recuperato”.

Il Frosinone prede probabilmente troppi gol per essere una squadra di vertice. Non a caso la società sul mercato ha messo mano al reparto arretrato e probabilmente dovrà ancora farlo per l’infortunio di Brighenti. Ma i gol incassati, sei nelle ultime tre partite ma anche 13 nelle ultime 10 (solo con l’Avellino e con lo Spezia la porta è rimasta immacolata), non costituiscono per Marino un campanello d’allarme. Il tecnico ripercorre la trasferta di Chiavari e non solo: “Negli ultimi minuti di partita non ne abbiamo presi tanti di gol. E’ successo con l’Entella ed ecco perché noi dobbiamo cancellare quei 3’. Abbiamo margini di miglioramento – rileva Marino -. Dobbiamo lavorare sugli errori per non ripeterli e non cercare chi ha sbagliato, ovvero il capro espiatorio. A Chiavari se proprio vogliamo, abbiamo fatto una partita anche intelligente. Dal punto di vista tattico dopo essere passati in vantaggio abbiamo concesso qualche traversone e tiri da fuori. Indubbiamente una squadra che gioca in casa e che deve recuperare, qualcosa di pericoloso ha creato. Ma Bardi non ha fatto parate determinanti (sul palo di Tremolada ha messo la punta delle dita il portiere canarino, ndr). Loro con Caputo nel secondo tempo hanno avuto un’occasione spedita alta. E noi invece abbiamo avuto anche l’occasione per chiuderla definitivamente a 15’ dalla fine. Ecco perché mi sento di poter dire che è stato un peccato, aver fatto quel tipo di partita e poi perderla nel recupero”. Marino dice di più, attingendo però al senno del poi: “In 11 contro 11 faccio fatica a pensare che l’avremmo persa. Fin quando siamo rimasti in parità numerica abbiamo dato l’impressione di poter gestire la gara”.

Poi Marino lancia l’assist ai tifosi: “Col Brescia la gente di Frosinone ci aiuterà a cancellare quei 3, perché alla fine dobbiamo rimproverarci solo quelli”.

Tornano a galla i gol incassati. Marino non getta a mare nessuno, anche se nella mente i cambi in difesa ci saranno (un po’ anche anticipati nei giorni da queste colonne, con lo spostamento al centro di Matteo Ciofani, ndr): “Quando si prende gol di quel tipo si poteva fare meglio tutti. Il gol è una fase alla quale partecipano tutti, sempre se parliamo di gol che non sono prodezze degli avversari. Certo qualcosa cambierà”.

Giustamente l’Entella è il passato, o forse già trapassato. Il Brescia è l’attualità. E non va preso sottogamba. Ma soprattutto è il Frosinone che dovrà dare risposte prima di tutto a se stessa. “Anche il Brescia arriva da una sconfitta in casa dalla quale dovrà reagire. Io ho la fortuna di allenare un gruppo che nelle occasioni importanti – dice il tecnico siciliano – è sempre presente. E’ successo all’andata quando abbiamo perso due partite di fola e ci siamo rialzati. Ma le pressioni debbono esserci nel modo giusto. Questo vuol dire che non è una partita da ultima spiaggia. Daremo il massimo per vincerla perché poi dovremo affrontare un derby al quale vogliamo arrivare con il giusto morale. Ma non dobbiamo avere la frenesia di voler cercare la giocata a tutti i costi, le verticalizzazione a prescindere. Abbiamo visto che le partite si decidono fino al 95’”.

Ma come si dovrà battere il Brescia? Attaccandolo alla carotide dall’inizio o cucinandola a fuoco lento? “Quando dico che bisogna avere calma necessaria, non dico che non bisogna essere aggressivi. Dobbiamo invece giocare con la giusta serenità perché è la testa che ti permette di gestire la partita. La troppa voglia di vincere può giocare brutti scherzi. Voi fate l’esempio della Juventus che reagisce dopo una sconfitta mettendo all’angolo l’avversario della settimana successiva? Loro sono la Juventus, noi il Frosinone. A parte la categoria”.

A proposito di testa, Marino fa un altro esempio che inevitabilmente torna alla partita di sabato scorso: “L’aspetto psicologico è importante. Se parliamo ancora di Juventus, nella Tim Cup contro il Milan, in 11 contro 11 ha giocato meglio la Juve. Poi quando il Milan è rimasto in 10 ha giocato meglio dei bianconeri. Tutto parte dalla testa, quindi. C’era una squadra che non aveva più nulla da perdere e si buttava dentro alla ricerca del gol ed un’altra che doveva difendere il risultato. Ecco che è importante la serenità”.

Concetto chiarissimo di Marino: la testa ha un ruolo determinante. Che, come spiega il tecnico, va oltre anche della parità o inferiorità numerica che sia, se il discorso va giustamente traslato alla partita in casa ligure di sabato 21.

“Contro il Brescia – prosegue Marino – dovremo essere bravi a cercare gli spazi giusti nella loro densità. Ma il Frosinone, come ho detto prima, ha dimostrato di saper reagire a tutte le difficoltà. Sono convinto che i ragazzi daranno il massimo. Poi il risultato è anche frutti di episodi”.

All’assenza di Brighenti (in attesa dell’ultimo consulto con il professor Castagna e avviato all’intervento chirurgico) risponde così: “Brighenti è un elemento importante come lo è Paganini e come sono tutti. Ne prendiamo atto. Andiamo avanti come siamo. A meno che sul mercato non ci sarà la possibilità di un innesto al suo posto”.

Di nuovo lo screening delle Rondinelle: “Ha disputato un buon girone di andata. Ha rafforzato la squadra con Mauri. E’ un mix di giovani e buoni talenti. Si passa dall’esperienza di Caraccioli e Pinzi, a quella di Arcari che si gioca il posto con Minelli. E poi ci sono ragazzi come Bisoli e Martinelli. Ma rispetto all’andata noi siamo un’altra squadra. Allora dovevamo ancora trovare il vestito migliore”. Oggi però il vestito c’è. Va solo stirato perché è un po’ sgualcito. Prestando attenzione alle… pieghe.

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