Frosinone, tiki-taka e primato ma i paganti latitano (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Contro il Carpi appena 538 biglietti staccati. Il minimo storico della 25.a di serie B
Frosinone, tiki-taka e primato ma i paganti latitano
Vecchia storia: città tiepida, la provincia ancora meno. Ma quante barriere! A Pisa attenti alla ‘caciara’ neroazzurra

 

Cinquecentotrentotto meno quarantanove uguale quattrocentottantanove. Memorizzate bene questo numero. E riflettete. Quei cinquecentotrentotto sono gli spettatori paganti nella partita che ha sancito la nuova capolista del campionato di serie B, il Frosinone di Pasquale Marino. I quarantanove sono gli intrepidi tifosi del Carpi posizionati in Curva Sud. Quindi facile dedurre, se la matematica non è un’opinione, che appena quattrocentottantanove tifosi del Frosinone hanno acquistato il biglietto della partita di una squadra che alla vigilia era seconda in classifica.

 

IL CALCIO DI MARINO – Prima di analizzare impietosamente quei numeri, è bello, giusto e doveroso esaltare la nuova frontiera del calcio di questa serie B: il tiki-taka non è più solo ‘blugrana’ ma anche, magari più umilmente, giallazzurro. Dopo il 3-2 al Benevento, partita che per pathos e intensità è ancora al primo posto nella speciale classifica di questo campionato nel cuore dei tifosi canarini, il Frosinone nella gara con il Carpi ha dato un grande segnale: padronanza di tutte le fasi della gara, eccellente palleggio (Maiello e Soddimo spesso a dialogare sulla stessa linea con Sammarco leggermente più avanzato), il cuore del gioco sempre pulsante, momenti spettacolari, alto livello di concentrazione.

Adesso la vera sfida sarà ripetersi. Anzi, continuare così con la massima regolarità. Senza curarsi del Verona che, per quello che fa, sta avvicinandosi sempre di più al Bologna di due stagioni fa che al Crotone o al Cagliari dell’anno scorso.

 

L’ARENA DELLA… CACIARA – Dicevamo che il Frosinone dovrà continuare già da Pisa. Contro una squadra che viaggia con l’acqua che ha superato la gola. Che fa gol per sentito dire ma che ne prende pochissimi. All’Arena Garibaldi, dove il Frosinone l’ultima volta pareggiò (0-0) l’andata della sfida di semifinale playoff di Lega Pro nella stagione 2013-’14, fa solitamente caldo e sabato lo sarà ancora di più. Neroazzurri senza Verna, Ciani e Masucci (tre squalificati), con Lisuzzo e Varela osservati speciali in settimana. Non serve aggiungere che Gattuso la butterà nell’unico modo a lui consentito: la caciara.

 

IMPEGNI ONORATI, POCHI RISCONTRI – Ma riandiamo a quel numero di 538, anzi 489. Una miseria complessiva, detto fuori dai denti. Che non fa che confermare un dato emerso al termine della scorsa stagione da un’inchiesta su un quotidiano locale: il Frosinone non è ancora, nonostante rappresenti l’ammiraglia dello sport ciociaro da decenni, la squadra di una intera provincia. C’è ancora tanto da lavorare, soprattutto se l’obiettivo è quello di voler tornare immediatamente nel calcio che conta, nonostante le sei stagioni di serie B compresa quella attuale e una di A negli ultimi 10 anni.

E’ una miseria complessiva, è stato scritto. Per una serie di motivi, i principali vanno sempre ricordati: a partire dall’impegno puntuale della società giallazzurra che non ha lesinato sacrifici di ogni tipo per assemblare un gruppo di altissimo profilo, la stagione indiscutibilmente positiva finora disputata con un filotto di 10 risultati utili che avrebbero dovuto risvegliare anche un esercito di ghiri siberiani in letargo e, relativamente alla gara con il Carpi, allo spettacolo col quale per lunghi tratti Maiello & soci hanno deliziato il pubblico del Comunale.

 

NUMERI CERTIFICATI – Cinquecentrotrentotto paganti è il minimo della 25.a giornata di serie B. In Ascoli-Trapani 1.586 paganti, per Brescia-Pisa 1.485 paganti, Cesena-Bari 2.965 paganti, Entella-Spal 1.602 paganti, Benevento-Latina 3.124 paganti. Finanche Novara-Cittadella e Pro Vercelli-Spezia rispettivamente con 870 paganti e 705 paganti hanno prevalso sui paganti del Comunale. Venerdi in Vicenza-Salernitana 1.385 paganti mentre il derby del ‘Liberati’ tra Ternana e Perugia non ha fatto chiaramente testo per i 9.178 spettatori totali tra abbonati e paganti.

Il numero di 489 è praticamente standard al Comunale: contro il Brescia i paganti furono infatti appena 477, 632 contro la Ternana, con punte massime contro la Salernitana (1904, di cui 709 ospiti) e contro il Latina (1.794, di cui 1.012 ospiti). Minimo stagionale contro il Cesena con 295 paganti. Qualcuno dirà: gli abbonati sono 5.015. Nulla quaestio. Onore e merito a chi ha dato fiducia a priori al Frosinone a tutto tondo. Ma chi resta a casa non ha troppe ragioni. Anzi no…

 

LE BARRIERE DI OGGI, IL ‘TEATRO’ DI DOMANI – Una volta era facilissimo andare allo stadio. Facilissimo vedere genitori con i figli fare la fila ai botteghini. Oggi invece arrivare ai botteghini è già l’impresa del giorno. Forze dell’ordine spalmate a cerchi concentrici attorno allo stadio, barriere di tutti i tipi, cancellate virtuali nell’aria che si respira ad ogni passo che avvicina a quel prato verde. Che dovrebbe regalarti un’ora e mezza di spensieratezza. E invece no perché già per arrivarci ti ha stressato: se non hai nella mano sinistra il biglietto o l’abbonamento, nella destra anche due documenti validi perché uno non basta più e in bocca il calumet della pace, allora rischi di essere respinto al mittente ignoto. E quando ‘arbitro fischia la fine’, ritrovare la via di casa è sempre un bel problema se la partita è stata di cartello e magari anche calda.

E allora ben venga il nuovo stadio che sarà più vicino all’immagino di un ‘teatro’. E’ vero, è da sedicimila posti. Avveniristico, dotato di tutti i comfort visibili e… invisibili. Finanche sale riunioni e uffici dedicati per la forze dell’Ordine oltre a due celle di sicurezza che fanno tanto ‘english-style’. Sedicimila posti da riempire in qualche modo. Risvegliando un’appartenenza che per ora è ancora lontana dall’appalesarsi. Ma il ‘brand’ Frosinone, obiettivamente, merita di più di quei quattrocentottantanove paganti della partita che ha regalato il primo posto solitario con vista sulla serie A.

Foto: copyright Mario Salati, per gentile concessione dell’autore

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