Zappino: «Castori, a Frosinone perdi» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Marino lascia la scena al portiere di tante battaglie che rivela: “Il tecnico del Carpi ha ‘massacrato’ Dionisi, gli ho detto quello che pensavo”
Zappino: «Castori, a Frosinone perdi»
“Per noi è una finale. Ci serve quello che abbiamo: fame, cattiveria e umiltà. Compatti per andare in A a tutti i costi”

 

 

Quando il Frosinone ha bisogno di lui ha sempre risposto presente. Massimo Zappino, ex genio e sregolatezza, si è calato alla perfezione nel ruolo di ombra fedele di Francesco Bardi. Ma Zappino è anche l’uomo-spogliatoio, il punto di riferimento di tutti. A cominciare dal presidente Maurizio Stirpe che gli vuole un bene infinito. In panchina non lesina suggerimenti a tutti. Gesticola, urla, a volte le telecamere flash dei fotografi lo immortalano mentre dà indicazioni ai compagni in campo. Un vice di Marino aggiunto.

Zappino tuttofare. La scena della conferenza stampa della vigilia è la sua. Il tecnico giallazzurro gli ha concesso l’onore di serrare le fila. E di dire anche delle cose molto importanti, rivolte all’altra sponda, al tecnico Castori in particolare. Per la prima volta in questa stagione il tecnico siciliano dribbla taccuini e microfoni. E non lo fa a caso.

 

E allora che aria nello spogliatoio alla vigilia di questa partita? “Aria serena, tranquilla. Sappiamo benissimo che rappresenta una finale. La partita più importante della stagione fino a questo momento. Se dovessimo riuscire a passare, andremo a giocarcela con chi ci toccherà. E poi – aggiunte il portiere di tanti successi giallazzurri – andiamo a prenderci la serie A ai playoff questa volta“.

 

Non conosce mezze misure quando dice “andiamo a prenderci la serie A…“. Iguaribile guascone.

E allora per un attimo la testa vola oltre l’obiettivo di lunedi sera. Tra Benevento e Perugia quale preferiresti?
Da un lato il Perugia ma solo per un fatto personale, quell’anno in C1 ancora mi scotta (i grifoni vincendo 1-0 andarono in B e obbligarono i canarini ai playoff). Ma alla fine è uguale, non ho preferenze”.

Torniamo alla realtà. Al Carpi. Cosa serve al Frosinone per vincere? “Alla fine ci servono due o tre cose: la cattiveria, la fame e l’umiltà. Sappiamo che loro sono una squadra tosta. In campionato hanno fatto 26 punti fuori casa, nonostante tutto hanno avuto un buon ruolino. Ma se noi siamo quelli di sempre, non ce ne è per nessuno. Qualche volta ci siamo anche addormentati in campionato e lo abbiamo pagato a caro prezzo. Non dovrà succederci“.

Inevitabile scomodare i paragoni. Tra il Frosinone che conquistò la serie A con Stellone e questo che la serie A nonostante punti e distacchi siderali non ancora non la stringe in pugno: “Non credo ci siano differenze. Perché lo zoccolo duro è sempre lo stesso. Noi abbiamo raggiunto sempre degli obiettivi perché siamo ragazzi alla mano, gente che è esattamente come vedete. E non ci portiamo sulle spalle nessun peso perché sennò rischi di non fare il tuo dovere. Ci conosciamo benissimo, vogliamo vincere tutti. Abbiamo caratteri importanti, magari nell’arco di un anno ci possono essere anche tensioni ma l’obiettivo finale è di tutti: restare compatti e andare in serie A. A tutti i costi“.

Ed ecco al rapporto con Bardi. Che Zappino tiene sotto la sua ala protettiva: “Francesco nonostante l’età ha fatto dei campionati importanti. Non ha bisogno di consigli. Io glieli do con correttezza, piccoli consigli per il bene suo e di tutti noi. E per me Francesco è il miglior portiere della serie B“.

E il momento dei nervi a posto. Nervi saldi. Zappino comprende il significato della domanda che calza a pennello. “Ognuno di noi è fatto a modo suo. Io ad esempio sono peggio degli altri che sono in campo. L’adrenalina a volte ti porta ad esagerare“.

E poi va lui dritto al cuore della domanda: “Vi parlo di Federico (Dionisi, ndr): lui è stato sempre così. Nonostante il suo carattere è un giocatore importantissimo. A volte esagera ma sa dove può arrivare. Nella partita di Carpi – e qui Zappino lancia un messaggio chiaro – Castori lo ha ‘massacrato’ dalla panchina per farlo innervosire (e la terna arbitrale che Castori per la cronaca ha definito scarsa, dove era?, ndr). A fine partita gli ho detto anche qualcosa. A Castori. Lui l’aveva messa sulla caciara. Perché non sa che qui a Frosinone la partita la perde. Io gli ho detto che non si deve permettere di istigare i suoi giocatori in campo. Anche se ognuno fa quello che vuole, l’importante non abboccarci“.

Ca Castori al Carpi: “Ti lascia spazi, il problema è che quando siamo senza palla dobbiamo stare attenti perché quei due, Lasagna e Mbakogu, fanno la differenza. Dobbiamo cercare di andare in vantaggio e chiudere la partita. E poi andare a fare questa finale“.

 

 

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