Dionisi, quando il… giallo si combina col gol (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Per il bomber del Frosinone non c’è un problema di condizione fisica: “Dobbiamo essere più leggeri mentalmente”
Dionisi, quando il… giallo si combina col gol
Le ammonizioni però gli pesano: “Non tutte sono state giuste. Ma quando le prendo, quasi sempre segno”

 

FROSINONE – Dieci gol con la lode nel mirino, ruolo attaccante-assistman-uomo squadra. Praticamente a tutto campo. Avete presente Federico Dionisi sul campo? Un ‘rompi’ di first quality, come dicono gli inglesi. A volte tanto ‘rompi’ che qualche cartellino gli arriva gratis. Prendere o lasciare perché lui è la variabile là in mezzo. Capace di tutto. davanti ai taccuini è… un altro. Tranquillissimo, sembra l’amico con il quale si prende il caffè al bar. Le conferenze del Frosinone inaugurano una ‘finezza’: la prima domanda per lui arriva dalla finestra sui social.

Gli chiedono: quale squadra reputi più pericolosa tra Spal, Verona e Benevento per la promozione diretta? Dionisi è ecumenico: «Sicuramente tutte e tre ma come organico il Verona è più temibile. Ma c’è anche il Bari che sta recuperando». Di tutto e di più. Non c’è da stare allegri pare di capire.

A Perugia nell’economia di un risultato comunque positivo ha pesato la solita mancanza di cinismo. «Possiamo ancora migliorare – dice l’attaccante reatino – anche se mancano 14 partite, sembra strano ma è così. A Perugia abbiamo iniziato benissimo facendo gol e collezionando diverse occasioni, poi come ci capita ultimamente ci facciamo condizionare dal combinato disposto di risultato e classifica. E ci abbassiamo. Dovremmo cercare di eliminare proprio quelle due variabili che si innescano. E’ quello l’errore più grande perché un certo tipo di prestazione, che comunque è nelle nostre corde, va tenuta il più possibile per 90’. E solo al fischio finale potremo guardare la classifica e i risultati degli altri. Solo così possiamo fare meglio. Siamo una squadra matura, anche difendendoci abbiamo vinto 4 volte per 1-0. Diciamo – ironizza Dionisi – che ci piace soffrire. Ci rifaremo contro il Cittadella, proveremo a migliorarci».

Ogni partita è a sé. Figurarsi se è il caso di fare un raffronto tra l’andata e il ritorno con il Cittadella, prossimo avversario lunedì sera. A Cittadella dove il Frosinone svoltò nel quadrante positivo dopo un inizio sull’altalena, reduce come era da due sconfitte di fila e dal pareggio casalingo con il Pisa. Era un momento-no, il contrario di quello attuale. Dionisi è pragmatico: «E’ importante tornare alla vittoria. Dopo un buon pari bisogna sempre ripartire e c’è la fortuna di giocare in casa ed ottenere il massimo. Non pensiamo quindi all’andata. Questa sarà un’altra partita, lo dobbiamo sapere. Altri momenti per tutti, noi e loro». Tradotto: iniziano ad arrivare le partite che valgono doppio.

Ma c’è un allarme legato alla condizione fisica per il Frosinone? Dionisi ribadisce: «Assolutamente no. Perugia non fa troppo test, se vogliamo riandare all’ultima partita. Perché al ‘Curi’ c’era in campo gente che ultimamente aveva giocato poco. Ma anche gli stessi che avevano giocato con una certa continuità stavano pagando qualcosa. Io stesso ad esempio, Krajnc, Terranova, Maiello. Però, a conferma che la condizione non c’entra, negli ultimi 15’ abbiamo rialzato il baricentro. Quindi il fatto che c’eravamo un po’ seduti era dipeso dal solo fattore mentale che ho spiegato in precedenza. Noi i 90’ nelle gambe li abbiamo, stiano tutti tranquilli. Facciamo gol, poi siamo consapevoli di avere una fase difensiva solida e magari rischiamo o, come a Perugia, di subire il pareggio. Dobbiamo cercare di andare oltre, fare la partita per 90’».

E il Cittadella come si affronta? «Giocano alla stessa maniera da circa 2 anni. Conosco diversi di loro, non si snatureranno nel venire al Comunale. Per me non serve vere fretta e frenesia».

Dalla parte del Frosinone finora c’è tutto: punti in classifica, media punti, fase difensiva migliorata sensibilmente, gioco a tratti spumeggiante. Ma il tifoso dà l’impressione di volere di più: «Forse non vincere le partite con un risultato roboante non dà l’impressione di quanto bene stiamo facendo ma se poi si analizzano bene i dati la stagione è strepitosa. Noi abbiamo una grande fase difensiva e se non prendiamo gol, nel girone di 90’ uno lo facciamo. E allora guardiamo all’obiettivo, senza farci distrarre. E’ giusto che i tifosi si facciano mille domande, noi  dobbiamo camminare dritti senza lasciaci condizionare».

Dionisi ha un record, i gol. Ma anche un altro, le ammonizioni: «E’ una cosa che mi infastidisce un po’. Non penso di aver meritato 12 ammonizioni. Non penso siamo giuste. E non penso che sia un discorso così importante. Penso invece che potrei stare zitto tante volte. E non penso che è una cosa che faccio apposta anche se è un mio grande difetto. E penso anche che nella maggioranza delle volte che ho rimediato un cartellino ho fatto gol. Ma non voglio riposarmi per squalifica. Da qui alla fine so che bisognerà stare attenti a tutti i particolari e questo lo è».

Il Frosinone andrà in campo lunedi sera a chiusura della giornata. Con i risultati delle dirette rivali e la nuova classifica ben chiara: «Potrebbe essere un vantaggio o uno svantaggio. Ma se vincono tutte potrebbe lo stesso essere un vantaggio perché vai campo ancora più deciso e determinato. Oppure che ne dite? Forse sarebbe meglio spegnere la televisione sabato e domenica e non leggere niente? E’ impossibile… Noi dobbiamo pensare che è importante ma non è decisiva».

 

Foto: copyright Mario salati, per gentile concessione dell’autore

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