La profezia di Marino: «Vincere per giocarci la A col Verona» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Il tecnico del Frosinone annuncia qualche cambiamento e ringrazia Stirpe: “Ci è stato molto vicino in questi giorni”
La profezia di Marino: «Vincere per giocarci la A col Verona»
Si toglie i sassolini dalle scarpe: “Non ho letto nulla. Ma chi ci critica ora lo ha fatto anche durante l’anno”

 

Se tanto ci dà tanto, il buongiorno si vede dal mattino. Scherzi a parte, la conferenza stampa pre-Ternana durò 8’ scarsi, il risultato lo sappiamo tutti; la conferenza stampa che ha fatto da prologo alla gara di martedi con lo Spezia è durata il triplo. Chissà, potrebbe non essere un caso. A fronte di tante parole magari anche il finale potrebbe tornare a sorridere ad un Frosinone che ha bisogno come il pane di qyesti tre punti.

Anche Pasquale Marino sente il momento. Anzi lo nota: «Mi fa piacere, la sala stampa è piena e quindi significa che siamo in… un buon momento. Pensavo però – e qui tira fuori un sassolino dalla scarpa – fosse più normale il contrario, quindi vedere tanti cronisti nel momento migliore. Come ne usciamo da questa situazione? Bisogna uscirne con la serenità giusta. Tutte le squadre hanno avuto momenti difficili, tranne la Spal. Noi lo stiamo vivendo più vicino alla fine del campionato, probabilmente il nostro errore è non essere riusciti ad approfittare del momento negativo delle altre e non aver messo tra noi e loro una distanza di sicurezza. Visto però che ora siamo fuori dalla promozione diretta, l’unica cosa che dobbiamo fare è giocare sereni, sbarazzini, con la giusta spavalderia. Dobbiamo reagire con la testa – detta la sua ricetta Marino – senza timore di giocare la palla perché non siamo una squadra che va in campo senza imporre il proprio gioco ma lo ha sempre fatto con la serenità mentale che ci ha permesso di svilupparlo nel modo migliore».

E come ci arriva il Frosinone a questo appuntamento, o meglio con quale tipo di lavoro visti i tempi fortemente ridotti? «Cosa abbiamo fatto? Passeggiate – ironizza Marino – No, piuttosto abbiamo lavorato sugli errori. Ma ripeto: l’aspetto mentale è fondamentale, aiutandoci tra di noi possiamo farcela. Ed è anche un bene giocare subito perché non restiamo a pensare troppo sull’ultima partita».

Intanto il solito bollettino medico: «Si è riaggregato al gruppo Crivello, mancherà ancora Kragl. Ma dovremo verificare domattina alcune situazioni di giocatori che potrebbero aver pagato eccessivamente lo sforzo. La formazione dipenderà dalle condizioni di tutti, qualcosina potrebbe cambiare. In queste ore abbiamo potuto fare davvero poco sul piano fisico se non lavoro di ‘scarico’, valuteremo gli effetti martedi mattina».

Ma il Frosinone che percentuali ha di riagganciare il primo treno per la serie A? «Io credo che ci sia ancora tempo per ritrovare la strada maestra. Se facciamo quello che sappiamo fare arriveremo a contenderci la serie A con il Verona».

Arrivano le note dolenti. Fisicamente  I gol presi da Bari in poi (quasi tutti simili, ndr) sono dipesi da errori individuali o da un problema di natura tattica? Marino va oltre, i panni sporchi ha preferito lavarli in famiglia: «Per quanto riguarda i gol presi, evidentemente abbiamo commesso degli errori che non sono stati solo dei difensori. Ci sono stati episodi in cui si è verificato l’errore di piazzamento, in cui eravamo messi male. Non dimentichiamo che in 14 partite abbiamo preso 9 gol e in 2 partite 5 reti: il problema c’è, qualcosa abbiamo sbagliato evidentemente».

La risposta del gruppo c’è stata. E Marino la sottolinea: «Sia chiaro: noi abbiamo voglia di rialzarci e sono fiducioso. E orgoglioso di allenare questo gruppo, orgoglioso di quello che abbiamo fatto finora. L’importante è andare sempre a testa alta. Il ritiro è stato anticipato per curare tutto nei minimi particolari. Ma una cosa mi sento di dire: con le sconfitte in queste due partite è sembrato di perdere contro noi stessi. Adesso i primi a voler dare le risposte sono i giocatori. La società ha trasmesso alla squadra la serenità giusta per affrontare questa parte di campionato senza fardelli sulla testa. Abbiamo voglia di ripartire tutti insieme».

Le voci, anche le contestazioni e quanto si è scritto da più parti lo lasciano sereno. Semplicemente perché Marino ha preferito fare altro che leggere: «Non debbo condizionare le opinioni di nessuno, è normale che quando ci sono periodi negativi si facciano delle deduzioni ma l’importante è che non si vada oltre. Noi dobbiamo orientare le opinioni della gente con i fatti e non con le chiacchiere – quindi tira fuori un altro sassolino dalla scarpa quando dice -: Abbiamo l’esperienza di capire chi è premeditato e chi meno. Personalmente non ho letto nulla: a me deve interessare andare avanti nel mio lavoro. Durante l’anno anche quando siamo andati bene si è sempre trovato modo di criticare, figuriamoci ora».

La presenza della società e del presidente Stirpe la ritiene un punto fermo nel raggiungimento dell’obiettivo: «La presenza di Stirpe è fondamentale. Ci è stato vicino dopo la partita, è stato con noi anche ieri sera (domenica, ndr. Imporrante avere la vicinanza della società ».

Una sbirciata alla classifica non fa fare salti di gioia, altro che critiche. Il Frosinone ha tappezzato la zona alta di punti regalati, alla faccia degli slogan: «A me interessa portare a casa risultato pieno martedi sera» liquida la pratica Marino.

C’è spazio anche per chi ancora non c’è, vale a dire Paganini. E probabilmente è un errore caricare di eccessivo peso il rientro di un ragazzo che ha subìto un intervento chirurgico delicatissimo e che ha comunque bruciato le tappe: «Se stiamo cercando di recuperare Paganini abbiamo le idee chiare su quello che dobbiamo fare, su chi dovrà lasciargli posto (potrebbe essere Matteo Ciofani, con ampie garanzie per il futuro perché il ragazzo merita a prescindere, ndr). Paganini credo che nelle ultime gare sarà a disposizione».

Ed eccoci allo Spezia, l’avversario di martedi pomeriggio: «Lo Spezia è in un momento positivo al di là della sconfitta con il Cesena. Sono stati contestati, poi hanno avuto la svolta di Verona. Una formazione che gioca con tanta intensità, ha molta qualità con gente del calibro di Piccolo, Giannetti e Granoche. Anche loro sono stati costruiti per vincere. Ma probabilmente noi con le squadre forti ci troviamo meglio perché si innalza il grado di attenzione. Ma dipende da noi, liberi mentalmente siamo in grado di farcela».

Gran finale: è una partita senza ritorno o no? «Partita fondamentale, non solo per il risultato ma perché ci deve far ritrovare la serenità giusta». Partita fondamentale perché solo vincendo si cambia verso.

 

 

 

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