La sferzata a tutto campo del presidente Stirpe (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Entra in conferenza e invita alla calma: “Chi vuole giocare allo sfascio sappia che in tal caso non sarò più della partita”
La sferzata a tutto campo del presidente Stirpe
“Ai ragazzi ho chiesto compattezza. La stessa cosa chiedo a tutto l’ambiente. Fiducia illimìtata a Marino”

 

Alla fine della conferenza stampa di Marino la presenza del presidente Maurizio Stirpe prende un po’ tutti di sorpresa. La sua è una lunga dichiarazione. Nella sala conferenza non vola una mosca. Stirpe sillaba le frasi. Complicato non comprendere il messaggio. Chi lo conosce da oltre 15 anni sa la benedizione ‘urbi et orbi’ c’è per tutti: «Ho deciso una mezz’ora fa di intervenire perché nei momenti positivi un presidente è bene che stia defilato ma nelle situazioni di difficoltà bisogna essere presenti. Perché quando le cose vanno male la responsabilità è in primis della società, del presidente e dei suoi stretti collaboratori».

«Non ci tiriamo indietro – spiega Stirpe -. Ma in questa occasione vanno puntualizzato alcuni aspetti, dei passaggi che debbono necessariamente essere tenuti in considerazione. La prima cosa che voglio sottolineare è che nessuno ha detto che saremmo arrivati primi o che avremmo chiuso il campionato 5 o 7 giornate prima del suo epilogo naturale. L’obiettivo della società è stato dichiarato sin dal primo giorno: quello di stare dalla parte sinistra della classifica per arrivare ad aprile e giocarci le ciance di promozione. Siamo in linea per poter competere a questo obiettivo. A partire dalla società, dalla struttura tecnica, i calciatori, i tifosi, gli addetti ai lavori ciò che emerge è la delusione di non essere stati capaci di aver dato continuità ai risultati. E invece siamo a 3 punti o a 4 punti dalla promozione diretta e in piena corsa per disputare i playoff da una posizione privilegiata».

«Per evitare di farci del male – e qui Stirpe invita tutti ad una serena riflessione – chiedo di tenere in considerazione questo aspetto. Detto questo, al Frosinone è successo quello che è accaduto al Verona nel girone di andata quando pensava di aver vinto il campionato. E’ successo alla Spal dopo la vittoria di Carpi. Ed è successo a noi. La Spal è stata più brava di tutti, si è ripresa. Il Verona è stato molto bravo. Noi stiamo lì, a metà del guado: possiamo far bene o far male. Faremo male – e qui il presidente lancia un altro messaggio – se non avremo l’appoggio della stampa, se non  avremo la capacità di gestire la depressione o esaltazione. Vorrei anche dire che non ho fatto sfuriate negli spogliatoi. Il ritiro l’ho ordinato per far riposare i ragazzi in vista di una partita importantissima. Poi aggiungo: nessuna distonia con il tecnico e lo staff. Fiducia in lui. Crediamo che Marino ci possa indicare la strada giusta. Qualora non dovesse avvenire fa parte del gioco. Ma la responsabilità sarà del presidente, dei collaboratori e in caduta a tutti gli altri».

Stirpe guarda anche oltre l’immediato: «Ragioniamo con una mentalità che vada oltre la gara con lo Spezia. Vogliamo essere messi nella condizione di giocarci le chances e lo possiamo fare se l’ambiente è quello giusto. La fiducia deve esserci anche quando le cose vanno male. Invito quindi i nostri tifosi ad assistere con grande serenità a queste cinque giornate».

E poi si rivolge probabilmente alla squadra: «Attenzione: il limite non ce lo dobbiamo costituire da noi, deve essere nella incapacità di fare delle prestazioni. Ma tutti dobbiamo aiutare la squadra. L’obiettivo finale sarebbe importante ma il calcio non finisce a Frosinone. In questi anni abbiamo fatto tante cose buone e tra queste lo stadio. Non possiamo giocare allo sfascio e chi vuole farlo sappia che io non farò parte di questa partita».

Anche per Stière c’è un passaggio che riguarda il possibile reintegro di Paganini. E il presidente spiega: «Paganini ha fatto benissimo ma non deve essere la panacea di tutti i mali. Il ragazzo disputerà un’altra partita con la primavera, in caso di risposte giuste sarà reintegrato con il Trapani«

In città, anzi sui social, si sarebbero sparse voci sulla presunta intenzione della società di non andare in A per problemi di completamento dello stadio: «A me piace rispondere con i fatti. Allo stadio ogni giorno ci sono centinaia di direttori dei lavori. Qualora ci fossero state delle difficoltà ve le avrei comunicate. Le difficoltà – e questo è il fatto nuovo – arrivano per le sinergie tra pubblico e provato e tra le quattro ditte che debbono interagire ma entro il 10 di giugno sarà tutto completato. E farò una conferenza stampa nella pancia dello stadio. Se non conviene andare in A? Beh, dico che siamo allo psicodramma: rispetto tutte le opinioni anche se non le condivido».

Infine un messaggio alla squadra, anzi il messaggio che ha detto alla squadra domenica sera: «Ai ragazzi ho chiesto compattezza. Di fare appello alle energie mentali e fisiche e all’unità di intenti. Io ho detto che sarò dalla parte loro, sempre. Ma dobbiamo invertire l’inerzia, sarà dura ma bisogna provarci innanzitutto per rispetto dei nostri tifosi».

 

 

 

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