Sammarco: «E adesso la finale Champions» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Il 19 maggio 1996 la beffa all’allora ‘Santa Colomba’: a volte ritornano per cancellare i fantasmi
Sammarco: “E adesso la finale Champions”
Il comasco: “Nel finale ci buttavano in quattro sui palloni”. Maiello gli fa eco: “Sarà una battaglia, tutto dipende da noi”

 

 

Protagonisti in campo, protagonisti nella zona mista. Paolo Sammarco e Raffaele Maiello, con Miko Gori, sono stati i dominatori della zona nevralgica del campo e quando le cose sembravano non filare per il verso giusto hanno saputo imbracciare la clava. «Ottimo primo tempo – ha esordito il centrocampista comasco – nel quale abbiamo sfiorato più di una volta il gol del raddoppio fino al momento del calcio di rigore. E forse proprio il penalty sbagliato ci ha fatto perdere qualche certezza che ci permettesse di gestire meglio la partita sul doppio vantaggio».

Onore e merito al Trapani che ha dato battaglia: «Loro sono ottima squadra davvero, lo dicono i punti che hanno fatto nel girone di ritorno». E in quell’assalto all’arma bianca della squadra di Calori sono riaffiorati i fantasmi che avevano sgambettato i sogni dei canarini già in altre occasioni: «Nel finale è chiaro che c’è stata un po’ di pausa, per difendere con le unghie il risultato ci siamo buttati in tre o quattro sui palloni vaganti».

Adesso il Benevento. A Benevento. «Sarà come una finale di Champions, una partita di grandissimo valore. Dipende da noi ora, non più solo dagli altri. Dobbiamo fare quello che facciamo sempre, le motivazioni non ci mancano».

Maiello inizia da dove ha terminato Sammarco: «Ora dipende da noi, ci attende una partita difficile ma sappiamo di dover tirare fuori un’altra grande prestazione. Oggi abbiamo sofferto nel finale ma va bene così. C’è stato anche il caldo che ad un certo punto ha fatto affiorare un po’ di stanchezza e allora in quei frangenti devi usare la testa. Ma siamo stati bravi». Spazio anche gli avversari. «Mi aspettavo questo Trapani, d’altronde hanno disputato un grande ritorno».

Alle spalle quel periodo buio senza il quale il Frosinone oggi starebbe festeggiando altro: «Abbiamo trascorso un periodo un po’ negativo, ora gira tutto dalla parte nostra e dobbiamo sfruttare questo momento. Il risultato comunque fa sempre tutto. Il Benevento? Ci aspetta una battaglia». Ma anche per loro non sarà una passeggiata di salute. Nel ricordo indelebile di quel 19 maggio 1996, 21 anni fa, quando il gol del sannita Barucci tolse di botto il sogno della promozione diretta in C1 e condannò ai playoff un Frosinone che poi non seppe ritrovarsi. A volte ritornano. Per cancellare quei terribili fantasmi.

 

 

 

Foto: copyright Mario Salati, tutti i diritti riservati all’autore

 

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