«La testa a Benevento, daremo l’anima» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Gli elogi di Marino: “Grande partita, poi è normale un po’ di apprensione dopo l’errore. Ma contava vincere”
«La testa a Benevento, daremo l’anima»
Per Dionisi solo affaticamento muscolare, sanitari all’opera. E il tecnico canarino ora spera nel Latina!

 

 

Un filo di sorriso sul volto. Provato ma soddisfatto. Marino vorrebbe già voltare pagina per pensare al Benevento tra sette giorni ma c’è la conferenza stampa. Che corre via liscia come l’olio. Miracolo di una vittoria che regala il sogno virtuale della serie A da terza in classifica. In serie B è accaduto solo nel campionato 2006-’07, quando il Genoa si piazzò alle spalle di Juventus e Napoli.

Il Frosinone è piaciuto anche quando ha sofferto. Anche dopo quel maledetto rigore sbagliato da Daniel Ciofani quando tutto è diventato all’improvviso più complicato: «Mi sembra anche normale – esordisce Marino – perché se non riesci a chiudere la partita, può capitare che la squadra avversaria cerchi in tutti i modi di riaprirla. Ma credo che al di là di un po’ di apprensione perché la posta in palio era altissima, il Trapani ci ha preoccupato solo nell’azione iniziata da Pigliacelli che ha portato al tiro parato da Bardi (ed alla successiva confusione in area, ndr)».

A dire la verità c’è stata anche l’occasione di Manconi dopo l’errore di Fiamozzi sul rimpallo a metà campo, ma lì Ariaudo è stato semplicemente fantastico a non attaccare l’uomo e mandare quindi in tilt il granata. Marino preferisce andare su un diverso terreno: «La squadra ha avuto un calo, è vero. Ma abbiamo fatto una grande partita nel primo tempo e all’inizio del secondo tempo, creando tante azioni da rete. E ci può anche stare che subentra un po’ di timore perché se pareggiavamo si complicava tutto e invece siamo ancora qui, con qualche settimana di speranza per arrivare direttamente in serie A».

Il peso di un successo a -2 dalla fine qual è? «E’ una vittoria importante per il morale e la classifica perché se finiva oggi il campionato eravamo promossi. Non siamo stati fortunati a chiuderla prima. Ma ora pensiamo al Benevento: andremo a giocare al massimo, è una partita determinante e lo sappiamo».

A Benevento monta la rabbia per le espulsioni di Chibsah e Lopez nella partita di Ascoli: «Il clima? Dobbiamo essere bravi, siamo una squadra matura. In questa fase tutte le squadre si giocano gli obiettivi. Ed è normale che daranno tutto contro di noi. Ma non dimentichiamo che si va a giocare undici contro undici. Bisogna solo pensare a prepararla al meglio, con l’attenzione giusta».

Il cambio di Dionisi ha fatto preoccupare. Marino mai e poi mai avrebbe rinunciato all’attaccante principe se non avesse avuto la percezione che qualcosa non stava filando per il verso giusto nelle condizioni fisiche del ragazzo che è anche in diffida: «L’ho cambiato solo per affaticamento alla gamba e al polpaccio». Cosa da poco? Tutto da verificare in settimana. E lo staff medico è già al lavoro.

Ma è stata davvero la partita che aspettava di giocare? La partita che  aveva preparato in settimana? «E’ stata la partita che… se fai due a zero ci permette di continuare a giocare diversamente. Poi chiaramente, se sbagli, subentra poca lucidità. Ma l’approccio è stato da grande squadra, abbiamo creato i presupposti per fare gol con una partenza decisa. Mi piace sottolineare l’atteggiamento positivo nonostante stessimo giocando una partita che ci portava a giocare la promozione diretta anche se poi il Verona ha vinto. Ora l’unica possibilità che ci resta è continuare a fare il pieno. E dare l’anima a Benevento».

Si è rivisto in campo Matteo Ciofani, dopo oltre due mesi: «Matteo è da un po’ che non gioca, quando Crivello ha detto che non ce la faceva più è entrato, con Fiamozzi passato a sinistra. Ha fatto bene, subito nel clima partita».

Una sbirciatina anche al Perugia che al momento è staccato di quei 10 punti che non danno spazio alla disputa dei playoff. Perugia che nelle prossime due partite affronta due squadre che non hanno nulla da chiedere come il già retrocesso Latina e la Salernitana fuori dall’obiettivo playoff. Latina e Salernitana che per motivi identici sarà probabilmente impossibile vederle buttare l’anima in campo sapendo che di un loro risultato positivo potrebbe beneficiarne il Frosinone. Marino spera invece, bontà sua: «Oggi il Latina ha dimostrato il contrario, stava anche vincendo a Brescia. Segnali di brande professionalità. Credo che faranno il loro dovere davanti ai loro tifosi. A noi invece interessa farlo per nostro conto». Forse è meglio la seconda ipotesi. Vincere e chiudere i giochi. Curiosamente ancora con il Perugia, tre anni dopo, c’è l’occasione per lasciarli con un pugno di mosche in mano.

 

 

 

Foto: copyright Mario Salati, tutti i diritti riservati all’autore

 

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