Coratti, il prof. Rhythm and Blues’ (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Fumo di Londra? Macché? Al contrario del celebre film di Alberto Sordi dove il protagonista cerca in tutti i modi di perdere la sua italianità, qui parliamo di italian-style all’’ombra del Big Ben. Che porta anche il marchio ciociaro del professor Costantino Coratti, ‘fitness coach’ nella nutrita e agguerrita pattuglia made in Italy del coach Antonio Conte che, alla guida del Chelsea del magnate russo Roman Abramovich, comanda la Premier League. Il campionato inglese non si ferma praticamente mai – – al contrario dell’’Italia – e mercoledì i Blues hanno vinto 1-0 in casa del Sunderland con un gol di Fabregas, portando a +6 il vantaggio sui cugini dell’’Arsenal che nell’anticipo di martedì le avevano prese dall’Everton che in casa ha vinto in rimonta a 4’’ dalla fine grazie alla rete di Williams. Prossimo turno, per il Chelsea, il derby di Londra contro il Crystal Palace e ci sarà da scommettere che la formazione di Pardew venderà cara la pelle contro gli illustri cugini.

DALLA CIOCIARIA AL TETTO DEL MONDO – Ciociaro dell’Anitrella, popolosa frazione di Monte San Giovanni Campano, il professor Coratti è l’’esempio lampante che la cultura del lavoro e il successo non conoscono confini. E si può arrivare ad allenare i muscoli di campionissimi del calibro di Fabregas, Hazard, Diego Costa piuttosto che di Courtois (strepitoso al 93′ nell’ultima partita vinta), Pedro o David Luiz solo ‘giocando’ con i livelli di professionalità, senza mai perdere la semplicità delle origini.

La sua storia calcistica parte sui polverosi campi di casa. E ci porta al mondo dorato della Premier Leuague passando per i successi con la Juve e per il calcio spettacolare con la Nazionale, il sogno spezzato su quei maledetti calci di rigore tirati a casaccio agli Europei.

Dicevamo del mondo della Premier League. Ma nel Regno Unito, patria del calcio, in barba alla Brexit, tutto è incredibilmente più bello e meno ansiogeno, fino alla National League, fino ai campionati minori. E’ tutto è anche semplicemente più normale, incredibilmente a misura d’uomo, precisamente senza esasperazioni.

L’INIZIAZIONE – Un esempio? Un giro per Londra, tutti da semplici cittadini del mondo. Perfetti sconosciuti a loro  agio. Provate invece ad immaginare ad un calciatore, un allenatore in Italia, magari a… Napoli, a Roma, Milano piuttosto che Firenze: presi d’assalto. Un altro esempio? L’arrivo al Chelsea. Carlo Ancelotti che, da quelle parti c’è stato, lo ha anche raccontato nel suo libro. E così il buon Costantino, ragazzo di una semplicità unica che sconfina nella assoluta discrezione, ha pagato lo scotto del noviziato: cantare in piedi, su una sedia, davanti a tutto il ‘mondo’ dei Blues. Toccò ai nuovi, ma lui per la vergogna pare… non ricordi nemmeno cosa davvero cantò quella sera di luglio.

IL CUORE BATTE TRA MILLE COLORI – E l’impatto la megalopoli britannica? Multicolore, esattamente come i colori che identificano le 11 linee della mitica ‘subway’ londinese. Impatto buonissimo, un normale adattamento. Prima la vita in albergo, in centro. E poi un appartamento tra Chelsea e Fulham, a Battersea Reach. La famiglia, moglie e tre figli, in Italia, in Ciociaria. E se gli chiedi quanto gli mancano, gli occhi brillano. Ed è normale. Ma è giusto un attimo. Perché la sua vita di giramondo del calcio lo ha portato un po’ ovunque, in Italia. E il distacco dalla famiglia fa parte del ‘gioco’: tutto si fa per la famiglia. A Natale, visto che in Inghilterra si gioca il 26 e il 31 e poi anche il 4 e 8 gennaio, la famiglia lo raggiungerà a Londra. E sarà tutto più bello.

LA GIORNATA-TIPO – E’’ l’’esatto contrario di quello che si può immaginare per un club italiano, almeno per la stragrande maggioranza. Dove dopo l’’allenamento, se non parliamo di 5-6 club che vanno per la maggiore, tutti fanno rombare i motori e scappano via.

Il professor Coratti, ogni mattina, come un normalissimo pendolare, si mette alla guida della vettura messa a disposizione dal club e percorre i 25 chilometri che separano la sua abitazione dal centro sportivo del Chelsea, a Cobham. Alle 8.30 tutti fanno colazione insieme anche se non è obbligatorio. Ma evidentemente la società e mister Conte ci tengono. E’ un modo per iniziare a condividere tutto della giornata-Chelsea. La giornata-modello del professionista del calcio. Poi il meeting tecnico dello staff guidato da mister Conte. Quindi il meeting con la squadra, con l’’analisi di tutte le situazioni emerse in gara e nelle riunioni precedenti. E a seguire l’’allenamento. Rigidamente in inglese. Perché la lingua a Londra si impara… sul campo e poi magari si perfeziona a scuola.

Tutti a casa dopo la doccia? Nemmeno per scherzo. Si pranza tutti insieme per cementare il gruppo. E dopo pranzo, mentre i giocatori alla spicciolata tornano a casa o si sottopongono a sedute supplementari, lo staff svolge lavoro d’’ufficio: valutazione dei dati e impostazione del lavori dei giorni successivi. Alle 17, all’esatto modo di un impiegato della City, il ritorno a casa. Vita sociale? Se capita, perché quella giornata di lavoro –- sia sotto il profilo fisico che mentale – fiaccherebbe anche un toro. Ma al Chelsea non c’è spazio per le pause.

FISICITA’’ E FORZA, SONO INGLESI – E la differenza tra il calcio vissuto fino a ieri e quello inglese? E’’ quello che abbiamo sempre visto in tv o dal vivo quando ne è capitata l’’occasione: in Italia la tattica è la regina incontrastata, nel Regno Unito la fisicità ha il ruolo preponderante. Nonostante il fior fiore di tecnici italiani, dal primo Ranieri arrivando a Conte, che ormai sono parte integrante del modello-inglese. E’’ una questione di cultura, si dice. Pane per i denti del professor Coratti, eccellente preparatore atletico e sempre all’’avanguardia con le metodologie.

MAI DIRE HOOLIGANS – I tifosi? Quelli del Chelsea in brodo di giuggiole, non urlano contro ma cantano a favore. Non ci sono gruppi organizzati, piuttosto la tifoseria è, se si può dire, organizzata spontaneamente. Ed anche il modello-hooligans nel perimetro del Regno Unito è un mondo del tutto sconosciuto. Negli stadi inglesi il comune denominatore è la civiltà e questo dovrebbe anche far pensare alle barriere che un tifoso benpensante deve superare per assistere ad una partita in Italia. Probabilmente, c’’è da credere, il deterrente Oltremanica funziona.

IL CAMMINO DEL CHELSEA – Oggi il Chelsea domina il campionato più ricco del mondo ma in avvio ci sono stati dei problemi: la sconfitta col Liverpool, il ko pesante (3-0) nel derby con l’’Arsenal, l’uscita dalla Capital One Cup per mano del West Ham. Prima e dopo un soliloquio Blues. Conte ha saputo sistemare in corsa modificando qualcosa sotto il profilo tattico. Ma il tecnico leccese vuole la perfezione. Coratti e gli altri componenti dello staff sanno benissimo qual è l’’obiettivo. Grazie ad un gruppo di giocatori disponibili, una multinazionale del calcio unita sotto la maglia del prestigioso club londinese. Che ha festeggiato il successo sofferto ottenuto lo scorso 11 dicembre in casa sul West Brom grazie ad una rete di D. Costa a 15’’ dalla fine. Impazzendo letteralmente di gioia dopo il 4-0 sullo United di Mourinho e dell’’ex pupillo Pogba. Mercoledì sera la paratona di Courtois al 93’’ ha messo sotto ghiaccio tre punti per la prima fuga.

Se sarà per la vittoria? Presto per dirlo, di sicuro non è fumo di Londra….

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