La ‘Frosinonite acuta’ del ds Goretti (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Il dirigente umbro il giorno della partita al ‘Curi’ sotto processo a Cremona per presunte scommesse nel tennis
La ‘Frosinonite acuta’ del ds Goretti
Sulla classifica incombono segni ‘meno’. Anche l’Avellino e Castaldo rischiano da domani davanti alla Procura federale

 

Punto bagnato, punto fortunato. Con quella spruzzata di rimpianti perché il Frosinone di Pasquale Marino ha abituato a ben altro. E se contro il Verona proprio da questo spazio solidità ed equilibrio erano state esaltate in attesa di un auspicabile dose di cinismo, dopo Perugia – dove i canarini hanno ottenuto il 20° punto esterno della stagione – si resta ancora in attesa del cinismo. E cioè che la squadra di Marino decida di chiudere le partite per non inficiare alla lunga le percentuali di equilibrio e solidità.

Sembra un gioco di parole ma non lo è. Il pareggio al ‘Curi’ in una serata english-style ci può stare, quello che lascia perplesso è invece l’atteggiamento della rimodellatissima squadra giallazzurra che dopo 15’, esattamente 1’ dopo la rete di Kragl, ha deciso di aspettare gli avversari al varco. Lasciando all’unica offensiva dei restanti 65’ – al 7’ della ripresa – sprecata sul sinistro di Mokulu, il tentativo di chiudere i giochi. Dai e dai, se ti schiacci, il gol lo prendi.

 

SODDIMO E LA DIFESA DI… SCORTA – I cinque cambi più il sesto forzato (Zappino per Bardi) sono stati positivi se la leggiamo in un senso: Marino ha dato la possibilità anche a parte della rosa di giocare e di crescere quanto a condizione. Ma il peso della rinuncia a Soddimo (Monaco meritava il rosso ma è il giallazzurro ad aver riportato la peggio) si è sentito (non solo) sulle spalle di un centrocampo nel quale Maiello – una sorta di Dioscuro dell’attrezzatissima banda giallazzurra – ha fatto più fatica del solito perché la dinamicità di Gori e Kragl era espressione di assoluta quantità e meno qualità.

L’impiego di Matteo Ciofani nuovamente nel pacchetto di arretrato non scopre il fianco a perplessità. Piuttosto ad una considerazione: il fratello junior è diligente, si muove ormai con l’elastico, è anche in forma. Ma come si debbono sentire Pryyma (al palo dopo gli errori di Vercelli e Chiavari dove entrò al posto di Brighenti) e Russo (al palo da Brescia, secoli fa) che sono difensori centrali di ruolo nelle caratteristiche?

 

IL NERVOSISMO DI GORETTI PARTE DA… CREMONA – Mentre brinda al pareggio il Perugia che se avesse perso sarebbe sprofondato in una crisi dagli esiti imprevedibili, urla e strepita il suo direttore sportivo Goretti. Che, non ce ne voglia, ormai soffre di una sindrome probabilmente incurabile, la ‘Frosinonite acuta bilaterale somatizzata’. Si inalbera solo quando c’è il suo avversario preferito in maglia giallazzurra. Come il toro quando vede rosso. Lui vede la scritta Frosinone e va a ruota libera.

Il ds lo scorso 28 febbraio, qualche ora prima che andasse in scena la partita del ‘Curi’ era stato protagonista, comunque assente al pari degli altri due imputati i tennisti Starace e Bracciali, del processo penale per associazione a delinquere finalizzata alla frode internazionale nel circuito di tennis (dal 2007 al 2011). Che si sta svolgendo dallo scorso 11 ottobre 2016 presso il Tribunale di Cremona. Lunedì scorso l’udienza (la prossima fissata il 28 marzo) è stata dedicata alle perizie informatiche, ai presunti contatti su Skype tra i protagonisti della vicenda.

La parte più succosa deve ancora arrivare. Una storia lunga – che parte dall’inchiesta 2014 e che ha visto già tre patteggiamenti – che probabilmente finirà in una bolla di sapone (se così non fosse, di fronte ad una condanna ci sarà la trasmissione degli atti alla Procura Federale che ha aperto già il fascicolo) considerando anche i precedenti nel ramo calcio scommesse. Ma che fa capire comunque da dove avesse origine il nervosismo del ds perugino Roberto Goretti. Peccato solo che abbia notato solo lui il furto del Frosinone. Anche se c’è fonti bene informate dicono che il povero Roberto Goretti sia stato mandato davanti alle telecamere di Sky dal patron Santopadre.

Giusto per chiudere la questione, alla squadra di Bucchi comunque le randellate dispensate senza soluzione di continuità costano 4 squalificati. Sono i due centrali Volta e  Monaco, il terzino Belmonte e il centrocampista Brighi. Per sabato prossimo, un problema in più per il tecnico dei grifoni sul campo di Avellino (nono risultato utile per la squadra di Walter ‘Monzon’ Novellino). Lì, provando un po’ a dissacrare il momento, il no di Gucher ed anche quello di Cocco (che però segna con continuità in un Cesena che resta ai margini della zona playou) hanno portato fortuna.

 

CALCIOSCOMMESSE E PENALIZZAZIONI – Il secondo -1 per irregolarità amministrative (dopo quello del Benevento) è arrivato martedi sulla testa del Pisa. Per toscani e Latina si potrebbe arrivare a -4. Ma venerdì a Roma scatta il processo sportivo che vede deferito l’Avellino (per Modena-Avellino e Avellino-Reggina del 2014). Imputati anche alcuni sui tesserati (Castaldo e il patron Taccone) ed ex tesserati (Arini, oggi alla Spal), Izzo (ora al Genoa) e Pisacane (al Cagliari). L’Avellino è difeso dall’avvocato Eduardo Chiacchio, massimo esperto in materia di Giustizia Sportiva. Irpini appesi tra penalizzazione (3 punti a partita coinvolta) e squalifica (Castaldo) oltre agli altri ex che ora giocano altrove.

 

SPAL E LA PROVA DEL NOVE, IL CITTADELLA NERVOSO – Frosinone è ora braccato dalla Spal, il nuovo che avanza anche grazie ai cambi (ben nove) che il tecnico Semplici ha proposto a Salerno. E tra questi anche Zigoni e Giani, entrambi in gol. Mentre Pazzini ha ritrovato la via del gol e il Verona quella della vittoria. Batte ancora il passo il Benevento che sta attraversando la crisetta stagionale. Che è come l’influenza, non lascia esente nessuno. Bisognerà vedere questa volta ci saranno strascichi che i sanniti potrebbero portarsi dietro per qualche turno.

Il Cittadella, prossimo avversario del Frosinone lunedi sera, perde Scaglia per infortunio. Ma vince dopo aver rischiato l’infarto per il pareggio del Trapani al 90’. Ci pensa Iori che poi va a battibeccare con i tifosi, sostenuto anche da presidente e dg. Segno che il calcio qualche volta dà alla testa anche nella tranquilla Cittadella dove al massimo a poter dare problemi fino a lunedi sera poteva essere un ‘bianchetto’ con la vodka. Un pizzico di tranquillità sarebbe giusto ritrovarla, a cominciare dai diretti protagonisti. Promozioni e salvezza passano anche per questi fattori, che non dettagli. Come il punto bagnato di Perugia.

 

Foto: copyright Frosinonecalcio.com, per gentile concessione

 

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