Le Pagelle. L’attacco spara a salve, difesa sempre più ermetica

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

Dionisi uomo-squadra, fallisce però occasioni nitide. Daniel Ciofani rinvia ancora l’appuntamento
L’attacco spara a salve, difesa sempre più ermetica
Bardi passa dall’errore alla paratissima su Manaj poi è spettatore. Maiello, gran regia. Mazzotta superlativo

 

Bardi: rischia il ‘paperun’ in partenza con Manaj, forse a fargli tradire le reali distanze da palla e avversario è il sole e per fortuna che ci mette le gambe chiuse Krajnc. Poi è bravissimo a togliere le castagne dal fuoco a mani nude sull’unico vero tiro in porta del Pisa con Manaj, nei minuti iniziali. Palla velenosa all’angoletto, la devia in angolo a mani unite per non rischiare. Quindi assiste all’assalto infruttuoso dei compagni. Voto: 6

 

Terranova: seconda partita di fila e per lui è come una full immersion di calcio giocato visto il lungo distacco dalle partite ufficiali. Assegnare un giudizio al reparto difensivo opposto al vuoto pneumatico in maglia neroazzurra è esercizio complicato. Comunque per il siciliano gran tempismo in quelle rarissime occasioni che lo hanno visto protagonista attivo. Roba di frazioni di secondo. E la dice lunga… Anche se la sua testa e, a turno, quella degli altri centrali di difesa, nell’area avversaria avrebbe dovuto svettare con maggiore insistenza. Voto: 6

 

Ariaudo: giudizio e voto da classico ‘copia e incolla’ con il compagno di reparto. Con un’aggiunta, anche per non essere troppo telegrafici: non è facile tenere alta la concentrazione di fronte ad un avversario impalpabile. Bravo a non perderla mai. Forse per mandare in pezzi la Maginot neroazzurra serviva qualche sortita dalle parti di Ujkani vista anche l’assoluta inconsistenza degli avanti avversari. Voto: 6

 

Krajnc: lo sloveno rispetto ai suoi compagni si guadagna qualche rigo e pure mezzo voto in più per quella chiusura su Manaj in apertura di match. Bravo a non credere sull’anticipo di Bardi, bravo a continuare la diagonale, bravo a tenere le gambe attaccate sul tocco dell’albanese. Non perde mai la linea e quando gli arriva qualche pallone avvelenato da gestire, se la cava in maniera egregia. Tanto per non fargli mancare un appunto, con quella fisicità non avrebbe sfigurato a fare a sportellate tra Milanovic e Del Fabro. Voto: 6,5

Fiamozzi: spinge fino a quando ne ha dentro di benzina alla massima percentuale di ottani. Zammarini quando si defila togliendosi dal compasso di Sammarco non lo mette mai in difficoltà, l’azione sulla fascia destra ha solo un verso, quello del giallazzurro che si insedia nella metà campo avversaria. Ma serviva anche da lui qualcosa in più, la capacità di aggiramento in velocità di una difesa bloccatissima che iniziava dalla linea di centrocampo. Voto: 6

(dal 39′ st M. Ciofani): è uno dei cambi cosiddetti ‘conservativi’. Una garanzia di tenuta nel finale che può sempre esporre il fianco a qualcosa di spiacevole Voto: ng

 

Sammarco: stravince il duello in mezzo al campo con Zammarini ma per lui troppi palloni gestiti in orizzontale e poche verticalizzazioni. E su quei tagli continui ad uscire dal fondo un giocatore con le sue caratteristiche non deve mai perdere l’appuntamento. Evidentemente la fitta ragntaleta di Gattuso gli ha fatto perdere la solita precisione e brillantezza. Voto: 6

 

Maiello: grande padronanza delle due fasi. L’immagine della prestazione del napoletano si può racchiudere nei 50 metri di campi corsi a ritroso per chiudere un avversario partito centralmente. Lo spirito del combattente in un talento vero. Peccato che le alchimie tattiche di questo 3-5-2 non riescano a liberarne le qualità dalla metà campo in su. L’ammonizione forse non c’era ma fa bene a compiere quel falletto in quella parte del campo in quell’esatto frangente di partita. Voto: 7,5

Soddimo: il piede è sempre sopraffino ma la sua classe innaturata non permette di trovare il ‘pertugio’ libero nella granitica difesa del Pisa, la migliore del campionato ma non con questi interpreti. Ha la possibilità di pennellare assist dalla bandierina, ben 6. Ma anche quello che è un vero e proprio schema stravolta non ha funzionato. Il duello con l’ex avellinese Angiulli e con l’ex Di Tacchio assume anche connotati di grande agonismo, bravo a tenere i neuroni ben controllati. Voto: 6

(dal 37′ st Kragl): nell’ordine è il cambio solo ‘conservativo’. Non cambia di una virgola quello che sta succedendo in campo, nessuna ‘scannonata’ delle sue. Voto: ng

 

Mazzotta: una spina (e una spinta) costante nel fianco destro del Pisa dove lo soffrono per almeno 80′. Fa cose bellissime, peccato che nessuno ne raccoglie i frutti. Golubovic va in tilt spesso e volentieri. Cresciuto in maniera esponenziale. Voto: 7

 

D. Ciofani: sono due mesi che non fa gol. Per un attaccante di quelle potenzialità quel ritardo il vero dato che fa parlare di crisi dell’ariete giallazzurro. In avvio di primo tempo confeziona un pallone d’oro in coppia con Dionisi, la conclusione è da dimenticare perché c’era Soddimo solo soletto. La replica a meno di 5 metri da Ujkani non può essere la sua… Poi è encomiabile perché difende anche con l’anima ma non basta. L’obiettivo adesso è rompere il ghiaccio con il Verona. Voto: 5,5

(dal 33′ st Mokulu): primo dei cambi ‘conservativi’ ma alla fine produce qualcosa di meno della conservazione. Fa rimpiangere inevitabilmente Daniel Ciofani. E pure Cocco che non c’è più. Voto: ng

 

Dionisi: tra i migliori nel campo giallazzurro ma deve lucidare il mirino e pure rapidamente perché si vince soprattutto con i gol suoi e del gemello Daniel. Tanto gioco, tanto campo solcato, tanto sudore e sacrificio. Ma serve più razionalità e lucidità nelle dinamiche ai 20 metri dalla porta avversaria. Porta a spasso un po’ tutti ‘random’ ma contano soprattutto i gol, che non sono arrivati. E lui quando non fa gol si irretisce. Voto: 7

 

Foto: copyright Frosinonecalcio, per gentile concessione

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