Il Frosinone all’assalto della Torre (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

 

A Pisa (ore 15) per rispondere alla vittoria del Benevento e godersi in tranquillità Verona-Spal di lunedi
Il Frosinone all’assalto della Torre
Toscani senza 6 titolari ma servono grande attenzione, guardia altissima e il ritorno al gol pesante di Daniel Ciofani

 

 

La Torre sta sempre lì che pende, metafora del momento per la squadra di casa. Il Frosinone vuole salire ancora più su senza soffrire di vertigini per lanciare dall’alto l’ennesimo ruggito al campionato che ha proiettato provvisoriamente il Benevento a -1 dai canarini e pone 4 squadre nel giro di 4 punti. Pisa-Frosinone di domenica pomeriggio (ore 15, fischia il signor Ghersini di Genova) è anche in questa immagine un po’ suggestiva. All’Arena Garibaldi la squadra di Marino arriva con circa 400 tifosi al seguito e per allungare le mani sulla quarta vittoria consecutiva che servirebbe a tenersi  stretti il primo posto a prescindere dalla coda di lunedi sera al ‘Bentegodi’. Ma chi pensa ad una passeggiata di salute, sbaglia.

In effetti non lo pensa nessuno, almeno dalle parole dette in settimana e da Marino in conferenza stampa. Di fronte c’è un Pisa con l’acqua alla gola, incerottato e in emergenza totale. Scosso anche da qualche polemica nei confronti delle piazza. Ma Gattuso vuole colmare le assenze chiedendo il massimo ai tifosi: l’ambiente sarà caldissimo. Per i canarini un avversario in più oltre alla tensione agonistica che i neroazzurri dell’ex Di Tacchio metteranno in campo per cercare di colmare il ‘gap’ differenziale che c’è con la capolista.

 

GLI AVVERSARI – Il Pisa, lo abbiamo detto, non se la passa bene praticamente da sempre, cioè dalla fine della stagione che l’ha riportato in B. La situazione dei neroazzurri è possibile paragonarla ad una medaglia con più facce. E così se la schiarita societaria – caldeggiata dall’ormai ex presidente di Lega, Andrea Abodi – con il passaggio dall’ex patron Petroni a Giuseppe Corrado ha permesso la prosecuzione dell’esercizio in corso, la stessa schiarita si può dire che non sia arrivata dal campo, nonostante tutto l’impegno che però mostra dei limiti di organico innegabili. Analogamente, la squadra di Gattuso viaggia nei bassifondi, a pari punti con il Vicenza che oggi disputerebbe i playout. Ma i numeri dicono che i neroazzurri sono in crescita: nelle ultime 4 partite recuperati 5 punti al Brescia, 4 al Vicenza, 3 al Latina e Ternana, 2 alla Pro Vercelli.

Squadra da prendere con le pinzette perché Gattuso sa caricarla a molla e sa che per salvarsi deve provare a vincere qualche partita. Contro il Frosinone mancheranno l’attaccante albanese Cani e l’attaccante esterno Masucci (salta la terza terza volta contro il Frosinone dopo le due con l’Entella, sarebbe stato un record) oltre al centrocampista Verna che sconta la seconda delle due giornate di squalifica. Ma ai tre squalificati si aggiungono anche i difensori centrale Lisuzzo e Landre e l’esterno sinistro brasiliano Lores Varela. Recuperati Avogadri e Tabanelli dovrebbero andare in panchina.

Formazione presto fatta con l’ingresso in difesa del giovane Crescenzi al fianco di Del Fabro con Golubovic a destra e Longhi a sinistra. In mezzo al campo Di Tacchio e Angiulli, fisicità a piedi buoni. Nella batteria di trequartisti Mannini, Peralta e Gatto alle spalle dell’ex pescarese Manaj che lo scorso anno fu un predicato di vestire la maglia del Frosinone.

 

AFFARI DI CASA – Marino e la sua ‘band’ viaggiano di gran carriera. Tutto sembra filare per il giusto verso. C’è anche l’abbondanza a dare la sua pennellata ad un momento importante. La squadra dopo la doppia sbandata tra Vercelli e Chiavari ha ritrovato se stessa. Ma proprio quelle due sconfitte debbono sempre indurre a pensare che non sarebbe stato male anche muovere la classifica al minimo. E’ un concetto sempre valido. Anche se in campo il Frosinone di questi tempi dà la concreta impressione di andarci sempre per vincere.

 

Dicevamo dell’abbondanza. Marino fa bene a battere il ferro quando è caldo. E cioè se la squadra dà risultati, gli avvicendamenti debbono essere gestiti con grande parsimonia. E domenica avvicendamenti non ve saranno rispetto alla gara vinta col Carpi. Il mercato ha indubbiamente portato valore in tutti i reparti, anche se le perdite di Brighenti e Paganini sono state pesantissime. Ci si attende che tutti tengano il motore acceso, a cominciare da quelli che stanno trovando meno spazio. Si vince in 23-24 giocatori e la dimostrazione che tutti abbiamo metabolizzato il messaggio deve essere settimanale.

Ci si attende obiettivamente di più dall’attaccante Mokulu: va capito se la sua versione in giallazzurro è più vicina al bomber decisivo dello scorso anno con la maglia dell’Avellino o quella che ha sofferto la prima parte della stagione attuale. Per ora Daniel Ciofani, a digiuno da quasi due mesi (esattamente dal 54′ di Trapani-Frosinone del 17 dicembre), si fa preferire perché non lesina mai fiumi di sudore su ogni zolla del campo. Ed è quell’atteggiamento a dover prevalere nuovamente all’Arena Garibaldi.

 

I PRECEDENTI – Quella di domenica a Pisasarà la 16.a volta tra le due squadre. L’ultima vittoria del Frosinone è arrivata nella semifinale di ritorno di Lega Pro, 2-1 al Comunale. Bilancio in perfetta parità: 5 vittorie per parte e 5 pareggi. Si inizia nella stagione 2004-2005 quando alla guida del Frosinone c’è Dino Pagliari, risolve Di Deo per i canarini. L’ultima volta fu al Comunale nella gara di andata, con Ujkani protagonista fino allo scoccare dell’ultimo secondo di recupero. Il Frosinone non vince all’Arena Garibaldi dal 1 settembre 2009, gol di Amerini, unico successo giallazzurro all’ombra della Torre pendente.

 

LE ALTRE DI SERIE B – Nell’anticipo di venerdi il Latina perde in casa (0-1) con il Novara e fa un piacere proprio al Pisa che rimane a +1 dalla squadra di Vivarini sulla quale pendono anche dei punti di penalizzazione.

Il Frosinone scende in campo di domenica (ore 15) e conosce già il risultato del Benevento che nel blocco delle partite del sabato pomeriggio ha vinto su rigore a 5′ dalla fine sul campo della Pro Vercelli sempre più con l’acqua alla gola. Vince anche il Bari sulla Ternana (3-1) ridotta in 10  e rientra nel giro playoff mentre lo Spezia dopo il doppio Granoche si fa agguantare dal Trapani al 90′, poi sfiora l’idea di un rigore in pieno recupero ma l’arbitro ci ripensa e i siciliani salgono a -5 dai playout. Il Brescia perde 2-1 a Carpi ma recrimina per due rigori non concessi, l’ultimo allo scadere.

A Salerno c’è ancora la firma dell’ex canarino Cocco   sull’1-1 del Cesena che impatta la rete iniziale di Minala. In questa partita anche un legno a testa per i due goleador. Colpo grosso dell’Avellino a Cittadella (3-1 in rimonta), pari a patta (1-1) tra Vicenza ed Ascoli e ancora pari (0-0) tra Perugia ed Entella. La giornata numero 26 si chiude lunedi sera con Verona-Spal che ora sono rispettivamente terza e quarta. Il Frosinone quella partita vorrebbe godersela seduto in poltrona dall’alto della tranquillità.

 

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