Il diktat di Marino: «Vogliamo la finale» (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Il tecnico del Frosinone tesse le lodi del Carpi: “Hanno ottima qualità ma anche loro dovranno preoccuparsi”
Il diktat di Marino: «Vogliamo la finale»
L’importanza della gara sotto il profilo tattico: “Non cambieremo sistema però abbiamo studiato degli espedienti…”

 

 

E’ il momento più decisivo della stagione. E quello che schiude le porte verso l’ingresso del Paradiso. C’è un posto per la serie A dalla porta di servizio. E ci sono quattro squadre. Pasquale Marino mantiene una calma imperiale. O forse dentro di sé sentirà anche ondeggiare ma non lo dà a vedere. In conferenza stampa sorvola come sempre sulla formazione. E probabilmente ha già risolto gli eventuali ballottaggi. Anche se Matteo Ciofani e Crivello a sinistra e Paganini e Fiamozzi a destra in linea teorica potrebbero ancora giocarsi la maglia da titolari. Perché a decretare forse la fine della stagione per Mazzotta è proprio Marino quando dà il bollettino medico: «Mazzotta non si allena e bisogna monitorarlo ma non conosciamo i tempi di recupero. Pryyma invece è fermo per un problema alla pianta del piede (fascite plantare?). L’altro problema che abbiamo avuto è quello relativo a Krajnc, mercoledi ha fatto il primo allenamento dopo che è stato un paio di giorni male». Non c’è da fare salti di gioia ma c’è di peggio nella vita.

Una sbirciata interessata agli avversari: «L’idea del Carpi è ormai nota. Da diversi anni giocano gli stessi, un percorso simile a quello del Frosinone. Hanno trovato più difficoltà di noi ma hanno un organico di qualità. Ora sono al completo ed hanno conquistato i playoff con uno scatto importante. E’ un avversario ostico. Giocano molto in verticale, fanno della velocità degli attaccanti il loro punto forte. Bisogna stare attenti quando siamo noi in possesso palla. Se sbagliamo sanno attaccare bene lo spazio. Quindi particolare attenzione alle coperture preventive».

Questo prelude all’utilizzo del trequartista? E magari alla riproposizione dell’assetto che il Frosinone impiegò con lo Spezia in casa? Non è dato sapere ma solo immaginare.

Le partite dei quarti hanno mostrato una squadra in salute. Anzi, due se consideriamo il Benevento. Ma anche due squadre che nei rispettivi finali (entrambe le gare sono terminate 2-1) hanno sofferto. «Non so se sia dipeso da un fatto nervoso o atletico. La testa è importante, lo sappiamo. Il Benevento e il Carpi quando hanno preso gol si sono fatte prendere da un po’ di l’ansia. La palla si è fatta più pesante. La rispettive partite sono state nelle loro mani per 70’, poi negli ultimi 20’ hanno rischiato tanto. Specialmente il Cittadella ha avuto tante opportunità Ma tutto sommato chi ha vinto ha meritato».

Riecco il Carpi, squadra scorbutica. Squadra che fa giocare male l’avversario. E il Frosinone, che predilige giocare al calcio, deve fare attenzione a questo aspetto: «Hanno un organico che gioca da tempo insieme. Ha un modo di stare in campo di pressare e ripartire bene. Ben strutturato dietro. Tra le semifinaliste è tra le più forti, rispetto a Benevento e Perugia. Hanno anche il giusto entusiasmo perché solo nella parte finale della stagione hanno avuto la certezza di fare i playoff. Ma anche in noi non manca l’entusiasmo. Dopo qualche giorno abbiamo ripreso a lavorare con la serenità necessaria. Sappiamo di aver fatto tanti punti ma ora si resetta tutto e bisogna dare tutti il meglio di noi stessi. Non dimentichiamo che nelle ultime 5 partite ne abbiamo vinte 4: se non stavamo bene non avremmo fatto quei risultati».

Accorgimenti tattici? No, grazie. Anche se Marino lascia trasparire qualche diavoleria tattica: «Non ci discosteremo dal solito assetto più di tanto, a prescindere dai numeri. Ma si possono allo stesso tempo creare degli espedienti nel sistema tattico per non far giocare il Carpi. Paradossalmente loro sono più pericolosi quando la palla la hanno gli altri. E allora devi farti trovare pronto. L’attenzione maggiore dovrà essere in questa fase, la qualità più importante è che quando riconquistano palla la danno in verticale sulle punte che scattano mille volte in una partita».

La prevendita di Carpi non decolla, la tifoseria giallazzurra accusa il colpo? Marino non ci crede: «Ieri (mercoledi, ndr) ho visto tanto entusiasmo, quello è importante. Magari se uno non si sposta è perché molta gente è impegnata al lavoro, poi c’è chi ha impegni di venerdi sera. Ma non credo che sia venuto meno l’entusiasmo. Da questo punto di vista c’è poco da dire al pubblico di Frosinone. Che ci ha sempre incoraggiato, per finire all’ultima partita di campionato con la Pro Vercelli quando sono stati eccezionali. Noi dobbiamo arrivare in finale, la chance di farlo davanti al nostro pubblico ci aiuterà».

Ma che partita giocherà il Frosinone? «L’unica cosa che dobbiamo fare è quella di non pensare a speculare e cercare di portare a casa il pareggio. Certamente dobbiamo stare attenti, accorti alle coperture di cui ho parlato. E continuare a fare il nostro gioco, quando si attacca lo si deve fare con criterio».

C’è un uomo playoff? O meglio, c’è il classico uomo in più in questi playoff? «Matteo Ciofani e Paganini sono due elementi freschi, giocatori in più sugli esterni. Ed è normale che avere due soluzioni in partite così ravvicinate è importante. Perché tra la prima e la seconda partita qualcosa si dovrà cambiare. Servirà l’apporto di tutti».

Timori del Carpi? «Di solito io sono abbastanza positivo. Nella stragrande maggioranza noi non temiamo niente. Abbiamo rispetto dei nostri avversari. Il Carpi lo scorso anno è arrivato fino alla fine, rischiando di salvarsi. Ma siamo consapevoli della nostra forza».

Quasi tutti gli addetti ai lavori danno il Frosinone favorito. C’è da fare gli scongiuri perché di menagrami in giro ce ne sono di tutte le specie. «Noi dobbiamo cercare di curare i dettagli al massimo e sfruttare il minimo vantaggio. Abbiamo dimostrato di essere una squadra forte nell’arco dell’anno. Ma di squadre forti ce ne sono state tante ed hanno giocato a nascondino. In tante erano come il Frosinone che è arrivata terza. La squadra che merita tantissimi applausi invece è la Spal, ha fatto cose eccezionali. Se ora ci danno favoriti vuol dire che siamo stati più costanti di quelle tante squadre che vanno dal Bari al Novara e arrivano a quelle che disputano i playoff. Peccato, un mese fa c’è stato qualche passaggio a vuoto ma ora ci siamo ripresi».

Ancora un’occhiatina al Carpi. Alla fascia sinistra, dove l’accoppiata Letizia-Di Gaudio è importante ad esempio: «Abbiamo cercato di coprire bene sugli esterni. Letizia è un giocatore di corsa e qualità. Ma in genere noi sugli esterni sappiamo come cercare di contenere. Dalla sua parte c’è anche Di Gaudio, è vero. Ma anche noi abbiamo le nostre armi». Della serie, chi colpisce prima. Infine un’occhiata interessata alla destra del Frosinone. «Fiamozzi e Paganini sono utili tutti e due. Serviranno entrambi». Seviranno tutti. Perché questo è il momento più decisivo della stagione.

 

 

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