Frosinone, orgoglio e qualità nella ‘bolgia’ granata (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

A Salerno (ore 20.30) si gioca l’ultimo spezzone della 39.a. I canarini ci arrivano per vincere, campani all’ultima spiaggia playoff
Frosinone, orgoglio e qualità nella ‘bolgia’ granata
Oltre 500 i tifosi giallazzurri al seguito. L’ultimo successo all’Arechi alla 1.a della stagione con Moriero

 

 

La possibilità di vincere il campionato contro la possibilità di accedere ai playoff. Primo maggio, ‘Festa del lavoro’, da consumare nell’arena bollente di Salerno, dove nessuno sulla sponda del Frosinone un mese fa pensava di doversi andare a giocare una fetta di promozione diretta. Per Dionisi & Compagni non ci sono ricorrenze santificate e ‘pagane’ che tengano: il campo, l’onore e la gloria chiamano in questo ennesimo Monday Night della serie B. E’ un’altra partita per uomini veri, come se non bastassero ancora, una partita senza ritorno sul percorso sempre costellato di trappole che conduce alla serie A.

Il Frosinone scende all’Arechi lunedi sera – terza festività di fila in campo dopo quella sfortunata di Pasquetta (con il Novara) e del 25 aprile (con lo Spezia) – sostenuto da non meno di 500 tifosi. Un bel carico di fede giallazzurra, un attestato incondizionato in un momento delicatissimo della stagione regolare. Arbitrerà Pasqua di Tivoli.

I granata di Bollini vorrebbero ancora tenere accesa la ‘speranziella’ di agganciare l’ultimo treno della extra-season, 4 punti più sopra ed attualmente nelle mani affatto salde dello Spezia. E quella contro il Frosinone è la loro ultima spiaggia. Quanto ai canarini l’obiettivo è duplice dopo la vittoria del Perugia che ha accorciato dal terzo posto: riportare a distanza di -8 i grifoni e mantenere il sale sulla coda del Verona che va in campo nel pomeriggio (in casa con il Vicenza). Per farlo ci sarebbe solo un modo: sbancare l’Arechi. Il Frosinone cinico ed anche un po’ fortunato che ha regolato lo Spezia è in grado di farlo. Sul prato dell’Arechi servirà qualcosa di più del 100% in fatto di concentrazione e precisione.

 

LE ALTRE DI SERIE B – La giornata appena disputata ha certificato che la Spal (74) con il pareggio in casa dello Spezia (55) deve rimandare la festa-promozione. Complimenti alla quasi neopromossa allenata da Semplici, brava a rialzarsi dopo il doppio ko con Frosinone e Avellino, che ci riproverà domenica 7 maggio in casa con la Pro Vercelli. Come detto, a tenere viva la fiammella della disputa dei playoff è rimasta solo la squadra di Bucchi. Anche se sulla rete del giovane Mancini, ex Primavera della Fiorentina, i piemontesi della Pro Vercelli (47) hanno reclamato per un fallo di mano. E’ imploso il Cittadella (sconfitto in casa 2-3 dal Cesena) che resta a -8 dal Frosinone a 57 punti.

E’ crollata, diversi gradini più sotto, anche la Virtus Entella (2-0 a Trapani, classifica ferma a 51 punti). Esce dalla zona playoff. Le due papere del portiere Iacobucci condannano anche all’esonero il tecnico Breda. Mentre i siciliani escono addirittura dalla zona rossa (44 punti). Curiosamente sia Breda che Iacobucci erano nel Latina che fallì la promozione in serie A e sembrano secoli e milioni di euro fa per i neroazzurri.

A proposito di Latina (35), i pontini di Vivarini fermati 0-0 in casa dall’Ascoli (45) non sono riusciti a bissare il successo in casa dell’Entella. Anzi solo un errore incredibile a porta vuota da parte di Cacia ha evitato il tracollo.

Il Benevento (55), a -10 dai giallazzurri, domani (ore 12.30) gioca in casa il derby con l’Avellino (45) e probabilmente Baroni rischia anche la panchina perché il patron Vigorito e il ds Di Somma un mese e mezzo fa pensavano ad ben altro. Il pari ad occhiali tra Ternana (40) e Carpi  (annullata una rete a Diakité per offside millimetrico) è un brodino per gli umbri. Ad oggi sarebbero retrocessi mentre la squadra di Castori (55) resta agganciata al treno. A proposito di fallimenti e delusioni, il Bari (52) non la sblocca in casa contro il derelitto Pisa (34) che resta ultimo. Colantuono rimarrà fino alla fine della stagione. Si fa avanti al suo posto un ballottaggio ampio tra Sannino, Vivarini, De Zerbi e addirittura Stramaccioni.

 

I PRECEDENTI – Il Frosinone deve battere anche la cabala. Perché a Salerno ha vinto solo una volta nei 9 precedenti, tra la vecchia serie C, la Lega Pro e la B. Fu alla prima giornata del campionato  2009-2010, squadra allora allenata da Moriero. I canarini si imposero 2-1. C’è una curiosità: Agostino Di Bartolomei – campione della Roma poi scomparso in circostanze drammatiche – firmò una doppietta nell’ultima vittoria (2-1) della Salernitana sul Frosinone nell’allora serie C Unica (1988-’89). Era il Frosinone allenato da Alberto Mari.

 

IMPERMEABILI – Non sarà un ambientino rose e fiori per il Frosinone. Tempo fa si innescò anche una polemica, partita dall’attuale ds granata Fabiani che prese di mira il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, reo a suo dire (…) di essersi dimesso il 17 marzo dal Consiglio di Lega di serie B (leggi qui il precedente del 20 marzo scorso, ‘Il ds Fabiani punta il dito su Stirpe ma il coraggio fa flop’) in maniera pretestuosa. I giallazzurri in blocco dovranno essere più impermeabili di una copertura in cemento armato.

Attenti a tutti i dettagli della serata, in campo e fuori. Anche perché il precedente del gol-non-gol dello Spezia – smascherato da un comunicato della società canarina che evidenziava un fuorigioco di anni luce nemmeno accennato dalle tv (di Stato e a pagamento) – significa due cose: che gli arbitraggi in B continuano ad essere scarsi ma che gli ‘occhi’ attenti delle televisioni quando si parla del Frosinone preferiscono non vedere e diventano improvvisamente meno attenti.

 

COME CI ARRIVANO E COME SI PRESENTANO – Il Frosinone è risalito sull’onda dopo due schiaffoni di fila e tre pareggi. Bisognerà capire se sarà così lunga da portare dritti all’obiettivo senza dover ricorrere a sforzi supplementari. Marino ha cambiato qualcosa nel 3-5-2, sistemando opportunamente la coperta in campo. Il tecnico però ha fatto capire che l’esperimento del doppio mediano e Sammarco liberato più avanti non è detto che si ripeta. Anche se l’eventuale impiego tra i granata di Rosina al posto di Sprocati potrebbe indurre ad una replica di quell’atteggiamento. C’è da dire che, in tutta onestà, Sammarco in quella posizione è apparso un po’ in difficoltà nonostante fosse maggiormente nel cuore dell’azione.

Marino però all’esperienza del comasco non ha mai rinunciato e non lo farà certamente ora perché Sammarco è il vero elemento di contrappeso per gli equilibri dei giallazzurri. La bellezza del calcio è unica perché ogni partita ha un significato a sé e quindi lunedi sera sarà una scoperta vedere il posizionamento della mediana del Frosinone. Sono intanto rientrati tra gli effettivi due ‘leoni’ della vecchia guardia, Matteo Ciofani e Luca Paganini. Il primo tatticamente inappuntabile e polivalente ha fatto sentire la sua mancanza perché Fiamozzi non ha potuto riposare mai, il secondo arma letale. Difficilmente ci saranno dal 1′. Ma sono due carte importanti. In campo dovrebbe andare la stessa formazione che ha vinto con i liguri di Di Carlo.

La Salernitana – che aveva cancellato tutte le paure dalla vittoria esterna in casa dell’Entella un paio di mesi fa – invece si presenterà in campo con il 4-3-3 consolidato di Bollini. Davanti a Gomis, Bittante e Vitale sono i terzini, Bernardini e Tuia i centrali. Ronaldo è il regista, Minala e Zito le mezze ali che abbinano corsa e quantità. In attacco il tridente composto da Sprocati (o Rosina perché l’ex perugino non sta benissimo), Coda (non segna da un mese e mezzo ma all’andata fece sfraceli al Comunale) e Donnarumma.

 

 

Foto: copyright Mario Salati, tutti i diritti riservati

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