‘Benito Stirpe’ e strada della discordia, le soluzioni ci sono

Giovanni Lanzi
Giovanni Lanzi

FrosinoneCalcio.Com

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

Il Tar di Roma decide il 24 ottobre? Il presidente Stirpe e l’avvocato Ceci si erano già espressi il 20 gennaio
‘Benito Stirpe’ e strada della discordia, le soluzioni ci sono
Serve tanto buonsenso per evitare di far ridere l’Italia. E penalizzare ancora gli impegni del club

La strada della discordia non fermerà il Frosinone. E su questo si può andare sicuri perché la società giallazzurra, il presidente Maurizio Stirpe e il vice presidente Vittorio Ficchi hanno le idee chiare in proposito.

Vale la pena anche di ricordare un brevissimo estratto della conferenza stampa dello scorso 20 gennaio, quando al capitolo ‘strada di afflusso-deflusso della tifoseria ospite’, si espressero sia l’avvocato Ceci che lo stesso presidente Stirpe. (Leggi qui il precedente) «Non è un’opera in capo alle imprese che stanno lavorando – disse a tal riguardo il legale del club – Io credo che il modo di far arrivare in sicurezza le tifoserie ospiti all’interno dello stadio si troveranno comunque». Tradotto, significa che l’opera è a carico del Comune. Stirpe quel giorno aggiunse: «Penso che l’ipotesi alternativa c’è già».

Riavvolgiamo per un attimo il nastro e voliamo ad oggi. La strada della discordia – arteria di collegamento tra Viale Michelangelo e Viale Olimpia che dovrebbe portare i tifosi ospiti direttamente nel settore di pertinenza – è quella chiesta nelle prescrizioni dalla Questura e dalla Prefettura. Al centro di una ‘querelle’ con la Soprintendenza per la quale ci sarebbe un vincolo boschivo. A tal punto che il Tar di Roma si dovrà esprimere il prossimo 24 ottobre.

Sì, non è un refuso. La decisione nel merito ci sarà il prossimo 24 ottobre dell’anno di grazia 2017. Quando il campionato 2017-’18 – meglio sorvolare quale campionato, per puro rito scaramantico – avrà già visto disputare una decina di partite.

E che succede? Che il Frosinone dovrà attendere ancora prima di trasmigrare nel ‘Benito Stirpe’?

Il buonsenso dice di no. Anzi, la società giallazzurra ha detto no: si va al ‘Benito Stirpe’ senza se e senza ma. Con tutti i crismi della regolarità.

Appunto, la ‘strada della discordia’ non fermerà il Frosinone. Perché sul piatto le soluzioni alternative citate dal presidente Maurizio Stirpe circa un mese fa ci sono. Basta avere l’elasticità mentale di volerle applicare, senza impuntarsi come fanno i cavalli recalcitranti. E soprattutto avere l’intelligenza di non mettere costantemente i bastoni tra le ruote di una società di calcio che ha investito in un’opera che porterà il terzo stadio di proprietà a Frosinone, un impianto addirittura avveniristico.

Il ‘Benito Stirpe’ è dotato di impianti per l’Ordine Pubblico simili a quelli presenti negli stadi inglesi. Ci sono finanche due celle di sicurezza, sale di tutti i tipi per Gos e forze dell’Ordine. Bloccare un’opera di una grandezza unica per una arteria di 300 metri non sarebbe bella immagine a livello generale.

Vediamole più da vicino allora queste soluzioni ‘tampone’.

La prima soluzione: la tifoseria ospite esce dall’Autostrada e al semaforo prende a sinistra sulla Via Monti Lepini verso la città. Al primo semaforo che si incontra sempre sulla Monti Lepini si entra ancora a sinistra, questa volta su Via Valle Fioretta, quindi si imbocca la strada centrale che conduce sul ponte di Via Selva Casarino che scende su Via Caravaggio che, a sinistra, risale fino alla prima delle due rotatorie che uniscono Viale Olimpia.

A quel punto si dovrà solo evitare di far mescolare le due tifoserie. Ma anche questo è un discorso che va affrontato con la massima serenità. Con una domanda: perché a Londra ci sono derbies in tutte le categorie e non accade praticamente nulla e in Italia si gioca sulla difensiva anche per una partita di serie D? Evidentemente è un problema di cultura ma anche di altro: troppi deterrenti allontanano la certezza delle regole ed anche della eventuale pena per quelli che vanno fuori dal… coro.

Ma andiamo all’altra soluzione ‘tampone’ percorribile: la tifoseria ospite si può far uscire al casello autostradale di Ferentino e far affluire nel settore di pertinenza dalla strada che costeggia l’Aeroporto ‘Moscardini’, quindi dalla parte opposta alla precedente.

Poi c’è la terza soluzione, quella drastica, nemmeno da sfiorare: non far arrivare i tifosi ospiti. E sarebbe la vera sconfitta di tutti, meno che della società giallazzurra che ne pagherebbe a caro prezzo le conseguenze sotto il profilo finanziario.

Punto di domanda: in attesa del 24 ottobre che il Tar di Roma decida di decidere, tutti quelli che stanno dalla parte del Frosinone fanno appello al buonsenso.

Foto: copyright Mario Salati, per gentile concessione dell’autore

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