La carica dei mille e… passa per il Frosinone (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

di GIOVANNI LANZI
Giornalista senza carta

 

 

Trasferta a Terni, snodo cruciale. I neroverdi annaspano in classifca, i canarini debbono ritrovare lo scatto
La carica dei mille e… passa per il Frosinone
Liverani recupera Avenatti che potrebbe essere un rinforzo il prossimo anno. Marino ritrova Terranova, dentro uno tra Gori e Frara e Mokulu

 

 

Sul pullman che ha preso la direzione di Terni dopo la rifinitura, il Frosinone ha caricato la sua arma migliore: la certezza di voler vendere cara la pelle. Per tornare protagonista e scalare quella posizione che oggi è il discrimine tra il ritorno nell’Olimpo o l’ulteriore coda di un campionato snervante.  Al ‘Liberati’ i giallazzurri – che saranno seguiti da oltre 1.000 tifosi, un altro esodo fantastico – scenderanno sabato pomeriggio (ore 15) per riprendersi quella scena abbandonata in quel pomeriggio di Pasquetta da dimenticare rapidamente quando il Novara ha fatto le cose semplici e il Frosinone se è complicato la vita.

E il problema maggiore per Pasquale Marino in settimana dovrebbe essere stato proprio quello di scrollare di dosso ai sui ragazzi le paure, l’ansia, il pericolo che potrebbe annidarsi dentro il pallone piuttosto che nella singola giocata.

A sei giornate dalla fine comunque è vero che il pallone pesa come un macigno di granito, è vero che nella testa frullano tutti i pensieri e che il film della stagione di aggroviglia su se stesso ma il calcio non ammette niente di tutto questo: in campo i giallazzurri dovranno ricordare di che tipo di pasta sono fatti, dovranno ricordare perché questa società gli ha scelti, dovranno ricordare perché sempre questa società non ha mai fatto mancare nulla in questi dieci lunghi mesi. E quindi andare per vincere e legittimare gli attuali 26 punti di differenza che ci sono con i neroverdi allenati da Liverani. Un ‘gap’ che dovrà pure significare qualcosa.

 

LE ALTRE DI SERIE B – Nella serata di venerdi sono scese in campo due tra le formazioni più indecifrabili del campionato, il Benevento (54) e il Perugia. I sanniti hanno pareggiato 0 – 0 con il Vicenza (37) che ha cambiato nel frattempo il terzo allenatore (Lerda, Bisoli ed ora Torrente) mentre i grifoni (56) hanno vinto 1-0 (gol di Dezi al 75’) sul campo del Novara (50) che non ha saputo ripetere la prestazione dell’ultimo turno a Frosinone. L’undici di Bucchi quindi accorcia le distanze dal terzo posto.

Sabato si gioca tutto il resto del piatto forte della giornata numero 37. A cominciare dal Verona (62) che va a giocare a Bari (50) dove probabilmente Colantuono sa che la panchina non è più salda anche perché i ‘galletti’ navigano stabilmente fuori dalla zona playoff. Al San Nicola sarà la partita… degli assenti: tra i gialloblu stagione finita per Franco Zuculini, non sta bene anche il fratello Bruno cosiccome Caracciolo e Pisano mengtre rientra Siligardi. Sta peggio il Bari dove hanno marcato visuta le punte Raicevic, Brienza e Floro Flores oltre ai centrocampisti Romizi e Ivan. Colantuono non mette le mani ai capelli solo perché non troverebbe la materia prima.

L’Ascoli (40) riceve il Brescia (38) che è scattato verso la speranza di salvezza grazie al successo sul Benevento ma sia Aglietti che Cagni non dormono sonni tranquilli. I bianconeri non vincono da 5 turni, L’Avellino (44) è in attesa dell’appello da parte della Procura federale sul -3 comminatogli in primo grado nel processo Calcioscommesse e quindi sa di non poter rischiare con il Cesena (4) che va avanti a pizzichi e bocconi. Cittadella (54) e Carpi (51) non sono separata da distanze siderali ma la squadra di Venturato vuole difendere il suo quinto posto e quella di Castori deve rientrare nel giro per non certificare come fallimentare la stagione.

Latina (31)-Spal (67) è il più classico dei testacoda con ben 36 punti di differenza sul campo: arbitra quell’Abisso di Palermo che a Frosinone ha indovinato poco in fatto di falli in area di rigore. Il club neroazzurro sempre più nella nebbia dopo gli accostamenti tra il patron in pectore Mancini e ambienti blulgari. Il Trapani – che ha collezionato 25 punti nel girone di ritorno – deve dimostrare di aver smaltito la delusione di aver accarezzato il colpo (prima) e il pari nel finale (poi) a Ferrara ma per farlo deve passare sul corpo del Pisa (32) che Gattuso deve scuotere.

I toscani sono all’ultima spiaggia per centrare almeno i playoff. Spezia-Entella (entrambe a 51) e dentro i playoff sarà un derby senza esclusione di colpi bassi perché chi perde uscirà dal lotto a 5 turni dalla fine. Infine Pro Vercelli (45) contro la Salernitana (49) con i piemontesi di Longo che hanno qualche normalissima motivazione in più di quella di Bollini.

 

GLI AVVERSARI – I neroverdi sotto la gestione di Liverani hanno rosicchiato 6 punti sulla zona salvezza, hanno vinto le ultime tre in casa e soprattutto al Liberati hanno conquistato 27 dei 26 punti attuali. Squadra che ha ritrovato la voglia di combattere che con Gautieri sembrava abbandonata. Il tecnico romano deve fare  ameno di Palumbo ed è in ansia per il gigante uruguagio Avenatti. Che giocherà. E che se il Frosinone dovesse lasciare la serie B potrebbe essere un rinforzo interessante, anche perché a lungo attenzionato dalla società giallazzurra. Liverani ritrova il portiere Aresti oltre  a Germoni. E schiera due ex come il terzino Zanon (ottenne la promozione in A due anni fa) e il difensore centrale Diakité (che lo scorso anno ebbe un addio polemico a conferma che la scelta perorata da Stellone non fu ma migliore).

Il tecnico romani si affida al 4-4-1-2. Unica formazione incontrata dal Frosinone dal Cittadella fino al Novara che non si mette a specchio con i giallazzurri. Tra i pali, quindi, Aresti. Difesa a quattro con Meccarello e Diakité centrali, Zanon a destra e Germoni a sinistra. In mezzo al campo l’ex laziale Ledesma è il regista, Coppola e Petriccione gli interni. L’uruguagio Falletti alle spalle del connazionale Avenatti e il baby scuola Lazio, Palombi.

 

TRE CAMBI PER RIPARTIRE – Le scelte di Marino sono condizionate dalle assenze (Matteo Ciofani e Crivello infortunati non possono dare alternative sulle catene, Kragl infortunato non è altermativa nella posizione di interno). In difesa il rientro di Terranova a destra con Ariaudo al comando del reparto, metterà in panchina uno tra Russo e Krajnc con lo sloveno avvantaggiato a giocare dal 1’ anche se gli indicatori farebbero pensare ad altro. Con Mazzotta e Fiamozzi inamovibili, in mezzo al campo ballottaggio tra Gori e Frara (sarà un derby per lui che ha giocato a Terni dove ha conosciuto la moglie) per la maglia di Sammarco che dovrebbe riposare.

Da chi giocherà dei due, dipenderà la posizione di Maiello, Soddimo sarà la mezz’ala sinistra a meno di ulteriori rivoluzioni che potrebbero portare ad un centrocampo inedito con Gori metodista, Maiello e Frara interni. In attacco quasi certo l’avvicendamento tra Daniel Ciofani e Mokulu al fianco di Dionisi. Una cosa è certa e l’ha detta Marino in conferenza stampa: «A prescindere da chi andrà in campo vuole un Frosinone che torni ai suoi standard e che giochi a come a Ferrara». I tifosi ci saranno, oltre un migliaio. Come a Ferrara…

 

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