[L'APPROFONDIMENTO] Allo stadio "Stirpe" una giornata densa di contenuti dedicata ai problemi delle nuove generazioni. Promotore dell'iniziativa il club giallazzurro da sempre in prima fila per quanto concerne il sociale. Sono intervenuti docenti universitari, specialisti e rappresentanti delle istituzioni. Guest star lo scultore ciociaro Jago che ha raccontato la sua esperienza di vita: dal disagio al successo internazionale. In tribuna tanti studenti
Il Frosinone Calcio e la Solidarietà, un cuore che batte sempre forte. Proprio come in quella pubblicità che risuonava ogni domenica dagli altoparlanti dello stadio Comunale, laddove è nato tutto, tra gli Anni Settanta e Ottanta. Il Frosinone Calcio e la Solidarietà nel quarto di secolo della gestione-Stirpe è un binomio solido, inscindibile. Rafforzato negli ultimi anni da una serie di iniziative – in collaborazione di volta in volta con la Asl territoriale, la Questura di Frosinone, il Provveditorato agli Studi e l’Università di Cassino – che hanno portato il club giallazzurro ad organizzare eventi di ampio risalto, anche di livello internazionale.
Un evento oltre il calcio
In un pomeriggio di lunedi ventoso e coperto, lo Stadio ‘Benito Stirpe Psc Arena’ ha ospitato l’evento ‘A Tutto Campo’. Rivolto essenzialmente ad una platea di giovani. La classe dirigente del domani. E i nostri giovani hanno risposto presente al secondo appello della giornata dopo quello in classe riempendo la Tribuna Centrale dell’impianto di Viale Olimpia.

Special guest l’artista ciociaro Jago, al secolo Jacopo Cardillo, frusinate di nascita ma anagnino di origine, scultore di fama internazionale che ha mosso i primi passi nell’Accademia delle Belle Arti del capoluogo. Ha chiuso il pomeriggio del ‘Benito Stirpe’ con una lunga intervista, mettendosi poi a disposizione delle domande dei presenti, alunni ma anche insegnanti.
Ad aprire la kermesse il presidente Maurizio Stirpe che poi, a riflettori spenti, ha sintetizzato il bel pomeriggio trascorso ‘oltre il calcio’. Lo stesso Jago, con il supporto di alcuni collaboratori, durante lo svolgimento dell’evento ha ricevuto in due sky-box della Tribuna Centrale quei ragazzi che hanno chiesto di incontrarlo personalmente per confrontarsi, parlare, aprirsi.
Chiamati a presentare la manifestazione due giornalisti televisivi, due presentatori ormai storici in provincia di Frosinone come Aurora Folcarelli e Alessandro Andrelli. In tribuna tra le autorità, il sindaco Riccardo Mastrangeli, il questore Stanislao Caruso, il vice prefetto Rosario Sammaritano, il comandante provinciale della Gdf, tenente colonnello Claudio Scarselletta, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gabriele Mattioli, il direttore sanitario della Asl, Maria Giovanna Colella.

Non poteva mancare il contributo della Banca Popolare del Frusinate che ha partecipato come main sponsor ad un evento che ha avuto l’obiettivo di offrire ai ragazzi un momento di confronto, ispirazione e crescita, affrontando tematiche di grande attualità e rilevanza sociale. D’altronde la partnership. con il Frosinone Calcio è di lunghissima data e l’istituto ha sempre partecipato attivamente all’iniziative del club giallazzurro. Nel corso dell’incontro è intervenuto il direttore generale della Bpf Domenico Astolfi: “Siamo onorati di partecipare ad un’iniziativa così importante dal punto di vista sociale e che incarna gli stessi valori del nostro istituto. E’ stata una bellissima giornata impreziosita dalla presenza dello scultore Jago”.
Il prologo di Doronzo, le parole di Stirpe

L’evento era stato ‘introdotto’ nei giorni scorsi sui canali ufficiali della Società, dal direttore generale Piero Doronzo. Con un messaggio chiaro, inequivocabile, forte, tantopiù in un momento nel quale i giovani hanno sempre di più bisogno di sentirsi parte integrante della società civile, hanno bisogno di presenza e vicinanza: “Un momento particolarmente significativo dell’evento – aveva anticipato il dirigente – sarà dedicato alla valorizzazione dei giovani: alcune scuole del territorio, su nostra richiesta, hanno segnalato studenti che si sono distinti per gesti di solidarietà, empatia o attenzione verso i compagni. Questi ragazzi verranno premiati sul palco e celebrati come esempi positivi per i loro coetanei, con l’intento di promuovere modelli di riferimento sani e costruttivi”.
“Benvenuti nella nostra piccola casa – ha esordito Stirpe -, Spero che anche in altre occasioni possa essere a vostra disposizione perché queste cose vivono se ci sono le persone che le fanno vivere. Ci tenevo ad essere presente perché il tema che vogliamo trattare e che riguarda essenzialmente la fragilità giovanile è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore ed è giusto che anche noi diamo un doveroso contributo. Che non vorrei che fosse solo di affezione ma anche di sostegno.
“Tutto questo fa parte della missione della nostra Società – ha aggiunto il presidente – Che non può limitarsi solo all’evento sportivo ma deve occuparsi anche di tematiche più ampie, extracalcistiche. Il bullismo e l’autismo penso che sia questioni di carattere sociale che ci devono rendere sempre più responsabili e partecipi nei limiti del contributo che possiamo dare. Mi auguro di godere con voi di questa giornata in un modo più profondo possibile”.

Stirpe poi si è concesso ai cronisti per un’ultima battuta, una sintesi sull’evento: “Intrattenere i ragazzi per 3 ore senza farli annoiare è stato un successo, merito di quanti si sono succeduti negli interventi, bravi a catturare la loro attenzione – ha continuato Stirpe – Jago è un esempio che va riportato all’interno di tutta la provinciale. La promozione di questo tipo di eccellenze deve essere un motivo di ispirazione per le attività che deve svolgere nostra Società di calcio che deve guardare al futuro e alla promozione delle energie migliori che può sviluppare al proprio interno”.
E poi il discorso scivola sul campionato: “Siamo soddisfatti, non aspettavamo un risultato del genere a 4 turni dalla fine. La direzione è quella giusta, poi vedremo quello che accadrà. In questa stagione c’è stato un mix positivo tra le cose che avevamo la scorsa stagione e quelle che abbiamo preso in corso d’opera. Ero meravigliato lo scorso anno di trovarmi in quella pessima posizione di classifica, lo sono quest’anno di trovarmi in questa condizione a 4 turni dalla fine”. La posizione del Frosinone nell’emisfero del calcio italiano, Stirpe è convinto: “Mi preme aggiungere che per quanto ci riguarda abbiamo da tempo impresso una direzione importante rispetto a quello che dovrebbe fare il mondo del calcio”.
“Noi ci siamo, bisogna restituire fiducia ai giovani”

L’inappuntabile tandem Alessandro Andrelli e Aurora Folcarelli hanno dettato i tempi con grandi maestria e professionalità. Sul palco la dottoressa Miriam Diurni, presidente dell’Istituto Meccatronico del Lazio-Academy, un fiore all’occhiello voluto e sviluppato grazie alla caparbietà e all’impegno fattivo del presidente Maurizio Stirpe.
“Leggevo in questi giorni – le parole della dottoressa Diurni – che i nostri giovani, una media di due su tre, non avrebbero fiducia nel futuro. Questo è un dato molto pesante ma significativo e che ci chiama ad intervenire. Ho modo di rapportarmi con una platea di giovani, c’è una necessità assoluta: cercare di veicolare la fiducia del mondo che li circonda mettendo a disposizione quanto è nelle nostre possibilità. Proprio per questo abbiamo pensato di metterli a confronto con un ragazzo che ce l’ha fatta, Jago, che oggi è conosciuto in tutto il mondo grazie alla speranza che gli è stata data e che lui ha saputo cogliere al volo”.
In rappresentanza della Asl territoriale e del direttore generale, dottor Arturo Cavaliere, c’è il direttore sanitario, la dottoressa Maria Giovanna Colella: “Quello di oggi per me e per la Asl è un momento straordinario. E’ importante dire a questi ragazzi che noi ci siamo, con la nostra professionalità ed esperienza che siamo felici e fortemente impegnati di mettere a vostra disposizione. Voi non siete soli, avete a disposizione sportelli di ascolto sparsi in tutto il territorio. Il nostro impegno è quello di far sentire sempre la presenza al vostro fianco. Voi siete la nostra luce, il nostro domani”.

Non poteva mancare il Primo Cittadino del Capoluogo, il dottor Riccardo Mastrangeli. Che ha sempre risposto presente nel corso degli anni agli eventi organizzato dal club. E che si rivolge, nel miglior bon ton istituzionale, al massimo dirigente giallazzurro: “Un ringraziamento al presidente Maurizio Stirpe che ha sempre avuto una particolare disponibilità e sensibilità per questo tipo di iniziative”.
E ancora: “Siamo di fronte ad un tema importante: la fragilità dei ragazzi. Quelle fragilità che dipendono molto spesso da certi interlocutori. Noi dobbiamo essere pronti. Non possiamo mancare. Essere pronti tutti, ognuno per la parte che compete. E per questo ringrazio la nostra Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, i Carabinieri con i quali oggi ho condiviso una lezione in una Scuola di Frosinone – ha sottolineato Mastrangeli – Come mi capita spesso di fare durante le mattinate. Ecco, grazie a loro questi ragazzi hanno la possibilità di ottenere tutela e risposte alle loro domande. Una parola anche a quei ragazzi che io chiamo speciali, quelli che hanno delle fragilità differenti come gli autistici: tutti dobbiamo essere vicini a loro, con i fatti e non solo a parole”.
Uno studio sull’impegno del club nel sociale
Alle spalle, dietro le quinte di una giornata così bella e perfetta, c’è sempre un lavoro curato nei particolari. Ad Aurora Folcarelli il compito, da ‘madrina’-presentatrice, di chiamare uno per uno gli splendidi ragazzi e ragazze che lavorano da anni dentro la macchina organizzativa del Frosinone. Applausi, meritati.
Sul palco è il momento dei Social-Roi del Frosinone Calcio. Due donne, due professioniste altrettanto eccellenti: la professoressa Benedetta Cuozzo di Unicas e la professoressa Marika Gimini dell’UNIROMA5. Grazie ad uno studio particolareggiato, sviluppato con gli allievi dell’Ateneo, si è analizzato l’impatto generato dalle attività nel sociale. Quindi, in sostanza, un macro-dato che esula dal risultato del campo.

“Personalmente posso dire che è sempre un piacere tornare dove tutto ebbe inizio (con la collaborazione della Gimini si iniziò nel 2017 il percorso di sinergia con l’Università di Cassino, Questura, Accademia, Provveditorato, Associazioni e i Comuni ndr). Il progetto che andremo a presentarvi – spiega la professoressa dI UNIROMA5 – nasce in questo impianto sportivo che non è fatto solo di strutture ma soprattutto di persone. Questo progetto nasce dal Frosinone Calcio, studio è stato sviluppato in collaborazione con l’Università di Cassino-Lazio Meridionale che oggi è rappresentata da questi ragazzi seduti qui davanti a noi, con il Dipartimento di Economia e Giurisprudenza e con l’Università Telematica San Raffaele di Roma. Cosa abbiamo elaborato nello specifico?“.
“Un progetto di ricerca, e fin qui siamo ancora generici – ha proseguito – Nel dettaglio abbiamo misurato le attività sociali del Frosinone Calcio nel corso degli anni e gli abbiamo attribuito un ‘numero’ che è frutto del lavoro del Club giallazzurro. Un lavoro fatto di uomini e donne all’interno della Società, un lavoro che misura soprattutto l’impatto sociale e che lo valuta in termini di sostenibilità. Quel lavoro, grazie a questo tipo di ‘traduzione’ oggi permette di valutare l’impatto, l’incidenza, l’appeal della Società nel tessuto socio-economico del territorio”.
“Un lavoro, ci tengo a dirlo – sono ancora le parole della Gimini – che nasce dalla commistione tra Diritto Civile del quale mi occupo personalmente ed Economia Aziendale, ambito sviluppato dalla professoressa Benedetta Cuozzo che si occupa dei dettagli tecnici che poi sono la parte più difficile, composta da numeri e tabelle (che verranno poi proiettati nello slides durante l’intervento molto tecnico della Cuozzo, ndr). Abbiamo determinato il contributo del Frosinone Calcio alla crescita, al benessere e all’evoluzione del territorio. Valutando così la cosiddetta ‘reputazione’ del Club nell’impatto sul territorio. E abbiamo donato questo contributo al Frosinone Calcio”.

“Questo lavoro ha il duplice ruolo di consolidare l’immagine di un club ma anche e soprattutto di permettere agli sponsor, agli stakeholders di stimolare la loro attenzione verso il Club stesso e soprattutto alle tematiche sociali portate avanti dalla Società in questi anni. Nel caso del Frosinone il risultato è stato molto positivo dal punto di vista della sostenibilità di impresa. Posso anche dire che sempre il Frosinone è una delle poche Società tra serie A e serie B ad avere il Social-ROI, da non confondere con il ROI. La Fifa, la Uefa e la Figc hanno messo in atto delle normative che guardano esattamente al Ritorno sociale dell’investimento”.
Il contributo “Smile-Amici di Ilaria”
E’ la volta delle Associazioni del territorio. La ‘Smile-Amici di Ilaria’ rappresentata da Agostino Sera, il papà di Ilaria. Lui un pioniere dell’associazionismo solidale, la figliola un simbolo di solidarietà che da anni ha valicato i confini regionali. Spetta ad Agostino consegnare i riconoscimenti a quei ragazzi che si sono distinti per solidarietà e attenzione: “Il nostro premio è rivolto a ragazzi che si sono particolarmente distinti per solidarietà, attenzione e simpatia verso i compagni. Riceveranno in regalo un voucher personalizzato, 5 giorni per due persone in hotel a Santa Maria di Leuca, in occasione dell’evento “Scendiamo in Campo”. Posso permettermi di dire che i ragazzi oggi non debbono aver paura di mettere in campo le loro fragilità, e noi non possiamo permetterci di non dare risposte alle loro richieste di attenzione”.

Scatta il momento delle premiazioni. Per ognuno dei ragazzi chiamati sul palco da Alessandro e Aurora, una motivazione speciale. Il primo a salire sul palco è Cristian Proia del I Liceo Classico dell’Istituto San Bernardo. Poi in rapida successione: Matilde Ascenzi del I Liceo Scientifico dell’Istituto San Bernardo; Renzo Astolfi dell’Istituto Alessandro Volta; Alice Colasanti della V classe sezione B dell’Alessandro Volta; Leonardo Maggi del III Liceo Musicale; Matteo Palmi del ‘Maccari per la classe V sezione H.
“Scopriamo l’autismo”, il sostegno del Frosinone
E il momento della dottoressa Margareth Martino, medico del Campus Biomedico della Capitale, fondatrice dell’Associazione ‘Scopriamo l’Autismo’ che opera da anni nella Capitale. Un vulcano, forza, coraggio e idee. E che il 5 aprile di due anni fa fu tra i protagonisti-organizzatori-menti della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo che si tenne proprio allo stadio ‘Benito Stirpe’.
“Quando si parla di autismo, ci sono stato degli step che hanno migliorato la condizione senza dubbio. La diagnosi precoce in genere si può rilevare tra i 18 e i 24 mesi. Si associano terapie sempre più personalizzate. Però quello che sta accadendo è una evidente discrepanza tra ricerca e diagnosi precoce rispetto a quella che poi è la consapevolezza e la conoscenza del problema da parte della società che ci circonda”.

“Lo afferma in maniera un report internazionale, 74 studi che parlano del rapporto tra autismo e bullismo: il 40% dei bambini autistici hanno avuto episodi di bullismo e il 70% dei adolescenti nello spettro hanno avuto episodi di bullismo. E che questi episodi accadono nell’ambiente scolastico. Io sono mamma di un bambino di 8 anni, lui è ancora nel 40% ma questo vuol dire che più crescerà e più rischia di far parte di quel 70% successivo. Grazie al Frosinone Calcio abbiamo avuto l’opportunità di creare una Scuola Calcio per bambini nello spettro, che lavorano con tutto il supporto necessario. Coinvolti in campo ma anche a livello di organizzazione”.
E a proposito di idee: “A questo progetto abbiamo abbinato anche la ricerca, li abbiamo monitorati con i droni, grazie alla sinergia con il Campus Biomedico. Il tempo fissato per una verifica era 1 anno ma dopo 8 allenamenti i calcoli matematici ci hanno detto che abbiamo già rilevato dei miglioramenti. Sono qui a ringraziare di tutto ciò il Frosinone Calcio e l’Accademia Frosinone”.
Le fa eco la testimonianza di Annalisa Silenzi, fondatrice dell’Associazione ‘Anche Noi’: “Questa condizione da madre io la vivo da 28 anni, l’età dei miei figli. Ringrazio il Frosinone Calcio, l’Accademia Frosinone, ringrazio gli Istituti Scolastici, i Dirigenti che mi permettono di organizzare convegni che aiutano a sensibilizzare i giovani ad impegnarsi, a prestazione attenzione anche al linguaggio col quale si rivolgono a ragazzi che hanno indubbiamente delle fragilità. L’importanza è la coesione e l’unione. E poi lo Sport, il vero traino che ha dato eccellenti risposte”.
Torna l’angolo dei premi. Il momento delle barriere superate. Ad Alessandro D’Ambrogio, una maglia numero 10 personalizzata viene consegnata dal dg Piero Doronzo, con una motivazione fantastica: “Per aver superato le barriere e i limiti ed essere diventato un atleta”.
Il Curacao ed i giovani del Frosinone
Si cambia leggermente sentiero e sul palco viene chiamato il dottor Alfonso Balsamo, Adviser Education di Confindustria. Che parte da… lontano: “Il Curacao a luglio andrà ai Mondiali di calcio. Curacao è un’isola di 185mila abitanti, un terzo della provincia di Frosinone. Una delle isole più piccole al mondo. L’Italia, uno dei Paesi più importanti al mondo, non solo rimarrà a casa ma ha mancato per la terza volta l’appuntamento ‘mondiale’”.

“Bene, quanti di voi ragazzi non ha mai visto i mondiali? In Italia ogni volta che si fallisce un appuntamento di questo genere ci riempie la bocca della necessità di lanciare i giovani. Ma vi siete chiesti quanti vogliono parlare con voi invece di parlare solo di voi? Voi curiosamente siete allo stesso tempo la soluzione e il problema. Il Frosinone è un piccolo esempio di come si punta sui giovani, sui ragazzi: dal portiere Palmisani, ai tanti convocati nelle nazionali Under”.
Psicologo e ricercatore, founder della pagina DiariClinici. Interessantissimo anche l’intervento del dottor Domenico Mancini, psicologo e ricercatore. Con un messaggio chiaro: “La forma che stai cercando sei tu. Tra aspettative, emozioni e ricerca di identità”.
Le confessioni di Jago
Il gran finale accende i riflettori su Jago, intervistato da Carlotta Mastroianni. Lo scultore racconta se stesso, oltre 45’ di confessione pacata ma così reale da poter quasi toccare con mano ogni parola, ogni circostanza. I ragazzi ascoltano in silenzio quasi religioso. “Da ragazzino ho giocato su questo campo, ho fatto dei provini con la ‘Berretti’ del Frosinone e a quei tempi non c’era questo gioiello che vediamo. Il campo era ben diverso. Nella vita ho saputo insistere, nel disagio che ho vissuto. E’ stato costante, importante ma eccomi qui“.

“Non mi sentivo adatto alla condizione e alla situazione che stavo vivendo. La mia vita artistica vi confesso che si è manifestata quando andavo a scuola e sapete come? Nel falsificare le firme se vogliamo buttarla sull’ironia. Il disagio può essere sicuramente un limite ma io ho saputo dare voce a quel disagio. Ho sacrificato amicizie, famiglia, vacanze, amici. E la cosa che ho a disposizione è il tempo per realizzare le mie idee”.
Jago dopo il suo lungo e articolato intervento, anzi la lunga e articolata confessione con Carlotta, ha risposto a diverse domande dei presenti. Qualcuna, qua e là: “La scultura più importante che ho fatto? Sono io... – e scatta l’applauso. E ancora: -. Una persona che nei momenti più difficili della mia vita mia aiutato? Mia moglie”. Il più bel messaggio da parte di un ragazzo, oggi 40enne, che ha attraversato incubi, paure e drammi, ha visto la luce. E ce l’ha fatta.
Non poteva mancare il finale che riporta il calcio al… centro della piazza. Con Jago che, prima dei saluti, consegna una maglia al tecnico del Frosinone, Massimiliano Alvini: “Ringrazio la Società che mi ha invitato, questa sera torno a casa molto più arricchito”. Il Frosinone Calcio al termine di un pomeriggio così, il suo campionato l’ha già messo in cassaforte.



