Le pagelle di Benevento – Frosinone: Podio e Contropodio

Podio e contropodio di Benevento-Frosinone. Gli episodi chiave e gli uomini protagonisti in positivo ed in negativo nella gara.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

PODIO

Gori

Dopo 16′ timbra la traversa con un tiro cross al cianuro che scavalca l’incerto Montipò. Buona anche la conclusione al 36′ dai venti metri ma la sfera passa ad un metro dal palo. Agisce da mezzala sinistra e incrocia i tacchetti con Hetemaj. Il centrocampista giallazzurro non si tira indietro, canta e porta la croce. Ed è uno dei più presenti della formazione canarina. Rimedia un’ammonizione. Segno della battaglia.

Nella ripresa accusa un po’ di stanchezza anche se è uno degli ultimi ad arrendersi. È suo il tiro della disperazione allo scadere ribattuto da un difensore. 

Ariaudo

Si batte come un leone e davanti aveva l’attacco più forte del campionato con 28 reti. Non è un caso se la capolista Benevento segna soltanto su rigore. Tiene a bada il temuto centravanti Coda, pericoloso solo un paio di volte, la prima per giunta con un colpo di testa in posizione di fuorigioco.

Guida la difesa, s’arrabbia con i suoi compagni e nella ripresa spesso imposta la manovra come fa ad esempio Bonucci nella Juve. Da un suo lancio parte una delle incursioni pericolose dei canarini. Il Frosinone perde al “Vigorito” ma Ariaudo e la difesa non escono ridimensionate.

Maiello

Sempre lucido e sicuro in una zona del campo dove il Benevento abbonda di qualità, esperienza e corsa. Malgrado i trequartisti campani cerchino di limitarlo in avvio di azione, il regista giallazzurro gioca a testa alta dimostrando di attraversare un ottimo momento di forma. Buoni i cambi di gioco per innescare le due ali, bravo anche nelle uscire palla al piede  ma spesso non viene supportato dai compagni. Anche in copertura si fa sentire, uno schermo prezioso in diversi momenti del match.       

CONTROPODIO

Zampano

Partita in curva per Zampano, confermato sulla fascia destra nel 3-5-2 firmato da Alessandro Nesta. Il Benevento sulle corsie laterali prova a costruire le sue fortune e spinge parecchio. A sinistra galoppa Letizia che evoca brutti ricordi (un suo gol eliminò i canarini dai playoff 2017) con gli inserimenti di Viola e le scorribande di Sau.

Tanto lavoro, fatica immane per Zampano, troppo preoccupato di farsi infilare. Quando alza il baricentro crea pure qualche grattacapo alla retroguardia avversaria. Più intraprendente nella ripresa tanto che in apertura ha la palla del pari ma il suo tiro viene ribattuto alla disperata da Viola. Servirebbe tuttavia più continuità. Finisce da terzino sinistro.     

Paganini

Fallisce il pari sparacchiando sull’esterno rete un gran pallone servitogli da Beghetto dalla sinistra. Una grande chance che poteva cambiare le sorti della sfida. Nervoso e a disagio nel ruolo di interno destro, fatica ad entrare in partita. Certo l’ìmpegno e la voglia di lottare non gli mancano ma in queste gare occorre  molto altro. Ammonito, rischia l’espulsione quando scalcia Caldirola. Nesta a quel punto lo sostituisce per evitargli guai grossi. 

Novakovich

Non è  probabilmente la partita giusta per lasciare il segno. La difesa del Benevento è la migliore del torneo (8 reti subite) e Montipò è imbattuto da 5 giornate. E poi alle sue calcagna c’è un mastino come Caldirola. Nesta lo schiera ancora una volta titolare, considerando le noie muscolari che assillano Ciano.

Vita dura per l’attaccante statunitense che sbatte contro il muro giallorosso. Nel primo tempo resta impigliato nella ragnatela avversaria e non si nota mai. Meglio nella seconda frazione quando è prezioso con qualche sponda come al 23′ ma Haas non è fortunato nella conclusione. Deve comunque crescere e pure parecchio.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright