Lo “spezzatino” non è indigesto ma Frosinone deve ritrovare solidità e gol

Dopo la debacle con l’Inter, la squadra giallazzurra può consolarsi con i risultati delle rivali tutte ko. Aspettando l’Udinese (in campo lunedì) la zona salvezza resta ingarbugliata con 6 squadre in 5 punti quando mancano 180’ alla fine. Ora i canarini devono resettare ripartendo dalle buone prestazioni offerte prima del match con i nerazzurri

Alessandro Salines

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Sprecone, fragile, a tratti addirittura arrendevole. Contro l’Inter si è rivista la versione del Frosinone pre-trasferta di Genova. La squadra che strappava consensi ma portava a casa pochi punti. Al netto di un’Inter forte anche al piccolo trotto c’è stata una sorta di metamorfosi rispetto al Frosinone tosto e concreto, capace di infilare 6 risultati utili di fila con 4 clean sheet. E quindi 180‘ dalla fine bisogna preoccuparsi. Così la strada della salvezza diventa ancor più in salita di quanto non lo sia già. Ad infondere coraggio al Frosinone ed ai i suoi tifosi è uno “spezzatino” finora tutt’altro che indigesto. Aspettando la partita dell’Udinese di lunedì, ci sono da registrare le sconfitte di Verona, Cagliari, Empoli, Sassuolo. Che fanno il gioco dei giallazzurri.

“Dobbiamo ritrovare la solidità che non possiamo perdere durante la gara. Nel finale prendere il quinto gol in contropiede, con i 2 centrali fuori dalla linea, è ingenuo – ha predicato il tecnico Eusebio Di FrancescoCon la linea difensiva dove volevamo andare sullo 0-4? Ma questo fa parte del percorso, degli errori di gioventù che bisogna limare nelle prossime”.

Lecce in festa, Sassuolo quasi out

Krstovic, bomber del Lecce

Salvezza matematica per il Lecce senza giocare. Le sconfitte di Frosinone e Cagliari hanno regalato ai salentini la gioia più bella. Lunedì contro l’Udinese sarà una passerella anche se i friulani si giocheranno la vita sperando magari in un calo di sensione dei giallorossi. Il risultato più pesante per la classifica è quello del Sassuolo cade al “Ferraris” contro il Genoa e resta penultimo a 29. Un ko che suona come una condanna alla retrocessione.

Eppure gli emiliani erano andati in vantaggio. Sconfitta pure per l’Empoli a Roma contro la Lazio. Toscani inchiodati a 32 con il Frosinone. Sabato sera il Cagliari è crollato a San Siro contro il Milan ed è rimasto a 33.

Claudio Ranieri

Il Verona ha soltanto accarezzato la salvezza aritmetica: a segno con Swiderski, è stato ribaltato dal Torino. Comunque a 34 i veneti potrebbero chiudere i conti a Salerno lunedì 20. Nel prossimo turno inoltre si giocheranno gli scontri diretti a questo punto decisivi Sassuolo-Cagliari e Udinese-Empoli. Mentre il Frosinone giocherà in trasferta a Monza. La classifica resta ingarbugliata con 6 squadre racchiuse in 5 quando mancano 180’. Solo la Salernitana è già retrocessa, restano 2 posti da assegnare.   

Assenze fatali

Il centrocampista Barrenechea (Foto: Federico Proietti © ANSA)

Non bisogna dimenticare le defezioni che hanno sicuramente penalizzato Di Francesco. Una costante di questa stagione. La rinuncia a Romagnoli, Barrenechea ed in corsa a Mazzitelli ha creato scompensi soprattutto sul piano della compattezza e solidità. Giocare senza il miglior centrale difensivo e le 2 colonne del centrocampo sarebbe un problema per qualsiasi squadra. Ancor di più per un Frosinone che aveva trovato finalmente l’equilibrio.

L’infortunio di Mazzitelli (Foto: Federico Proietti © Ansa)

Assenze pesanti che hanno acuito le note carenze della rosa che soprattutto nel girone di ritorno si è rivelata poco profonda sotto tutti i punti di vista. E non è un caso che nelle ultime partite Di Francesco ha schierato sempre la stessa formazione al netto di cambi obbligati. Tra l’altro pure le sostituzioni non incidono più come invece servirebbe in un calcio con le 5 sostituzioni e ritmi sempre più alti. A Monza tornerà Barrenechea ma non Mazzitelli. Peccato per il capitano, giocatore che si fa sentire in campo e nello spogliatoio. Si spera invece di recuperare Romagnoli.

Solidità, concretezza e più grinta

Eusebio Di Francesco (Foto: Federico Proietti © Ansa)

La “manita” incassata con l’Inter ha riportato il Frosinone a qualche settimana fa quando la sua difesa era diventata un autentico colabrodo. Troppi errori e poi l’inspiegabile crollo dopo la seconda rete. Un autentico black-out con 3 gol subiti in 7’. Contro un’Inter tutt’altro che feroce la squadra ciociara ha prestato il fianco denotando una fragilità mentale inaspettata dopo una serie di prove convincenti. Si è sciolta come neve al sole. Bisogna resettare e ritrovare l’equilibrio difensivo fondamentale per raggiungere l’obiettivo.

Cheddira ha colpito la traversa con l’Inter

Dalle amnesie difensive all’imprecisione in zona gol. Il Frosinone è stato sfortunato ma ha sbagliato anche tanto dalle parti di Sommer. Peccando di mira e concretezza contro un’avversaria che più volte si era complicata la vita con errori grossolani. Ed invece il Frosinone non ha avuto la giusta cattiveria per segnare (a secco da 2 turni). Inoltre la formazione di Di Francesco a tratti non ha tirato fuori quel furore agonistico, qualità necessaria per una compagine in lotta per la salvezza. Due dati sono significativi: zero ammoniti e 24-34 il computo dei contrasti a favore dell’Inter.