Longo torna alle origini e ritrova il ‘nemico’ di tanti derby (di A. Salines)

Alessandro Salines

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Sabato ad Avellino la sfida contro i galletti a caccia di riscatto. E’ la prima di 3 gare che si disputeranno in una settimana

Longo alza la guardia e teme la reazione
del Bari dopo le due sconfitte di fila

Il tecnico chiede al Frosinone d’imporre il proprio gioco come a Pescara e chiama i tifosi: “Il loro sostegno sarà fondamentale”

Sente puzza di bruciato. Sente il rumore dei nemici per dirla alla Mourinho. Moreno Longo alza la guardia a meno di 48 ore dal match contro il Bari sul neutro del ‘Partenio-Lombardi’ di Avellino. Il tecnico del Frosinone teme la rabbia dei ‘galletti’, reduci da due sconfitte di fila (ad Empoli ed in casa col Venezia) che hanno creato le prime incertezze in una squadra importante, costruita per provare a risalire in serie A. Fabio Grosso, l’eroe del Mondiale 2006 e neo allenatore dei pugliesi, sta pagando un avvio complicato e le assenze di alcuni elementi di spicco (su tutti Galano, Kozak e Sabelli).

“Non siamo favoriti – afferma Longo in conferenza stampa – Avrei preferito incontrare il Bari dopo due vittorie e non due sconfitte. Una squadra reagisce sempre. Dovremo essere bravi ed attenti a non abbassare la guardia. E farci trovare pronti. Verranno a giocare con il coltello tra i denti”. L’allenatore giallazzurro ci tiene a fare bella figura anche per le sue origini pugliesi. La mamma è proprio di Bari, corso Mazzini, nel cuore della città mentre il papà è della provincia di Foggia.

A Pescara la grande rimonta ma anche qualche ombra. Longo n’è consapevole. “Bisogna migliorare diversi aspetti, questo è scontato – aggiunge il trainer del Frosinone – Sono d’accordo che non possiamo commettere le ingenuità del primo tempo dell’Adriatico. La squadra deve acquisire una maggiore maturità per gestire al meglio tutte le situazioni. La serie B non ti perdona, dobbiamo ragionare da squadra. La fase difensiva si fa in undici. Il cinismo del Pescara ha evidenziato ogni minimo nostro errore e per questo già da sabato servirà un approccio diverso. Non è un problema di questo o quel giocatore ma di attenzione generale. Due gol li abbiamo presi su contropiede e quindi in quei frangenti serviva un lavoro diverso. L’errore non è della retroguardia ma è del posizionamento della squadra”.

Paganini ieri si è operato dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. L’intervento, effettuato a Villa Stuart dal professor Mariani, è riuscito perfettamente. Da valutare i tempi di recupero. Longo non nasconde il rammarico ma guarda avanti. “Siamo molto dispiaciuti per la sua assenza – sostiene l’allenatore dei canarini – Non è mai bello quando un ragazzo subisce uno stop alla sua carriera. Trovare un giocatore di quantità e qualità come lui è impossibile. Non ci piangiamo addosso, troveremo le giuste soluzioni. Non cambieremo modulo perché significherebbe aver buttato 50 giorni di lavoro”. Matteo Ciofani e Frara sono le alternative a Paganini. Ma anche Beghetto potrebbe essere impiegato malgrado sia un sinistro. “A queste alternative aggiungerei anche Matarese – continua Moreno Longo – Ci sono questi giocatori che possono supplire alla assenza di Paganini pure se con caratteristiche diverse. Non c’è una sola soluzione, valuteremo nel corso del lavoro settimanale”.

Tre partite in una settimana. Dopo la sfida col Bari, due trasferte di fila: ad Ascoli martedì nel turno infrasettimanale e sabato a Perugia. Un trittico niente male che non inciderà nella preparazione della partita di sabato. “Anche le altre squadre giocheranno tre gare – prosegue il tecnico – Noi in più ci esibiremo sempre fuori casa e per questo spero che i tifosi ci seguano in massa. Il loro calore sarà determinante”.

Non firmerebbe per il pari malgrado il Bari sia una formazione di primissimo piano. “Si deve scendere in campo sempre per vincere anche se a cose fatte un punto contro i galletti non sarebbe da buttare via – sottolinea Longo – E’ un Bari con tanta qualità, costruito per andare in A. Una squadra che propone un calcio diverso: palleggio, possesso palla, catene esterne che lavorano molto bene con gli interscambi, con rotazioni che in Italia si sono viste poco. Un calcio europeo. Ha giocatori che quando scambiano la palla non si fermano e vanno a cercare l’inserimento. Possono farci soffrire ma il Frosinone deve avere la consapevolezza della propria forza e con la qualità che ha non deve temere gli avversari”. Magari cercando di giocare come a Pescara quando ha costretto una squadra zemaniana a difendersi ed ad agire solo di rimessa. “E’ quello che deve riuscire a presentare il Frosinone, ovvero un calcio propositivo – conferma Longo – Sarà importante riuscire a garantire sulla fascia destra la stessa spinta di Paganini”.

Non fa calcoli o tabelle dopo 3 giornate. “Sono sincero, la classifica io non la guardo perché ha poco senso – puntualizza Longo – Sarò soddisfatto se il Frosinone continuerà a crescere anche lontano da casa. Sappiamo tutti che giochiamo ogni partita per vincere”. Longo infine ritroverà Grosso già affrontato nei derby Primavera tra Torino e Juve. “Non lo sento come derby della panchina – ammette l’allenatore giallazzurro – Si confronteranno due realtà importanti con due allenatori che si daranno battaglia a prescindere dai trascorsi”.

LE FORMAZIONI. Il Frosinone recupera Crivello e Zappino ma come detto perde Paganini. Ancora out gli squalificati Dionisi e Soddimo. Longo insisterà col 3-5-3. L’unico dubbio riguarda la fascia destra: Matteo Ciofani o Frara. Favorito il primo. Per il resto Bardi in porta con Terranova, Ariaudo e Krajnc in difesa. A centrocampo Matteo Ciofani (Frara), Maiello, Gori, Sammarco e Crivello. In attacco Ciano e Daniel Ciofani. Fabio Grosso cambierà qualcosa rispetto al match perso col Venezia. Modulo 4-3-3 con Micai tra i pali, l’ex Fiamozzi, Capradossi, Gyomber (al debutto dal 1′) e D’Elia in difesa. Basha (anche lui vecchia conoscenza del Frosinone), Tello e Salzano in mediana. Tridente d’attacco Improta, Nené e Iocolano. Arbitrerà Rapuano di Rimini, professione vigile urbano.

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