Il Grande Toro, Superga e tanto lavoro: Longo il ragazzo del ‘Fila’ (di A.Salines)

Alessandro Salines
Alessandro Salines

Lo sport come passione

di Alessandro SALINES
Giornalista in zona Cesarini

Avete visto che figo è mister Longo?“. Sui gruppi whatsapp molte tifose giallazzurre chattano così con le amiche. Della serie l’occhio vuole la sua parte. Sguardo profondo, capelli neri, carnagione scura, sorriso accattivante, gentile ma deciso. Insomma il fidanzato ideale. Moreno Longo, neo allenatore del Frosinone, un primissimo obiettivo l’ha già raggiunto: far battere il cuore all’altra metà del cielo giallazzurro.

LONGO NEL CUORE
Al Frosinone ovviamente è piaciuto per altri motivi. Dice di lui il presidente Maurizio Stirpe: «Le cose che mi hanno colpito di più sono state l’umiltà e poi anche il fatto di avere delle ambizioni, particolare che non guasta. Spesso, fatemelo dire, volontà e ambizione portano a dare risultati».

Gli fa eco il direttore dell’area tecnica Ernesto Salvini, uno che di allenatori giovani se ne intende (Roberto Stellone lo ha lanciato lui) ed è stato tra i principali sponsor del mister: «E’ un tecnico che ho apprezzato sin dai tempi della sua esperienza a livello giovanile con il Torino – sostiene Salvini sul sito ufficiale del club frusinate – Dinamico, capace, intelligente, brillante. La scorsa stagione ha dato un’impronta alla Pro Vercelli nel suo primo campionato di serie B. Non era facile. Lui lo ha fatto. Intercettando la nostra attenzione nei suoi confronti. E’ atteso da una stagione interessante. Saprà portare il vento giusto anche grazie alle sue idee di calcio».

IL GIORNO DEL DEBUTTO
E domani per Longo sarà il giorno del debutto sulla panchina del Frosinone nella prima amichevole precampionato in programma alle 17 a Cantalice, il paese di Dionisi. Niente di speciale contro i dilettanti reatini (militano in Promozione) ma resta pur sempre un esordio.

Quarantuno anni, torinese, ex difensore, è un allenatore alla voce emergenti. Il Frosinone è la sua seconda esperienza nei professionisti dopo quella a Vercelli nel campionato scorso. Una riedizione della fortunata epopea di Stellone? Tutti sperano di sì visti i risultati del tecnico romano che a neppure 40 anni ha condotto i giallazzurri dalla Lega Pro alla serie A in 3 stagioni.

Ma a Longo l’etichetta del novellino sta stretta. «Arrivo al Frosinone al decimo anno da tecnico. Ritengo che aver lavorato nel settore giovanile sia formativo ed importante quanto allenare i seniores», ha sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione. E probabilmente ha le sue ragioni. I 17 anni al Torino tra campo e panchina non sono acqua fresca considerando il valore ed il prestigio del club granata. Una grande scuola di calcio e di vita per chiunque.

«Devo tutto al Torino. Tutto. Lo spirito Toro pervade il mio dna – ha raccontato in una recente intervista sul sito gianlucadimarzio.com – Il settore giovanile, l’esordio in serie A, le vittorie di campionato e supercoppa Primavera da allenatore: momenti così belli che è davvero difficile trovare le giuste parole per raccontare. Abbiamo vinto tutti: la squadra e i tifosi erano una cosa sola, un unicum incredibile. Io da buon figlio del Fila ho cercato soltanto di trasmettere a quei ragazzi il senso d’appartenenza, di unione, di umiltà che questa maglia ti trasmette. Vado molto spesso a Superga con i miei figli, non solo il 4 maggio. E’ un luogo che fa molto riflettere e mai come oggi, in questo mondo frenetico, c’è estrema necessità di fermarsi a pensare. Il Grande Toro non si può descrivere, ma soltanto ricordare e amare. Insegna, parla. Un esempio».

IL BIVIO FROSINONE
E’ innegabile però che il Frosinone rappresenti un bivio importante nella carriera del tecnico piemontese. «Una grande opportunità ed un onore allenare il Frosinone – ammette Longo – Voglio una squadra con cuore e passione che crei tanto entusiasmo e passione tra i tifosi». Al di là degli schemi e dei moduli, il suo mantra è il lavoro: «Io credo nel lavoro duro, non ho mai cercato l’aiuto di nessuno. Vengo da una famiglia di lavoratori».

Il Frosinone crede fermamente nelle qualità di questo piemontese con le idee chiare e tanta voglia di fare. Lo ha inseguito e voluto a tutti i costi, superando la concorrenza di altre squadre come Empoli e Spezia.

Stirpe ritiene che possa essere il condottiero giusto per riprovare l’assalto alla serie A ma ha anche puntualizzato che avrà massima autonomia e potrà lavorare con serenità. Tutta la dirigenza, da Salvini al diesse Giannitti, è pronta a proteggerlo dalle intemperie che un campionato lungo e difficile come la serie B presenta puntualmente.

E’ chiaro che le difficoltà non mancheranno. Longo passerà dall’ovattato ambiente vercellese a quello rumoroso di Frosinone dove le aspettative sono alte. Il tecnico dovrà essere bravo a capire la realtà giallazzurra ed a calarsi in un contesto che per un allenatore può diventare esaltante come lo è stato per Stellone. Le pressioni ci saranno ma senza che calcio è?

Il gruppo di giocatori è rodato e competitivo. Ha vinto tanto a Frosinone. Gli innesti (Ciano e Beghetto in primis) sono di spessore, partenze illustri (Dionisi ad esempio) finora non ci sono state.

Ed il mercato non è finito. Esistono tutte le premesse per un torneo bello ed avvincente. Longo, ragazzo del Fila non vuole deludere.

Foto: copyright Frosinone Calcio, tutti i diritti riservati

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