Maestro di calcio ed ex canarino: ecco il nuovo Cristiano del Real

La storia del mediano del Frosinone di Mari, diventato uno degli istruttori della fondazione del club madrileno che esporta in tutta Europa i metodi di allenamento della “cantera”. Pino è reduce da un tour di sei settimane in Italia dove ha insegnato a decine di ragazzi i principi fondamentali del gioco dei “galacticos”

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Ieri una vita da mediano a recuperar palloni sui campi duri della Serie B e C di mezza Italia. Oggi una vita da “galactico” ad insegnar il calcio del mitico Real Madrid. Ve lo ricordate Pino Cristiano, la “tigre” nel motore del Frosinone di Alberto Mari che a fine anni ’80 in C1 ha dato spettacolo? A 60 anni compiuti lo scorso 14 maggio, Cristiano è un quotato tecnico delle giovanili e da qualche tempo è anche uno degli istruttori della Fondazione Real Madrid che esporta in tutta Europa (Italia compresa) il metodo di lavoro della “cantera” madridista in collaborazione con lo sponsor tecnico del Real che fornisce le attrezzature e gli indumenti da gioco.

Per l’ex mediano un’esperienza straordinaria e gratificante ma soprattutto un premio ad una carriera spesa nei settori giovanili di diversi club piemontesi come il San Gallo Settimo in provincia di Torino dove insieme al fratello Fabio insegna l’arte del pallone. 

LA FONDAZIONE REAL

Pino Cristiano al Santiago Bernabeu

Pino Cristiano, originario di Cesana Torinese, è reduce da un tour di sei settimane in giro per l’Italia soprattutto al Sud dove insieme agli altri tecnici della Fondazione Real Madrid ha tenuto una serie di stage per giovanissimi calciatori.

Al centro ovviamente il metodo-Real. “Sono camp – ha spiegato Cristiano in un’intervista a La Stampa in cui il calcio è in primo piano proprio come piace a me. Utilizziamo tecniche all’avanguardia secondo i sistemi che si insegnano nel settore giovanile del Real”.

Per far parte del team dei “galacticosPino ha dovuto studiare, aggiornarsi e seguire i corsi del Real. Sempre sotto esame perché il club madridista non ammette improvvisazione e tutto deve essere perfetto.  “Noi istruttori svolgiamo una continua attività di formazione durante la stagione – ha aggiunto Cristiano – Siamo tutti tecnici qualificati, io ho il patentino Uefa A e per ogni stage arriva da Madrid un referente spagnolo della cantera”.

L’allenatore piemontese è volato spesso in Spagna per alcuni corsi. “Ultimamente abbiamo lavorato soprattutto con workshop ma sono andato diverse volte a Valdebebas, la cittadella sportiva del Real  – ha raccontato l’ex mediano canarino – Il rapporto tra la Fondazione e i Blancos è strettissimo. Quando eravamo là abbiamo assistito alle lezioni di Xabi Alonso, ArbeloaRoberto Carlos e Raul che ora è tecnico del settore giovanile”. 

IL METODO-REAL

Cristiano ha raccontato come si svolgono i camp di una settimana e soprattutto quali sono i principi generali del famoso metodo-Real.  “I giovani sono stati itineranti sul campo e si sono spostati in sei stazioni  ciascuna con un suo istruttore – ha ricordato Pino – I principi fondamentali degli allenamenti sono l’intensità, il ritmo alto, nessuna perdita di tempo. E’ il metodo che seguo anch’io e che ripropongo anche al San Gallo, la società di Settimo dove lavoro con mio fratello. I ragazzi dai 9 ai 15 anni hanno un kit con divisa, palloni e attrezzatura ufficiale e alla fine i migliori sono selezionati per una visita a Valdebebas con la possibilità di giocare una partita nella cittadella spagnola”.

Insomma per i giovani calciatori una grande occasione per mettersi in mostra e sognare magari di vestire la maglia dei “galacticos”

COLONNA DEL CENTROCAMPO

Pino Cristiano con Roberto Baggio

Nel Frosinone ha giocato due stagioni in Serie C1 tra il 1987 e il 1989, collezionando 63 presenze e 1 gol. Era arrivato dal Siracusa, dopo la promozione dei giallazzurri in C1, scelto dal diesse Mario Iacobucci e dallo stesso tecnico Alberto Mari. (Leggi qui Le mie istantanee in bianco e nero con Mario Iacobucci).

Nel primo campionato di C1 è stato una delle colonne del centrocampo canarino insieme a Davato, Bellini e Malaman. Un incontrista tra i più forti della categoria: generosità, corsa, buona tecnica ed uno spiccato senso tattico. Quel Frosinone ha giocato un ottimo calcio e nel girone d’andata è stato in corsa per la promozione in Serie B. Alla fine si è piazzato nono a causa di un finale di campionato col freno a mano tirato.

L’anno dopo purtroppo la squadra giallazzurra per vari motivi non si è ripetuta ed alla fine è retrocessa. Tuttavia Cristiano è stato uno dei pochi a tirare la carretta per cercare di salvare il salvabile. Al termine del campionato è stato ceduto al Licata. Poi è stato alla Casertana dove ha conquistato la Serie B, di nuovo al Siracusa e al Nizzamillefonti ultima tappa della sua carriera.

Cristiano ha iniziato nelle giovanili del Toro ed era una promessa ma poi un grave infortunio gli ha tarpato le ali sul più bello. Ha dovuto ripartire dal basso: Omegna, Matera e Bernalda. A Vercelli nell’83-84 si è messo in luce prima di approdare alla Reggina ed al Siracusa. E proprio al Sud ha dato il meglio di sé. In quelle piazze calde e passionali che da sempre impazziscono per i giocatori combattivi che in campo danno anche l’anima.

Appesi gli scarpini al chiodo ha iniziato ad allenare soprattutto i giovani. Tante le formazioni tra le quali anche gli Allievi del Toro. Ha forgiato generazioni di calciatori. Un maestro di sport e vita.

NOSTALGIA CANAGLIA

Luciano Malaman e Pino Cristiano

A Frosinone Pino ha lasciato un ottimo ricordo per la generosità e la grinta che metteva in campo sempre. Tornava negli spogliatoi sempre sporco di fango o polvere e con la maglia fradicia di sudore. Un esempio anche per i calciatori di oggi.

I tifosi sui gruppi social lo ricordano con grande affetto. Qualcuno lo ritiene uno dei più forti mediani che abbia mai giocato a Frosinone. Altri hanno ancora negli occhi il bel gol segnato a Pozzuoli nella gara pareggiata 1-1 contro la Puteolana il 25 ottobre del 1987.

Ma Pino è stato benvoluto in tutte le piazze dove ha giocato. Apprezzato e rispettato per le sue doti calcistiche e per la sua sincerità. E l’esperienza in giro per l’Italia con la Fondazione del Real Madrid è stata anche un’occasione per fare un tuffo nel passato. “Ho giocato tanti anni in Serie C e B soprattutto al Sud: Reggina, Frosinone, Caserta, Matera, Siracusa – ha chiosato Pino – Per i trent’anni della promozione in B della Casertana, con i miei ex compagni abbiamo fatto una festa nella settimana in cui il clinic del Real era a Boscoreale in provincia di Napoli. Poi a Monopoli, Catanzaro e Scanzano Ionico ho rivisto tanti amici di quegli anni: il Real mi ha anche permesso di ritornare in qualche modo giovane”.

Ieri una vita da mediano. Oggi una vita da “galactico”.    

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