Confermate retrocessioni e promozioni. Stirpe: “Ha prevalso il merito sportivo”

Frosinone Calcio
Photo Frosinone Calcio / Alessandro Sabattini

Ai microfoni di Radio Day il presidente del Frosinone commenta le decisioni del Consiglio federale su promozioni e retrocessioni. Analizza il momento del calcio colpito duro dalla crisi post-covid. "Non possiamo più permetterci 100 club professionistici".

Alessandro Salines

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Un ruggito del coniglio“. È sarcastico e tagliente il presidente Maurizio Stirpe dopo la riunione del Consiglio federale che ha bocciato in maniera netta (18-3 l’esito della votazione) il tentativo maldestro della Lega di Serie A di bloccare le retrocessioni e quindi le promozioni dalla B in caso il campionato dovesse fermarsi di nuovo a causa del covid-19.

Il patron del Frosinone era stato duro quando le società della massima serie avevano votato a larga maggioranza la delibera che tanto ha fatto discutere in questi ultimi giorni. Stirpe aveva addirittura evocato una class action se la proposta fosse passata. Ora accoglie con soddisfazione la scelta della Figc e prende  l’occasione per analizzare il momento del calcio italiano che venerdì ripartirà con la Coppa Italia.    

Le regole non sono acqua fresca

Gabriele Gravina Foto © Imagoeconomica / Paolo Lo Debole

Il Consiglio federale dunque ha rispedito al mittente la proposta della Lega di A. Si va avanti con la linea-Gravina.

Se i campionati non dovessero partire il 20-21 giugno o essere sospesi dopo una o più giornate, si giocheranno brevi playoff e playout. Ma se non ci saranno le condizioni neppure di disputare gli spareggi si procederà alla cristalizzazione della classifica con criteri correttivi (il famoso algoritmo).

Non avevo dubbi che sarebbe passata la linea della Figc – osserva Stirpe ai microfoni di Radio Day – Una delibera, pur della componente più importante del nostro movimento, non può cambiare le regole, i principi del merito sportivo e del rispetto delle norme. Le regole non possono essere ricondotte alla tutela di interessi retrobottega. Quello della Lega di A lo definirei il ruggito del coniglio. È stato l’ennesimo momento di polemica in un periodo dove le polemiche non servono. A questo punto questa delibera va derubricata come una volontà dell’assemblea di Lega di Serie A che non produrrà nulla“.

Stirpe più realista del… re

Sono stati mesi difficili per il numero uno del club giallazzurro impegnato su più fronti. Imprenditore, vice presidente di Confindustria e massimo dirigente del Frosinone. La pandemia ed il lockdown hanno lasciato solo macerie. Il calcio è stato colpito duro come ogni settore economico.

Inutile nascondersi, ancora non siamo fuori dal tunnel come pandemia ma in ogni caso il calcio ha perso valore in questi 3 mesi – aggiunge Stirpe – Tutto quello che era valido fino al 29 febbraio, ora non lo è più“. 

Il calcio post-pandemia

Roberto Monforte

Il perimetro professionistico va ridisegnato. “Non possiamo più permetterci 100 squadre – risponde il presidente canarino alle domande dei conduttori Roberto Monforte ed Andrea Campioni  – Prima del coronavirus pensavo che avessimo risorse per 72 club. Ora penso che al massimo si possono sostenere 50 formazioni“. 

I ricavi diminuiranno. “Diritti tv, sponsor e biglietteria sono voci che subiranno un calo rilevante – dice ancora Stirpe – Vi faccio un esempio: allo “Stirpe”, se le condizioni ci saranno, potranno entrare al massimo 4000 spettatori in uno stadio da 16.000. Sono tutti fattori che incideranno sulla carne viva della società. Bisognerà trovare nuovi criteri per la sostenibilità. Prevedo insomma uno forte smottamento nei mesi futuri come per il resto dell’economia“. 

Il calcio penalizzato oltremisura. “Il nostro mondo vive grazie alla presenza del pubblico che è una componente importante – sottolinea Maurizio StirpeLa relazione e il contatto sono aspetti distintivi del calcio come lo sono ad esempio nel turismo. Ci aspettiamo mesi difficili, le convinzioni che avevano fino al 29 febbraio dovranno essere riviste. Serviranno strategie precise per uscirne fuori. Purtroppo penso che servirà qualche anno per tornare ai livelli di prima“.

Un’occasione per cambiare il calcio?

Gabriele Gravina durante la riunione in Federcalcio

Il presidente Maurizio Stirpe non vuole fare il moralista. Non cade nella retorica di quanti dicono che il post-pandemia servirà per le grandi riforme. La sua analisi è al solito lucida.

Non so se ci sarà l’occasione per mettere a posto le cose – afferma Stirpe a Radio DayLa cosa certa è che fino al 29 febbraio il calcio poteva permettersi un abito che ora invece non può più indossare. Dovrà ridimensionarsi, privilegiare la sostenibilità economica rispetto al resto. Si dovranno comprimere i costi e non dei magazzinieri ma bensì dei principali attori di questo movimento. Costi che incidono sui bilanci delle società per il 70-80 per cento. Credo che in definitiva andranno ridiscussi certi parametri. Occorrerà un confronto sereno senza nessun tipo di prevaricazione. Le società dovranno spendere ciò che possono e non un euro di più“. 

Anche il calciomercato (si terrà dal 1 settembre al 5 ottobre) ovviamente ne risentirà. “È chiaro che il valore patrimoniale del calcio è stato deprezzato – sostiene Stirpe – Quindi bisognerà valutare nel rapporto tra domanda ed offerta in che percentuale verrà appunto deprezzato. Comunque è difficile oggi fare previsioni sul mercato. Viviamo nell’incertezza e bisognerà pure vedere come andrà a finire la stagione. Un conto è terminare il campionato regolarmente, un altro è se si dovrà ricorrere ai playoff o alla classifica cristalizzata. Navighiamo a vista. Accontentiamoci dell’orizzonte che abbiamo davanti. L’importante adesso è ripartire e fare più strada possibile“.  

Il Frosinone riparte con lo spirito giusto

Il Frosinone durante la partita con il Pescara

Il patron giallazzurro non si sbilancia più di tanto perché sa benissimo che dopo tre mesi d’inattività sarà un altro campionato.

Ancora non ho potuto assistere ad un allenamento – rivela Stirpe – Ma i miei collaboratori mi stanno relazionando sul lavoro che sta svolgendo il gruppo. So che c’è lo spirito giusto per ripartire bene. C’è tuttavia da fare i conti con la precarietà del momento. La spada di Damocle dei tamponi e così via. Previsioni, però, non si possono fare. Bisogna aspettare le prime 3-4 partite per avere un quadro preciso“.

La nomina a cavaliere 

Per il presidente Maurizio Stirpe non è stato solo un periodo di grande impegno e stress. La scorsa settimana è arrivata la bella notizia dell’onorificenza a Cavaliere del Lavoro. Sulle orme del papà Benito. (leggi qui Maurizio come Benito Stirpe, ora anche lui è Cavaliere del Lavoro).

Per certi aspetti si tratta di un punto d’arrivo perché è la massima onorificenza relativa alla professione che si svolge – rivela Stirpe – Da un’altra parte aumenta il senso di responsabilità. E’ evidente che quando si diventa un punto di riferimento non ci si può nascondere e bisogna sempre mettere la faccia. Non dimenticando che siamo uomini e possiamo sbagliare pure se la gente si aspetta pochi errori“.

Un messaggio a tifosi

Maurizio Stirpe chiude l’intervista a Radio Day con un pensiero ai tifosi giallazzurri sperando che al più presto possano tornare a colorare lo stadio “Benito Stirpe”.  

Il mio augurio è che possano recuperare una condizione di normalità e serenità che è propedeutica per guardare al futuro con entusiasmo ed ottimismo così come faccio io quando la mattina mi sveglio“, chiosa il presidente.  

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