Obolo-Uefa e più mutualità: la Serie B vuole recuperare le risorse perdute

L’assemblea della Lega è tornata a riunirsi dopo le macerie lasciate dalle elezioni andate a vuoto lo scorso 12 settembre. I club provano a ritrovare una compattezza intorno a temi cruciali per il campionato. I diritti tv continuano a tenere banco: spunta la proposta di una società per la distribuzione del prodotto. Continuano le grandi manovre per le consultazioni-bis

Alessandro Salines

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La Serie B batte cassa e prova a ritrovare una parvenza di compattezza dopo le macerie lasciate dall’assemblea elettiva andata a vuoto lo scorso 12 settembre. Le 20 società sono tornate a riunirsi a Milano in un incontro molto partecipato e sentito tenendo presenti i temi in discussione. La sintesi è presto fatta: le società chiederanno all’Uefa un contributo di solidarietà e poi la Lega lavorerà per recuperare l’1 % della mutualità scesa al 6%.

I club insomma tenteranno di rimediare alle perdite dovute al calo degli introiti dei diritti tv. A tal proposito il presidente Mauro Balata ha portato sul tavolo la proposta di una società specializzata nella distribuzione dei diritti. La Lega prova a ripartire in vista anche dell’importante appuntamento del 4 novembre con l’attesa assemblea federale.

Cara Uefa ti scrivo

Balata è intervenuto sulla quota di solidarietà Uefa destinata alle società che non partecipano ai tornei europei. Un contributo cruciale alla luce anche dei minori introiti causati dall’ampliamento dei tornei internazionali. Sul tema, la Lega B chiederà di partecipare alla distribuzione dei ricavi.

D’altronde Balata ha più volte addebitato alle formule extralarge di Champions, Europa League e Conference le difficoltà nella cessione dei diritti tv e di conseguenza il calo degli introiti. Quindi la richiesta di risarcimento andrebbe a colmare quei 3 milioni che ogni società ha perso dopo il nuovo contratto televisivo sottoscritto solo con Dazn e non con Sky.

La battaglia sulla mutualità

Gabriele Gravina durante una riunione in Federcalcio

I 20 club lavoreranno per recuperare l’1% della quota di mutualità spettante alla B e che nel 2016 lè stata ridotta al 6% di quanto incassa la A con la vendita dei diritti tv. Un’istanza che sarà portata sul tavolo delle riforme di strettissima attualità in vista dell’assemblea federale. Anche in questo caso l’intento è di provare a colmare il gap lasciato dopo il nuovo contratto televisivo. Sarà una battaglia difficile su una questione annosa e spinosa.

Restando al tema delle riforme, i club cadetti e Balata si sono confrontati sulla legge Melandri, sul peso in Consiglio federale e sull’eventuale maggiore autonomia delle leghe professionistiche. Tanta carne al fuoco per cercare una quadra ed arrivare al 4 novembre con le idee chiare.

Un partner per i diritti tv

I diritti tv ancora una volta hanno avuto una parte importante nella discussione in assemblea. In estate è stata una telenovela fino alla conferma di Dazn e al forfait di Sky. Ma non è finita. La novità che apre scenari di un certo tipo è la proposta per la distribuzione del campionato e di advisoring da parte di una società specializzata nella costruzione di business nel settore dei media sportivi. Un’azienda già partner di Liga, Ligue 1 e NBA e quindi di provata affidabilità. Per la Serie B potrebbe rappresentare una svolta sotto tutti i punti di vista.

L’area audiovisivi ha aggiornato sullo stato dell’arte tecnic per dare avvio alla distribuzione del campionato sulla piattaforma Prime Video. Al termine è stato individuato un percorso strategico, condiviso all’unanimità, sia su vecchi che nuovi broadcaster.

E le elezioni?

Mauro Balata nel corso della cerimonia di presentazione del calendario

A questo punto le consultazioni dovrebbero tenersi dopo l’assemblea federale del 4 novembre. Ma sulle date non sono esclusi colpi di scena come è capitato per quella del 12 settembre. Intanto però le grandi manovre sono continuate e proseguiranno. Malgrado il clima più disteso, le divisioni restano. Mauro Balata cercherà ancora una volta la conferma per il terzo mandato dopo aver fallito nell’assemblea del 12 settembre. Non sarà facile se i numeri saranno gli stessi. Balata però sta cercando di ricompattare il fronte per raggiungere almeno la quota minima (11 voti). Gli argomenti trattati nell’ultima assemblea e le novità annunciate potrebbero dare una mano al presidente uscente.

Vittorio Veltroni (Foto: Stefano Scarpiello © Imagoeconomica)

Tuttavia l’opposizione sta lavorando per trovare un’alternativa. Un candidato credibile. Il 12 settembre si erano presentati Vittorio Veltroni e Beppe Dossena senza riuscire a fare breccia. Sono circolati altri nomi. Tra i papabili Luigi Carraro, figlio dello storico dirigente Franco (già presidente della Figc e del Coni), e numero uno della Federazione internazionale padel dove è in odore di conferma. Altro profilo è quello di Matteo Mammì, sponsorizzato dalla Sampdoria e dal suo presidente Matteo Manfredi. Il giovane imprenditore è stato il fautore dell’acquisto dei diritti tv da parte di Helbiz. Ma tra i candidati potrebbe tornare in auge Paolo Bedin, già direttore generale della Lega Serie B, un uomo-macchina di grande esperienza.