L'analisi del giorno dopo. Sotto di due gol dopo un primo tempo disastroso e tra le polemiche arbitrali, il Frosinone trova nel finale le reti di Calò e Raimondo. Terza rimonta consecutiva e striscia positiva a cinque risultati.
Dopo il black-out del primo tempo, condito da non poche polemiche all’indirizzo della direzione dell’arbitro Di Marco, il Frosinone sfrutta la doppia occasione sul finale, ritrovando l’ossigeno necessario per compiere la terza rimonta consecutiva (la seconda di fila partendo con uno svantaggio di due gol). La squadra di Alvini allunga a 5 la striscia di risultati utili consecutivi dopo la sconfitta contro il Venezia che, però, insieme al Monza, vola in testa alla classifica a cinque lunghezze di distanza dai ciociari, terzi ed a solo una lunghezza di vantaggio sul Palermo, uscito vittorioso dal rocambolesco match contro il Mantova. (Leggi qui la cronaca: Pari, orgoglio e polemiche: il Frosinone rimonta ma scivola a – 5 dalla vetta).
Un tempo a testa anche per i numeri

A vincere è l’equilibrio, anche nei numeri del match, con un Frosinone che entra in campo svagato e subisce il gol del vantaggio pescarese dopo appena settanta secondi dal fischio di inizio per opera di Di Nardo, completamente perso dalla difesa ciociara. Alvini, complice lo stop di sette minuti per il petardo lanciato in campo dal settore ospiti, prova a correre ai ripari attuando un simil time-out che, però, non suscita la reazione sperata dal mister toscano. (Leggi qui le pagelle: Il Pagellone di Frosinone – Pescara 2-2).
Vero e proprio spartiacque della prima frazione è la cavalcata di Cittadini che, in transizione offensiva, accusa un problema muscolare e, sul capovolgimento di fronte, non sfrutta la rimessa laterale in zona offensiva del Pescara per accasciarsi e chiedere lo stop del gioco all’arbitro. Una frazione di secondo che costa carissimo al Frosinone che, con Cittadini fermo a terra, si fa sorprendere in inferiorità numerica difensiva e, a squadra ferma, subisce il raddoppio sempre per opera di un ispiratissimo Di Nardo. Un episodio borderline, gestito male dall’arbitro e ancora peggio dai giocatori del Pescara, soprattutto all’indomani del meraviglioso gesto di fair-play compiuto da Fumagalli in Reggiana-Sudtirol.
Cichella timbra il 17° palo

Il gol del raddoppio scuote il Frosinone che reagisce e offre il massimo sforzo per accorciare fin da subito il passivo. Dal gol al fischio di fine primo tempo passano 21 minuti,nei quali i ciociarivanno per cinque volte alla conclusione (trovando il primo tiro in porta appena al 39′), si vedono annullare un gol dal Var (per una spinta di Calvani) e colpiscono un palo con Cichella che, a tu per tu contro Saio trova il diciassettesimo palo stagionale della squadra ciociara (secondi nella speciale classifica dietro al Modena con 18 legni).
La seconda frazione con un Pescara stanco per quanto speso nel primo tempo, è un lunghissimo monologo targato Frosinone che, però, nonostante il forcing, non riesce mai ad essererealmente pericoloso dalle parti di Saio. Alvini prova a rimescolare le carte in tavola e, considerando la scarsa pericolosità offensiva degli abruzzesi, toglie Marchizza in favore di Konè, che entra insieme a Francesco Gelli e Raimondo, con l’obiettivo di aumentare il ritmo per provare a dare più dinamismo all’azione ciociara.

Il piano offensivo si concretizza con l’asse Gelli-Gelli: il centrale ciociaro serve alla perfezione il numero dieci con un lancio di settanta metri alle spalle della difesa avversaria, Altare è ingenuo e concede il rigore e la superiorità numerica al Frosinone che prima realizza dal dischetto con Calò e poi allo scadere trova il gol del definitivo pareggio con Raimondo in versione rapace d’area di rigore.
Un pareggio che, a conti fatti e per come si era messa la partita, va accettato dagli uomini di Alvini che, recriminazioni arbitrali a parte, concedono un tempo al fanalino della classifica di Serie B, rimettendo la partita in sesto con l’orgoglio e le palle inattive, vere e proprie armi fondamentali della stagione.
Expected goals: abruzzesi più cinici

Alla fine del match saranno 19 le conclusioni dei canarini (di cui 17 da dentro l’area di rigore) contro le 13 totali del Pescara, al netto di 6 tiri nello specchio per parte. Meglio il Frosinone nei calci d’angolo (con un passivo larghissimo di 12 a 1) e nei passaggi riusciti (297 a 150, praticamente il doppio).
Negativo, invece, il dato degli expected goals, con la squadra di Alvini che chiude a 2,18 xG contro appena lo 0,78 xG prodotto dagli abruzzesi, sinonimo di come la squadra avversaria sia stata cinica ma anche decisamente baciata dalla fortuna.
Giornata nerissima per la difesa
Sesto gol incassato nelle ultime tre partite per quella che, una volta, era la miglior difesa del campionato e, soprattutto a causa delle troppe defezioni, ha perso qualche certezza di troppo. È chiaro che le assenze di Bracaglia e Monterisi pesano e non poco sul bilancio difensivo, ma non deve essere un alibi per chi scende in campo, troppo superficiale in alcune occasioni.

Decisamente sottotono Oyono (1 cross su 5 portato a segno) e Marchizza (4 conclusioni, zero in porto), che fanno entrambi un passo indietro dopo la convincente prova dello scorso weekend a Catanzaro. Non convince neanche la coppia centrale titolare, con Cittadini (responsabile, almeno in parte del raddoppio del Pescara) e Calvani, inizialmente troppo leggero in marcatura sulla coppia Di Nardo-Meazzi e in ripresa nel corso del match con il gol annullato prima e l’assist decisivo poi. L’unico che si salva è Jacopo Gelli che, dal suo ingresso in campo, prende in mano la difesa e vince quasi tutti i duelli aerei con il reparto offensivo avversario (12 su 13).
Gelli dal dischetto è freddissimo.

Il faro del centrocampo ciociaro si presenta dal dischetto, caricando sulle spalle un pallone pesantissimo e, con assoluta freddezza, lo deposita in porta a mezza altezza, battendo Saio e ravvivando definitivamente le speranze e il morale ciociaro. Il match del miglior assist-man del Frosinone non è solo il gol, è tanto altro: un potenziale assist cancellato dal Var e ben 7 passaggi chiave per i compagni, un numero davvero impressionante.
Segnali positivi anche da Konè e Gelli: il primo riesce finalmente a tramutare la grinta in dinamismo ed imprevedibilità, facendo ammonire Brandes a pochi secondi dal suo ingresso e conquistando il fallo da cui nasce il 2 a 2, il secondo riaccende la luce delle speranze ciociare con il rigore conquistato. Segnali importanti per Alvini, che può finalmente tornare a contare su una panchina capace di cambiare il volto del match.
Raimondo salva il Frosinone

Ad un mese di distanza dall’ultima marcatura, il momentaneo vantaggio contro il Venezia, rivelatosi poi inutile ai fini del risultato, Raimondo torna a segnare un gol pesante, il settimo della sua prima stagione in maglia gialloblù e lo fa nel momento più difficile per i suoi, in pieno recupero. Il centravanti scuola Bologna sfrutta l’opportunità che gli concede Alvini, rilevando dal campo uno spento e mal servito Zilli, ritrovando, oltre al gol, una fiducia che può tornare utile alla causa.
Si accendono a tratti Kvernadze e Ghedjemis, spenti in un primo tempo di torpore generale e imprevedibili nella seconda frazione, con il francese che porta a termine ben 6 dribbling su 8 tentati.
Lo Stirpe concede il bis

Archiviato il turno infrasettimanale, il penultimo della stagione in corso, è già tempo di guardare al weekend con lo Stirpe chiamato agli straordinari per ospitare la Sampdoria in un match dal prestigio altissimo, almeno per la storia del club ligure.
I ciociari, dopo tre pareggi consecutivi, dovranno tornare a macinare vittorie per non perdere contatto con Monza e Venezia, impegnate rispettivamente contro Spezia e Reggiana, alla ricerca di punti importanti in ottica salvezza. Due match sulla carta favorevoli alle capoliste, ma che, conoscendo ormai la Serie B, possono nascondere insidie inaspettate che il Frosinone deve assolutamente tornare a sfruttare.



