Il vecchio ed il ragazzo. Zeman e Longo: due opposti allo specchio

Pescara-Frosinone è la sfida tra l'integralista per eccellenza, al secolo Zednek Zeman ed il giovane tecnico che sta facendo della duttilità la sua forza, Moreno Longo.

di Fabio CORTINA

e Giovanni GIULIANI

*

Zdenek Zeman e Moreno Longo. Un vecchio ed un ragazzo. Domani due rivali. Due che col pallone ci sono nati e che trascorreranno con quella sfera l’interezza delle loro vite. Un vecchio eterno adolescente, conquistatore, sornione, che nella sua vita è stato amato in maniera incondizionata da milioni di persone, ma odiato da altrettante. Il giovanotto invece sembra essere vissuto almeno un paio di decenni in più rispetto al suo rivale, è pacato, invoca tranquillità e la infonde. E’ guardingo, non si butta mai. E’ saggio, quasi più del vecchio.

La partita tra Frosinone e Pescara rappresenta il confronto tra due mondi differenti. Quello del faccia a faccia tra i due tecnici è solo un artificio, che però rappresenta la differenza netta e sostanziale che esiste tra le due squadre. Una nobile decaduta, ma non troppo come il Pescara; una società rampante, vogliosa di emergere e soprattutto con le carte in regola come il Frosinone.

Sarà sfida vera, sfida intensa. I ragazzi di Longo non vogliono abbandonare l’autostrada che da 15 turni a questa parte hanno imboccato senza fermarsi mai e sanno che più degli accorgimenti tattici, domani, serviranno lo spirito e l’impegno visti a Cittadella. Le squadre di Zeman si sa, sono imprevedibili e possono mandarti al tappeto quando meno te lo aspetti, ma d’altro canto il tecnico piemontese sa anche che per offenderti il Pescara presta il fianco ed è in quel momento che bisogna azzannare. Alle 15:00 il vecchio ed il giovane però entreranno in quella dimensione che annulla lo spazio ed il tempo. Saranno due uomini soli, uno contro l’altro, ognuno con le proprie idee e niente di più.

Le dodici lunghezze di distacco tra il vecchio e il ragazzo però, sono frutto di un campionato con un leit-motive ben preciso. Da una parte l’allenatore giallazzurro che ha costruito il primato sulla continuità di risultati; dall’altra il tecnico boemo che, al solito, non conosce mezze misure. Zeman che in questa stagione ha già traballato tanto e Moreno Longo entrato sempre più in simbiosi con l’ambiente ciociaro.

Longo/Zeman è anche la dicotomia esatta tra chi non è ancorato meccanicamente alla tattica, ai numeri, e dimostra di sapersi adattare anche a gara in corso e chi, invece, non cambia mai(come gli cantava il buon Antonello Venditti) e va avanti con le sue convinzioni, ostinatamente… fregandosene di ciò che dicono e pensano amici e, soprattutto, acerrimi avversari.

Non solo: Longo/Zeman è la sfida tra un certo pragmatismo, senza rinunciare pur tuttavia allo spettacolo, e la splendida utopia di un calcio che ha regalato pagine esaltanti e tonfi clamorosi.

Longo/Zeman è, in ultima analisi, proprio quella sfida tra il nuovo che avanza e che si afferma con la sua ventata di freschezza ed il “vecchio” saggio che ancora si diverte ad insegnare come si sta su un campo di pallone.

E allora memori anche di ciò che fu la gara di andata, in perfetto stile zemaniano, prepariamoci a gustarci l’atto secondo della sfida tra il ragazzo… ed il Vecchio.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright