Dal successo nei rally alla guida dell’Automobile Club Roma: Max Rendina, Medaglia d’Oro CONI e ideatore del Rally di Roma Capitale, diventa vice presidente ACI Roma, portando esperienza sportiva e visione organizzativa nel motorsport nazionale.
C’è un momento nella vita di ogni pilota in cui la macchina si ferma. Non per un guasto, non per un incidente: semplicemente perché il tempo ha deciso che è arrivata. Max Rendina quel momento lo conosce. Sa com’è stare in un abitacolo con il casco in testa e il mondo che scorre a duecento all’ora fuori dal finestrino. Sa com’è vincere. E sa com’è fermarsi. Lui è sceso, s’è sfilato il casco ed i guanti: ma non si è fermato.

Ha preso una città: Roma, con tutto il suo caos barocco, i sampietrini, i semafori rotti e la politica che si intrufola ovunque. E ci ha costruito un rally. Il Rally di Roma Capitale, partito come una scommessa locale e cresciuto fino a diventare tappa del prossimo Campionato Mondiale. Non accade per caso. Accade quando qualcuno ha la cocciutaggine dei piloti (quella che ti fa tenere il piede sull’acceleratore anche quando la curva sembra chiudersi) e la pazienza degli organizzatori (che sanno che le cose grandi si fanno mattone su mattone). (Leggi qui: Ciao Sardegna: il Mondiale Rally dal 2027 romba tra le curve del Lazio).
Ora Max Rendina è il nuovo Vice Presidente dell’Automobile Club Roma, nominato su proposta della presidente Giuseppina Fusco che ha deciso di scommettere su chi ha già vinto. Non è una promozione burocratica. È il modo per dire che nel motorsport certe storie meritano un capitolo in più.
La lunga corsa di Max
Il curriculum parla da solo: Campione del Mondo Rally 2014 WRC2 al volante della Mitsubishi Lancer Evo X, la Medaglia d’Oro al Valore Atletico del CONI, il Volante d’Argento dell’ACI per meriti sportivi, anni alla guida della Commissione Sportiva ACI Roma durante i quali il motorsport laziale è cresciuto in visibilità e valore.

I curriculum però raccontano i titoli. Non raccontano le notti passate a costruire percorsi, a convincere Comuni e prefetture, a trasformare una strada romana in un tracciato di gara davanti agli occhi stupiti dei turisti. Non basta la pazienza, non è sufficiente la costanza: occorre conoscere a menadito i regolamenti, saper sgomitare dove si prendono le decisioni. Soprattutto serve avere l’autorevolezza di chi al volante c’è stato ed ha spinto fino a centrare l’iride. E sa imporre quel rispetto a chi vuole diventare parte del progetto. C’è questo dietro alla scelta fatta dalla presidente Fusco. (Leggi qui: Rendina indossa il… Casco Italia per i successi del Rally di Roma Capitale).
«Metterò a disposizione la mia esperienza», ha detto Rendina con la sobrietà di chi non ha bisogno di aggiungere molto. È la frase di chi sa cosa vale quell’esperienza. E sa anche che il lavoro vero comincia adesso.
Da pilota a organizzatore, da organizzatore a dirigente. Il volante non cambia. Cambia solo la velocità con cui gira.



