E Brighenti si rialzò per la terza volta (di A.Salines)

Alessandro Salines

Lo sport come passione

di Alessandro SALINES
Giornalista
in zona Cesarini

 

 

IL PERSONAGGIO / Il difensore del Frosinone torna in campo dopo l’ennesimo e grave problema di salute
E Brighenti si rialzò per la terza volta
Una storia di coraggio e passione da prendere come esempio

 

 

Nicolò Brighenti dovrebbe raccontare la sua storia nelle scuole. Con orgoglio e cuore. Magari nell’ambito del progetto ‘Frosinone Experience’, lanciato dal direttore Salvatore Gualtieri. Sarebbe una bell’idea o no? E’ una storia di coraggio, voglia di vivere e passione per il calcio. Una storia di un ragazzo che non si è mai arreso davanti alle prove della vita, quelle più difficili da affrontare e superare.

A 28 anni Nicolò è caduto almeno 3 volte. Tre mazzate tremende che avrebbero messo ko chiunque. Ed invece lui si è sempre rialzato. Aggrappandosi alla Fede, lottando come un leone ed inseguendo un sogno. Quello del calcio. Un esempio per tanti ed ha ragione Paolo Cristallini, suo direttore sportivo ai tempi del Vicenza: “Brighenti è un ragazzo di grande volontà e personalità. Sa cosa significa soffrire”.

 

Oggi pomeriggio il difensore è tornato ad allenarsi col Frosinone al centro sportivo di Ferentino. Per la terza volta è rinato calcisticamente parlando. A fine maggio l’ennesimo grave problema di salute lo aveva minato ma Brighenti ha saputo reagire. Nemmeno stavolta si è arreso. Ed eccolo qui a correre insieme ai suoi compagni, agli ordini del tecnico Moreno Longo che ritrova un elemento importante nello scacchiere giallazzurro. In molti assicurano che Nicolò sarà un altro grande neo acquisto dei canarini al pari dei vari Ciano e Beghetto.

 

Brighenti, originario di Bussolengo in provincia di Verona, è cresciuto nelle giovanili del Chievo. E’ un difensore duttile. Centrale ma anche laterale sia di destra che di sinistra. Talvolta è stato impiegato pure a centrocampo. Piedi educati, sa impostare il gioco da dietro. Implacabile in marcatura e malgrado non sia un gigante è molto forte sulle palle alte. Comincia la carriera da professionista nel 2008 al Mezzocorona in Seconda divisione dove si mette in luce. La stagione seguente la Triestina lo ingaggia in comproprietà col Chievo e finisce al Pergocrema in Prima divisione.

Ma la sfortuna più nera è in agguato e si materializza in un tumore benigno al cervello. A 20 anni Brighenti vede crollargli il mondo addosso e non solo perché gli viene ritirata l’idoneità per giocare. Nicolò però non si perde d’animo e vince la sua prima partita veramente importante. Una vera finale. Si opera, guarisce e nel 2010-2011 torna in campo col Viareggio in C1. L’unico ricordo del male è un caschetto protettivo che indossa in campo. In Versilia sale alla ribalta per le sue qualità. Il tecnico Giuseppe Scienza lo definisce in un’intervista: “Straordinario”.

Dopo due ottime stagioni nel club toscano a gennaio del 2012 viene acquistato in comproprietà dal Vicenza. Esordisce in serie B a Torino. Colleziona 7 presenze fino alla fine del torneo. Viene confermato e diventa titolare inamovibile. Segna anche il suo primo gol al Brescia: una rete da cineteca, scelta dalla Lega di Serie B come la più bella della giornata. La sua ascesa subisce uno stop: salta otto gare per infortunio. Ma Brighenti sa cosa vuol dire soffrire e torna più forte di prima.

 

A fine anno la grande occasione. Il Chievo lo riprende a titolo definitivo. La serie A ed il grande calcio lo aspettano ed invece per Brighenti sarà un’annata triste ai margini della prima squadra. Nell’estate 2014 il Vicenza riacquista il difensore di Bussolengo su indicazione precisa del tecnico Lopez. Disputa una stagione super, si piazza terzo nella Top 15 dei migliori difensori di serie B.
Tutto va a gonfie vele ma Nicolò non ha fatto i conti col destino che pare avercela con lui. Un destino crudele.

Il 19 settembre del 2015 nel corso di Vicenza-Como, terza d’andata, patisce un infortunio raro e grave: la lacerazione del pancreas dopo uno scontro fortuito con il suo compagno di squadra, il portiere Vigorito che oggi ha ritrovato al Frosinone. Brighenti viene sottoposto ad un lungo e delicato intervento chirurgico all’ospedale ‘San Bortolo’ di Vicenza da parte del professor Francesco De Marchi. La sua carriera è a rischio. Il giocatore però è una roccia e si rialza ancora. Dopo il duro periodo di riabilitazione nel girone di ritorno riassapora il prato verde e diventa capitano dei biancorossi di Pasquale Marino che sfiorano la promozione in serie A dopo i playoff.

“Non potrò mai dimenticare cosa mi è successo contro i lariani – disse in un’intervista – Ma può succedere nel calcio. Non è colpa di nessuno. Ricordo i miei compagni che la sera si sono precipitati all’ospedale per venirmi a trovare. Grazie al loro affetto ed a quello di mia moglie Silvia, mio fratello Marco ed i miei genitori sono venuto fuori alla grande. Grazie a tutte le persone che mi hanno mandato messaggi di incitamento. E vorrei sottolineare la sensibilità di Marino. Una persona eccezionale, che mi ha dato fiducia, soprattutto quando sono uscito dall’ospedale e stavo effettuando la riabilitazione”

 

Il 29 luglio del 2016 si trasferisce al Frosinone dopo una laboriosa trattativa. Per Brighenti inizia una nuova avventura in una squadra ambiziosa che punta al ritorno in A. In panchina ritrova Marino. Il club giallazzurro ripone grande fiducia nel difensore veneto che non si tira indietro. Anzi. Malgrado un doloroso problema alla spalla, Brighenti stringe i denti, gioca e pure bene. E’ il pilastro della difesa a tre schierata dal tecnico siciliano. Ma a Chiavari è costretto a gettare la spugna ed a operarsi di nuovo. La sua stagione finisce qui.

Il Frosinone però lo aspetta. Sa benissimo che Nicolò lavorerà duro per recuperare e farsi trovare pronto per il campionato che verrà. «Tutto procede per il meglio – affermò sul quotidiano Ciociaria Oggi – Per il via della preparazione sarò a completa disposizione. La spalla è stata bloccata in maniera definitiva e quindi non ci sarà più il rischio di possibili lussazioni». Le ultime parole famose. La malasorte non lo abbandona.

Non si sente bene, lo staff medico con la dottoressa Sandra Spaziani ed il dottor Claudio Raviglia gli prescrive delle analisi specifiche. I risultati sono tutt’altro che incoraggianti. Gli viene diagnosticata una cisti al pancreas. Deve essere nuovamente operato. L’intervento all’ospedale di Vicenza riesce perfettamente sempre da parte del professor De Marchi. A distanza di meno tre mesi Brighenti è di nuovo un giocatore a tutti gli effetti. Non ha mollato ed è tornato per la terza volta.

Il Frosinone, va sottolineato, gli è stato sempre vicino e lo ha atteso. Brighenti spera di aver pagato il suo conto con la sfortuna in modo tale da raccontare la sua storia. Una storia di coraggio e passione per il calcio.

 

 

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