Una provincia poco sportiva (di A. Salines)

Alessandro Salines

Lo sport come passione

di Alessandro SALINES
Giornalista
in zona Cesarini

 

 

La Ciociaria in zona retrocessione nella classifica stilata dal quotidiano economico
Una provincia poco sportiva
L’analisi dopo la sonora bocciatura del ‘Sole 24 Ore’

 

 

Non bastano le gesta del Frosinone Calcio, eletto da più parti come club modello. Non basta la prossima apertura dello ultra moderno stadio ‘Benito Stirpe’. Non basta il rilancio del Cassino nel calcio che conta. Non basta la Superlega della Biosì Sora. Non basta la BPC Virtus Cassino, leader nel basket provinciale. Non basta Fabrizio Donato, highlander dell’atletica italiana. Non basta qualche vittoria sparsa qua e là di tanto in tanto. Non bastano i proclami dei politici, magari effettuati in campagna elettorale. La Ciociaria è una provincia poco poco sportiva. La conferma arriva dalla classifica sull’indice di sportività, stilata da undici anni a questa parte, dal ‘Sole 24 Ore’. Frosinone resta in zona retrocessione come d’altronde negli anni precedenti: 86° posto su 110. Lo scudetto lo vince Trieste, ultima Enna.

 

L’indagine del quotidiano economico è stata condotta in base a 30 indicatori che a loro volta danno vita a delle graduatorie parziali. Si parte dai tesserati Coni fino allo sport al femminile. La Ciociaria annaspa in quasi tutte le classifiche ad eccezione del 17° posto conquistato nella ‘formazione per lo sport’, il 31° nelle ‘squadre e territorio’ ed il 33° nel ‘calcio professionistico’ (i risultati del Frosinone hanno spinto in alto la provincia). Malissimo negli ‘altri sport indoor’ (105°) ed ‘outdoor’ (108°). Idem nello ‘sport al femminile’ dove la provincia è al 99° posto. Un dato questo che dovrebbe far riflettere in un’epoca in cui le quote rosa sono a dir poco tutelate.

 

IL NODO DELLE STRUTTURE

Gli impianti sono pochi e fatiscenti. Senza spazi adeguati lo sport provinciale non potrà mai crescere e chi vuole intraprendere una qualsiasi disciplina viene scoraggiato in partenza. La bocciatura del ‘Sole 24 Ore’ gira tutta intorno a questa grave carenza. La provincia sconta un ritardo abissale rispetto ad altri territori. E’ mancata negli anni una programmazione adeguata da parte degli Enti locali e del mondo sportivo. Inoltre le strutture esistenti non rispondono più alle esigenze degli atleti e delle società. Il caso della Biosì Sora è emblematico: il Palapolsinelli è inadeguato per la Superleta e quindi bisogna traslocare. Ma il club sorano non è l’unico a lamentare problemi con le strutture. Chiedetelo alla BPC Virtus Cassino che per anni è dovuta emigrare ad Atina e potrebbe fare molto di più della serie B se avesse una ‘casa’ all’altezza.

La scarsa manutenzione sta facendo il resto. Alcuni impianti sono letteralmente abbandonati. A Frosinone ci sono i casi-limite del campo d’atletica ‘Bruno Zauli’, della palestra Coni e del palasport del Casaleno che versano nel degrado. Le cose non vanno meglio in provincia. I fondi sono pochi, è vero, però non si può permettere che un patrimonio venga mandato in malora. Programmando gli interventi e con l’aiuto di sponsor forse si può tornare a fare manutenzione.

I più penalizzati sono i giovani ed i dilettanti che sono costretti a rivolgersi ad impianti privati. Ma non tutti possono sopportare i costi. L’inaugurazione dello stadio ‘Stirpe’ darà lustro all’intera Ciociaria tuttavia non cambierà le carte in tavola. Servono invece strutture di quartiere, magari polivalenti, e si dovrebbe ridare linfa agli oratori. Una soluzione sarebbe l’apertura di pomeriggio delle strutture scolastiche.

 

LA SCARSA TRADIZIONE

Lo sport ciociaro non ha radici profonde a parte qualche rara eccezione come ad esempio il Frosinone Calcio. Spesso e volentieri abbiamo assistito a squadre che nascevano, ottenevano risultati importanti e poi sparivano. E’ chiaro che la storia si costruisce pietra dopo pietra con la continuità dell’attività. E senza storia non si va da nessuna parte.

Negli anni la Ciociaria ha perso diverse realtà come il Ferentino tennistavolo che vinceva scudetti e partecipava alle coppe europee. Nel basket hanno gettato la spugna il Veroli che ha sfiorato la serie A1, il Ferentino e l’Anagni (maschile e femminile). Nel capoluogo l’IHF Volley ha giocato in A1 femminile ma a breve giro di posta ha detto basta. Anche la compagine maschile di pallavolo dopo gli anni della serie B ha mollato. Il Sora e l’Isolaliri nel calcio si sono dovute arrendere dopo aver vissuto stagioni da protagoniste nei prof. Insomma tanti passi indietro ed è inevitabile il responso dell’indagine del giornale di Confindustria.

 

DIRIGENTI IMPREPARATI E CRISI ECONOMICA

Lo sport ciociaro purtroppo ha pagato negli anni una classe dirigente non all’altezza della situazione. Troppa improvvisazione. Fin quando ci sono state risorse in abbondanza tutto è andato a gonfie vele. Poi con la crisi economica, la fuga degli sponsor, l’impalcatura è crollata. Sarebbero serviti dirigenti più preparati ad affrontare le difficoltà ed invece l’unica soluzione in molti casi è stata quella di chiudere baracca e burattini. Sono mancate a monte la programmazione e gli investimenti. Senza parlare degli sprechi effettuati ai tempi delle vacche grasse.

 

IL RUOLO DI CONI E FEDERAZIONI

L’indebolimento progressivo sul territorio delle istituzioni sportive ha contribuito non poco alla crisi dello sport provinciale. Il Comitato provinciale del Coni fungeva da punto di riferimento per l’intero movimento grazie anche all’impegno dello storico presidente Luigi Conte. La sua abolizione ha privato la provincia di un importante coordinamento. A loro volta pure le Federazioni hanno perso forza.

 

L’OPPORTUNISMO DELLA POLITICA

Lo sport in provincia è stato terreno di caccia dei politici che lo hanno utilizzato per fini propagandistici. Salgono sul carro dei vincitori, fanno passerella, stringono mani e premiano ma non riescono a creare quelle condizioni per favorire la crescita del movimento sportivo. La carenza di strutture sportive deriva dalle scellerate politiche messe in atto. Eppure ci sono gli assessori allo sport. Cosa fanno? La domanda se la pongono in tanti. Avrebbero il compito di favorire lo sviluppo e la promozione dello sport ed invece i numeri dicono il contrario. Certo ci sono pure le eccezioni ma si contano sulla punta delle dita.

 

 

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