Il calcio d’inizio di Stirpe tra entusiasmo ed orgoglio (di A.Salines)

Alessandro Salines

Lo sport come passione

 

di Alessandro SALINES
Giornalista
in zona Cesarini

 

 

Alla vigilia del debutto a Vercelli il presidente rompe il silenzio: “E’ un Frosinone competitivo”
Il calcio d’inizio di Stirpe tra entusiasmo ed orgoglio
Nuovo stadio, Longo e Dionisi: le verità del patron giallazzurro

 

 

Istituzionale come giusto che sia. Non politicamente corretto perché Maurizio Stirpe è diretto, essenziale e soprattutto non le manda a dire a nessuno. Domani sera a Vercelli riparte il campionato del Frosinone, l’ottavo di serie B, il quindicesimo da presidente dell’industriale ciociaro. E Stirpe per l’occasione rompe il silenzio e lo fa in una lunga e corposa intervista (firmata da Giovanni Lanzi capo ufficio stampa) al sito internet della società che ha cambiato look sia nei contenuti che nella veste grafica. Un restyling voluto fortemente dallo stesso presidente Stirpe: “Costituisce l’ennesimo passo in avanti. Che ci darà la possibilità di proiettare l’immagine del Frosinone sui media. E’ un momento importante per il Frosinone”. Tanti i temi toccati. Spunti interessanti. Risposte mai banali. Idee chiare. Una visione moderna del calcio e proiettata al futuro. Proviamo ad analizzare lo Stirpe-pensiero.

 

ENTUSIASMO. La prima cosa che colpisce nell’intervista è il grande entusiasmo. Un entusiamo contagioso. Un entusiasmo da debuttante. Stirpe non mostra segni di stanchezza malgrado da tre lustri sia alla guida del club e potrebbe benissimo tirare il fiato. Neppure le ultime delusioni (retrocessione dalla serie A e mancata promozione) ed il complicato affaire-stadio lo hanno fiaccato.

“La mancata promozione è stata immeritata – osserva il massimo dirigente – Abbiamo vinto il 50 per cento delle partite e non ci siamo classificati secondi per un gol, figlio della gara di andata con il Verona, nostra diretta rivale. Un gol nato da circostanze che non dobbiamo mai dimenticare. E pensiamo anche ad un Frosinone che non è andato in A per 1 punto dopo essersi fermato a quota 74. E poi aggiungo: pensiamo anche a quanti punti abbiamo lasciato per strada ed al modo in cui li abbiamo lasciati. Mi vengono in mente due partite: quella di Ascoli e quella di Benevento: oltre i demeriti nostri, anche i gol decisivi degli avversari in fuorigioco. Da tutto questo ho tratto la forza per ripartire”.

Il suo slancio dovrebbe essere da esempio per tutti. Ha fatto la storia dello sport ciociaro ed italiano. ma guarda avanti. Vivere di rendita non fa per lui. “Se guardo al percorso di questi 16 anni sono soddisfatto di tutto: dalla realizzazione delle infrastrutture all’ottenimento del massimo risultato sportivo, pure se l’apparizione in serie A è stata troppo fugace – sostiene Stirpe – Dovevamo fare di più, probabilmente. Essere stato per 16 anni protagonista, aver tracciato un percorso, aver portato il Frosinone ad essere una società importante ed apprezzata è per me motivo di orgoglio. Ora però davanti a noi ci sono altri traguardi”. Appunto altri traguardi. A partire da domani.

 

STADIO. Stirpe non si nasconde. Nei mesi scorsi ci aveva messo la faccia con una serie di conferenze stampa. E lo fa pure stavolta. Le difficoltà ci sono state e non sono finite. I ritardi pure. Ma dalle parole del presidente non traspare amarezza o delusione. Non cerca scuse o colpevoli. Il gioco di squadra infatti è sacro. Si vince e si perde tutti insieme. Non arretra un metro perché le strutture per una società sono fondamentali al di là di tutto. Bisogna raggiungere l’obiettivo. Il resto è noia. La deadline è quella di giocare il 30 settembre contro la Cremonese.

Certo se il Comune non avesse deciso di smantellare il ‘Comunale’ prima dell’apertura del nuovo stadio tutto sarebbe stato più facile. Un aiuto per ammortizzare il passaggio epocale. Ma hanno prevalso altre logiche. “Quando abbiamo lanciato la campagna abbonamenti escludendo due gare, l’obiettivo era quello di giocare a Frosinone dalla terza gara casalinga. Confidiamo che ciò accada – ammette il presidente – Quanto invece è costato in termini di impegno? Tanto sacrificio. Se si pensa solo al fatto che si è costruito uno stadio attingendo all’autofinanziamento dopo aver sostenuto i costi per il Centro Sportivo. Lo stadio è un grande investimento che speriamo di ripagare con i risultati e attraverso i flussi dalle attività collaterali”.

Ammette che è stata più dura realizzare le strutture che conquistare grandi risultati come la serie A. “Per fare lo stadio ci sono voluti 16 anni – spiega – ritengo che questa fase abbia fatto rilevare delle difficoltà differenti rispetto a quelle relative ai campionati vinti. Ma se proprio debbo esprimermi, allora dico che è stato più complicato portare a compimento la realizzazione delle infrastrutture”.

 

AZIONARIATO POPOLARE. E’ la sua grande scommessa. L’unico strumento per modernizzare e rafforzare la società e garantirgli un futuro radioso. Stirpe ci crede come presidente, uomo di sport e soprattutto imprenditore illuminato. Il sondaggio on line effettuato qualche tempo fa ha avuto riscontri positivi. “Io spero che ci sia il gusto della partecipazione, sia in ambito sportivo che più strettamente di carattere societario – afferma Stirpe – Il nuovo stadio, il progetto-crowdfunding: tutti insieme servono ad aumentare il coinvolgimento del tifoso. Che in termini numerici potrà rispondere con la campagna abbonamenti. In tal modo il tifoso stesso avrà la possibilità di sentirsi sempre di più coinvolto nella vita del club. Anche grazie alla realizzazione delle tante iniziative che ruoteranno attorno al Frosinone”.

 

NO AI CAMPANILISMI. Da sempre uno dei limiti del Frosinone è quello di non essere riuscito a diventare la squadra dell’intera provincia. Anche in serie A la Ciociaria non si è stretta intorno al club. Hanno prevalso rivalità e campanilismi. Ma la crescita della società non può prescindere da un coinvolgimento dell’intero territorio. Stirpe lo sa benissimo ed il nuovo Frosinone, il Frosinone 2.0, dovrà aprirsi. “All’interno degli obiettivi c’è la necessità di superare gli aspetti campanilistici che non fanno essere ancora il Frosinone la squadra di una provincia”, conferma il patron.

 

LONGO E LA SQUADRA. Il tecnico è stato scelto perché è giovane, ambizioso ed ha belle idee. Il suo calcio è quello che piace a Stirpe da sempre: gioco veloce e spettacolare senza trascurare l’equilbrio tattico. In passato ci aveva provato con Checco Moriero ma l’allenatore pugliese era troppo garibaldino ed alla fine fu esonerato. “Vedendolo lavorare ha confermato le impressioni che avevo su di lui. Ragazzo con idee chiare, umile e con tanta voglia di arrivare”, conferma Maurizio Stirpe. La squadra è stata costruita nel segno della continuità. Non si poteva smantellare un gruppo arrivato ad un soffio dalla promozione diretta. E così la rosa è stata per buona parte confermata con innesti di qualità. “Volevamo proseguire sulla continuità delle cose buone che erano state fatte e che ci avevano chiaramente soddisfatto – sottolinea – Cercando di migliorare una squadra che aveva ottenuto 74 punti. Quindi abbiamo ritenuto che il Frosinone fosse competitivo e che fosse possibile anche migliorarlo. Ciano è stata una grande opportunità, come il ritorno di Maiello e tutti gli altri. La presenza di nuovi e vecchi è stata ampiamente valutata in tutti gli aspetti”.

 

DIONISI BLINDATO. Come detto il presidente è uno diretto che non le manda a dire. Ammette che Dionisi è stato corteggiato ma è mancato l’affondo decisivo di questa o quella prentendente. Ma è mancata anche la volontà del giocatore di andare via e quella del Frosinone di cederlo. Dunque Dionisi resta anche perché adesso sarebbe troppo tardi per pensare ad una sua partenza. “Vi racconto come è andata per Dionisi – rivela il presidente – Per lui abbiamo ricevuto due richieste: da Benevento ed Empoli. Ma secondo me, né lui era convinto di andare e né il Frosinone è stato pienamente convinto a cederlo. Adesso, obiettivamente, è troppo tardi”. Con l’arrivo di Citro il mercato è chiuso. Organico competitivo. Un mix di giocatori esperti e giovani che avranno le loro chances.

 

POLITICA SPORTIVA. E’ il suo pane quotidiano. Stirpe è da anni impegnato nei palazzi del calcio. Consigliere della Lega di Serie C, ha ricoperto lo stesso ruolo nella vecchia Lega di A-B. E’ stato consigliere federale ed ha contribuito alla nascita della Lega B di cui è stato consigliere. Insomma un grande impegno per cercare di migliorare un movimento che ormai da anni naviga a vista. Il presidente giallazzurro si è sempre battuto per ottenere un maggiore equilibrio nella gestione delle risorse. Un tema di strettissima attualità se si considera il prospettato ridimensionamento dei diritti tv per il periodo 2018-2021. Stirpe traccia la rotta.

ùUna visione ad ampio raggio. Il sistema mutualistico finora prevalente non basta più. “Penso che la serie B abbia disperato bisogno di una base più solida di ricavi per mantenere un ruolo importante nel calcio – avverte il presidente – Le risorse sono scarse, per cui dobbiamo necessariamente andare sulla direttrice che permetta di ampliare i ricavi. Gli stadi di proprietà sono sicuramente dei nuovi strumenti, indispensabili per raggiungere gli obiettivi. Ma si necessita anche una rivisitazione della Legge Melandri per una più corretta distribuzione delle risorse. Se non ne saremo capaci, al di là del nuovo presidente che esprimerà la serie B, il futuro sarà complicato. Sottopongo dei numeri: la serie B dovrà arrivare ad ottenere almeno 100 milioni dalla mutualità e quindi dal calcio. A quali si dovranno andare a sommare altri 70-80 milioni dalle attività”.

 

SALUTI ED AUGURI. Immancabile alla fine l’in bocca al lupo presidenziale. Sentito e pieno d’entusiasmo. Che scalda il cuore. “Auguro buon campionato a tutti: ai nostri tifosi, ai dirigenti, alla squadra, alla struttura tecnica, alla struttura operativa, ai nostri sponsor che ci hanno dimostrato vicinanza. A quanti ci hanno sempre voluto bene. Forza Frosinone”.

 

 

 

 

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